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La fine di un’estate all’inizio del mondo

Creato il 11 settembre 2019 da Cateca

La foto in evidenza è stata gentilmente concessa da Emma Russo

Isolare il rumore, sciogliere l’ansia, liberarsi dalle richieste improprie di tutte le istanze che gridano le proprie ragioni, e riscoprire la fine dell’estate con la sua calda dolcezza  e i suoi colori appassionati di audaci e forti contrasti.

È il momento di lasciarsi cullare dai versi di una poesia dal sapore antico,  con i campi d’oro puntellati dal rosso dei papaveri, con la vendemmia che raccoglie uva e famiglia e il profumo portato dalla brezza, ancora delicata, che accarezza i prati fioriti.

Basta una poesia per rievocare la natura incontaminata che abbiamo perduto e che tutti rivogliamo indietro intatta, così come era apparsa all’inizio del mondo.

Una poesia ripetuta par coeur come un mantra, come una preghiera agli spiriti amici che accompagnino e sostengano tutti i nostri sforzi affinché l’aria sia di nuovo e per sempre fresca e leggera, l’acqua sia di nuovo e per sempre trasparente e pura e la terra sia di nuovo e per sempre fertile di bellezza e di bontà.

Vi è un piacere nei boschi inesplorati

e un’estasi nelle spiagge deserte,

vi è una compagnia che nessuno può turbare

presso il mare profondo

e una musica nel suo ruggito;

non amo meno l’uomo ma di più la natura

dopo questi colloqui dove fuggo

da quel che sono o che prima sono stato

per confondermi con l’Universo e lì sentire

ciò che mai posso esprimere

né del tutto celare

GEORGE GORDON BYRON

LA FINE DI UN’ESTATE ALL’INIZIO DEL MONDO

Elisabetta Mastrocola

Manfredi di G.G. Byron

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