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La fabbrica delle bambole di Elizabeth Macneal

Creato il 10 gennaio 2020 da Anncleire @anncleire

La fabbrica delle bambole di Elizabeth Macneal

Fa scorrere il pennello sulla pagina, osserva l'acquerello che sboccia sul foglio. Si sente padrona di sé stessa, come se il corpo fosse di nuovo suo, e non un sacco vuoto che Mrs Salter può usare per lavare i pavimenti, non semplicemente un promemoria quotidiano per ricordare a Rose come avrebbe potuto essere. Avverte un fremito, forse di vergogna, forse di soddisfazione, o magari è solo il freddo.

"La fabbrica delle bambole" di Elizabeth Macneal edito in italiano per Einaudi è entrato nelle mie cose da leggere perché mi sono innamorata a prima vista della copertina (curioso vero?) e perché al primo accenno di atmosfere della Londra Vittoriana ero già partita per la tangente, compreso il riferimento ai pittori Preraffelliti che mi hanno sempre colpito molto. Ci è voluto un attimo per perdermi nelle atmosfere di questo libro, e innamorarmene. Tra l'altro, vogliamo parlare della cover? Io la amo.

Giorno dopo giorno Iris Whittle siede nell'umido emporio di bambole di Mrs Salter e, china sui visi di porcellana in lavorazione, dipinge schiere di boccucce e occhietti tutti uguali. Ma la notte esce di soppiatto dal letto, scende in cantina, tira fuori colori e pennelli e riversa sulla carta la sua passione per la pittura. La tecnica è primitiva, certo, la famiglia e la società contrarie, e perfino la sua gemella Rose, un tempo sua complice ma ora esacerbata da un male che l'ha deturpata per sempre, le è ostile. E c'è quel leggero difetto della spalla a consigliarle di cercarsi un buon marito e accontentarsi di quel che ha. Ma lo spirito di Iris è indomito, la sua vocazione prepotente e, quanto alla presenza femminile nell'arte pittorica, non esiste forse il precedente di Lizzie Siddal, pittrice oltre che modella di John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, esponenti di quella cosiddetta "Confraternita dei Preraffaelliti" che fa tanto parlare di sé? Quando Louis Frost, un altro membro della stessa cerchia, le chiede di posare per lui, Iris, in spregio a ogni convenzione del decoro vittoriano, accetta, ma solo in cambio di lezioni private di pittura. Per lei si aprono nuovi orizzonti: la libertà per sé e quelli che ama, da sua sorella Rose al generoso monello di strada Albie, l'arte, l'amore, molti incontri importanti, alcuni insospettati. Passeggiando in quella tumultuosa fucina di novità che è il cantiere per la Grande Esposizione di Hyde Park, la sua figura singolare cattura lo sguardo di un passante fra i molti. È Silas Reed, tassidermista di poco conto e grande ambizione, con un morboso attaccamento per le cose morte e una curiosa predilezione per ciò che è imperfetto. Silas, Iris, Louis, il monello Albie, le prostitute del bordello, i clienti della taverna, i pittori preraffaelliti danno vita a un romanzo storico vividissimo e carico di tensione che appassionerà i lettori di Jessie Burton e Sarah Perry.

Sono sempre particolarmente affascinata dalle atmosfere vittoriane, di quella Londra ottocentesca che si sviluppa all'ombra delle fabbriche a vapore e che si destreggia tra la povertà estrema e la ricchezza più sfarzosa, che trova il suo culmine proprio nella Grande Esposizione, un ricettacolo di invenzioni, scoperte, eventi. La bravura della Macneal, una ceramista, sta proprio nella sua incredibile cura nel delineare personaggi e situazioni, tratteggiandoli con pochi semplici tratti. Gli eventi che si affastellano veloci nella seconda parte del libro iniziando con una introduzione per ogni personaggio. Da un lato c'è Albie un ragazzino che vive nei bassifondi e si arrabatta come può per sopravvivere insieme alla sorella maggiore. Incosciente e impaurito, è caparbio e svelto, capace di escogitare mille stratagemmi anche quando tutto sembra tramare contro di lui. È la rappresentazione più spietata della crudeltà che percorreva le strade più povere di Londra, quelle consumate dalla rivoluzione industriale e dallo sfruttamento senza tregua, quella capace di fagocitare persone intercambiabili in ruoli meschini e senza nessun tipo di protezione. Orfano e solo, Albie lotta per non essere fagocitato dalla macchia della povertà. Dall'altro lato c'è Silas un esperto imbalsamatore alla ricerca della gloria e del successo e desideroso di affermarsi nella Londra più lussuosa e tra gli intellettuali che si muovono a metà tra la Royal Society e il gruppo di accademici che ruotano intorno la Grande Esposizione. Silas è molto ambizioso e si reputa estremamente capace e costruisce un mondo fatto di spettri e di convinzioni che in realtà si frangono di fronte i suoi limiti. Arriva dalla campagna ed è arrivato a Londra pieno delle migliori intenzioni, eppure il suo negozio è incredibilmente lugubre, un ricettacolo di bizzarrie senza capo né coda che nutrono la sua follia. Silas percorre le strade di Londra con le visioni che popolano la sua testa ma che non sempre corrispondono a verità. Dall'altra parte c'è Iris, con una clavicola sporgente, cresciuta all'ombra della sorella Rose, fino a che una tragedia non le fa perdere tutto. Entrambe le gemelle lavorano nel negozio di bambole di Mrs Salter, una vecchia megera che le sfrutta senza pietà: Iris dipinge le bambole, mentre Rose ne cuce i vestiti. Una squadra apparentemente perfetta che però si incrina quando Iris non è più disposta a mettersi da parte per la sorella, che sembra divorare tutto. Iris ha altri sogni, altre velleità, vuole dipingere e inizia a farlo di nascosto, investendo i suoi sparuti risparmi in colori e tele e poi immenso e sconvolgente arriva l'incontro con Louis Frost, uno dei membri della "Confraternita dei Preraffelliti" capitanati dall'irriverente Dante Gabriel Rossetti e da John Everett Millais. Per Iris ogni cosa diventa imprevedibile e magica, un viaggio di conoscenza e istruzione. Diventa una modella e sperimenta con i colori, dietro l'occhio attento e vigile di Louis. Iris che unisce tutte le storie, diventa il punto focale di tutto, sia per la sua intraprendenza che per la sua voglia di farcela sempre. Le atmosfere vittoriane sono ben presenti sia per temi che per ambientazioni e tutto viene amplificato dalle descrizioni minuziose dell'autrice e dall'intreccio che si spinge oltre le strade di Londra e atterra nelle gallerie della Grande Esposizione e nei vicoli ciechi di una vita che non è sempre generosa e spesso decima la speranza e i mezzi.

Il particolare da non dimenticare? Un ciondolo con una farfalla...

Una storia affascinante e misteriosa, che segue le aspirazioni, le paure e gli amori di un gruppo di persone apparentemente lontanissime tra loro, ma collegate dalla trama del destino. Un viaggio tra tecniche di imbalsamazione, studio pittori e stratagemmi per la sopravvivenza. Un ritratto magico e impressionante della Londra Vittoriana.

Buona lettura guys!

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