La festa del Redentore a Venezia

Creato il 01 agosto 2013 da Surfingplanet @surfingplanet

Il Reden­tore è una tra le feste piú impotanti per i Veneti e sopratutto per i Veneziani. Il sig­ni­fi­cato della festa risale ad una tradizione molto antica, legata alla fine di una ter­ri­bile pestilenza che dec­imó gli abi­tanti di Venezia provo­cando la morte di piú di un terzo della popo­lazione in soli due anni.

Si narra che la peste fu scon­fitta gra­zie alle devozioni dei cit­ta­dini sopravis­suti ed al voto del Doge Alvise Mocenigo che giuró di erigere un bel­lis­simo tem­pio qualora la cittá fosse sopravis­suta al flagello. Nel 1577 con la fine della pestilenza il Doge Sebas­tiano Venier sci­olse il voto e man­tenedo la promessa fatta dal suo pre­de­ces­sore fece costru­ire la basil­ica del Reden­tore dall’architetto Andrea Pal­la­dio sull’isola della Giudecca.

La terza domenica di luglio del 1577, una volta posata la prima pietra, fu eretta una chiesa di legno sim­bol­ica e con­stru­ito un ponte di barche lungo 330 metri che univa Venezia all’isola della Giudecca sul quale in pro­ces­sione il Doge, i reli­giosi ed il popolo arrivarono fino all’isola. Fu da allora che ogni anno da ben quasi cinque sec­oli la cittá di Venezia nel sabato che pre­cede la terza domenica di luglio si prepara per questo grande evento.

Tradizione vuole che fin dal mat­tino tutti i veneziani preparino a festa le loro barche con fes­toni, pal­loncini col­orati e frasche per poi all’imbrunire rag­giun­gere il bacino di San Marco ed il canale della Giudecca. Lo stesso giorno viene anche allestito il ponte votivo di barche che col­lega l’isola della Giudecca con delle zat­tere a Venezia.

La notte del Reden­tore è il momento piú atteso della festa da grandi e pic­cini anche Rachele ricorda il clima di ecc­i­tazione per questo grande evento fin dal mat­tino. Verso sera rag­giungevamo il bacino di San Marco e cer­cavamo un pos­ti­cino tra le tante barche, per il nos­tro pic­colo gom­mone e le barche degli amici.

Nell’attesa del grande spet­ta­colo pirotec­nico e nella tradizione tipica Veneziana man­giavamo prodotti locali come Sopressa, Pan Bis­cotto, Sardee in Saore accom­pa­g­nati da un buon ed abbon­dante vino. Un’emozione che ancora oggi riv­ivo ogni volta che vado alla festa del Reden­tore. Quest’anno in par­ti­co­lare è stato bel­lis­simo poter parte­ci­pare dato che erano alcuni anni che non ci potevo andare.

Alle 23.30 la magia inizia: uno spet­ta­colo pirotec­nico, quello del Reden­tore, unico al mondo che dura per piú di mezz’ora. I fuochi ven­gono sparati dal Canale della Giudecca e si esten­dono sull’inimitabile pal­coscenico del bacino di San Marco illu­mi­nando tutte le maestose chiese cir­costanti come San Gior­gio.

I giochi di luce rif­lessi sull’acqua cre­ano uno spet­ta­colo tal­mente incred­i­bile che lo spet­ta­tore rimane affas­ci­nato e non sa se guardare i fuochi o una Venezia che si veste di luci e col­ori e si mostra solo una volta l’anno.


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