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La Festa di Simone Scafidi, un progetto innovativo per l’Italia

Creato il 07 novembre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

La Festa di Simone Scafidi, un progetto innovativo per l’Italia

7 novembre 2013 • Speciale Cinema - Eventi, Vetrina Cinema •

Il consiglio di Federica De Masi

Summary:

La Festa di Simone Scafidi: dieci ragazzi scomparsi durante una festa e un filmato che riprende gli ultimi momenti prima della loro scomparsa …

Arriva per la prima volta in Italia un nuovo modo di fare cinema: da giovedì 31 ottobre uscirà nelle sale cinematografiche virtuali della piattaforma francese Dailymotion il film evento La Festa. Si tratta di un horror 2.0 sperimentale e indipendente, ideato e creato esclusivamente per il web, finanziato per la gran parte da risorse private e promosso solo attraverso social network. Lontano da censure, limiti territoriali e biglietti a pagamento, il film di Simone Scafidi sarà il primo in Italia ad essere distribuito esclusivamente in rete, gratuitamente, prediligendo un formato seriale, codice ad hoc per il web. La festa, infatti, sarà suddiviso in 10 episodi, visibili settimanalmente a partire dalla notte di Halloween.

Il film parte dalla scomparsa di dieci ragazzi, tutti compagni di classe. Un paio di giorni prima della scomparsa il gruppo aveva organizzato una festa nella villa in collina di uno di loro. Alcuni mesi dopo ai familiari viene inviato un dvd anonimo, che contiene le riprese di quanto accaduto la sera della festa. Un vero e proprio film sull’accaduto, montato, musicato, postprodotto. Il filmato girato la sera stessa della scomparsa rivela una realtà inquietante: i ragazzi diventano involontari protagonisti di un macabro gioco a eliminazione e le loro vicende si mescolano con una storia accaduta tanti anni prima nel bosco vicino alla villa…

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La festa abbraccia i canoni del filone mockumentary (falso documentario) horror, genere che attualmente spopola nei cinema grazie al successo della milionaria saga di Paranormal Activity, giunta ormai al quinto episodio adesso in fase di pre-produzione, ma lo eleva a vera esperienza extrafilmica, molto suggestiva. Se il mockumentary vuole infatti rappresentare la realtà in modo artificiale, facendola passare per autentica, La festa oltrepassa questo concetto e lo inserisce in una dimensione dove il confine tra fiction e realtà si assottiglia, restituendo allo spettatore un prodotto che in effetti si è svolto davvero in un unicuum senza interruzioni. L’intera sequenza della festa, infatti, è stata creata in una sola notte, girando dal tramonto all’alba, sottoponendo agli attori una prova attoriale consistente e lasciando ai loro personaggi la facoltà di improvvisazione. Un esperimento partito da una sceneggiatura canovaccio, che prevedeva il coinvolgimento degli attori in prima persona, facendoli diventare “autori” del proprio ruolo.

Una trovata interessante quella diretta da Simone Scafidi, regista dello scomodo Gli arcangeli del 2007, che si cimenta in uno dei generi per cui l’Italia è ricordata in tutto il mondo, proponendo qualcosa di innovativo nel panorama cinematografico nazionale, almeno nella forma. “Un cinema del presente” come ha definito Scafidi il suo film, sia per la logica di distribuzione, fondata sul concetto di una condivisione collettiva del prodotto, ma anche come modo di riprendere la scena. Il film si discosta da quei prodotti in cui il found footage è traballante, senza suoni extradiegetici e focalizzato a riprendere ciò che gli accade intorno. Alle spalle de La Festa c’è una concezione sperimentale di fare cinema e in particolare del point of view film, una ricerca sui codici stilistici e concettuali, che non si ferma al film ma si allarga al cinema in generale.

Gli attori del film sono perlopiù esordienti, ma nel cast ritroviamo anche alcuni volti noti nel panorama indipendente italiano come Lavinia Longhi, interprete tra gli altri del caso cinematografico della scorsa estate I giorni della vendemmia e Riccardo Cicogna (Due vite per caso). Non potevano mancare due camei d’eccezione, che faranno la felicità degli appassionati, per due icone del cinema horror nostrano degli anni ’80: Cinzia Monreale, volto che ricordiamo per …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà e La dolce casa degli orrori di Lucio Fulci e Karl Zinny interprete di Demoni e Una notte al cimitero di Lamberto Bava.

Di Federica De Masi per Oggialcinema.net

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