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La finestra sul porcile: METALLICA – S&M 2

Creato il 20 ottobre 2019 da Cicciorusso

La finestra sul porcile: METALLICA – S&M 2

So già cosa mi direte: “Bargone, stupido imbecille, te lo meriti. È come per i film sui supereroi: non solo vai al cinema a vedere ‘sta roba, ma poi te ne lamenti pure qua su Metal Skunk”. Avete ragione, tranne su un punto: io non mi lamento, so benissimo a cosa vado incontro, e ne parlo giusto così, per coinvolgere voi adorati 24 lettori su questi miei modi balordi di passare il tempo. Fortunatamente ho smesso di giocare a Candy Crush, altrimenti quasi quasi recensivo pure quello. Comunque: sono andato al cinema a vedere S&M 2, una specie di celebrazione per il ventennale dell’originale S&M ma con una scaletta diversa. La sigla sta per Symphonic Orchestra & Metallica, o qualcosa del genere; se non è esattamente così non mi rompete i coglioni. Lo trasmettono solo oggi, 18 ottobre 2019: noi andiamo al cinema Arcadia di Melzo, vicino a Milano. Dovrebbe essere lo schermo più grande del mondo, o almeno lo era fino a un paio d’anni fa, ora non so se qualche cinese ne ha costruito uno più grande; però vabbè, che sia il più grande o meno non lo so, comunque è gigantesco, e la sala è bellissima: poltrone ampie, comode, con un sacco di spazio davanti e molta pendenza, così che se davanti si sedesse The Great Khali io riuscirei a vedere lo stesso. Penso sia il miglior cinema che abbia mai visto.

La finestra sul porcile: METALLICA – S&M 2

La gente che di solito si siede davanti a me al cinema

Lo spettacolo invece dura due ore e mezzo ed è abbastanza sfiancante. Nei primi dieci minuti ci sono loro che parlano (diciamo Lars Ulrich che parla, e gli altri che confermano quello che dice lui) a proposito di quanto spacchi il direttore d’orchestra, di quanto spacchino i Metallica, che fanno beneficenza etc. Lars Ulrich, ma quanto mi stai sul cazzo. Comunque a un certo punto comincia il concerto e attaccano con Call of Ktulu seguita da For Whom the Bell Tolls. Dopodiché ci sarà un’infinita sequela di puttanate di medio-grosso calibro fino alla fine, quando suoneranno One e Master of Puppets prima di chiudere con le solite due canzoni stracciamaroni del Black Album.

Verso la metà c’è un lunghissimo tratto in cui succede qualsiasi cosa: prima un intermezzo con l’orchestra che suona da sola qualcosa di brutto e palloso; poi risalgono loro e suonano un brano di un compositore russo futurista, che però gli riesce stranamente bene; poi parte The Unforgiven III (non riesco a pensarci senza ridere); poi ancora Hetfield che canta, solo con l’orchestra, un pezzo agghiacciante che ho scoperto successivamente essere tratto da quell’abominio di St. Anger – e vedere Hetfield muoversi goffamente senza chitarra fa male al cuore, perché io penso che lui sia, anche tuttora, vecchio, con la panza ed imborghesito, il miglior frontman mai esistito e non solo in ambito metal; poi c’è l’omaggio a Cliff con un tizio che riproduce Anesthesia su un violoncello elettrico (credo) facendo un casino che metà basta; dopodiché “finalmente” ripartono con Wherever I May Roam etc etc.

La finestra sul porcile: METALLICA – S&M 2

Insomma, una bella cacata. Però loro mi stanno simpatici, a parte quel cazzone di Ulrich, e ne è valsa la pena di vedere Jaimz sull’ipersupermegaschermo concavo che faceva UHYEAH. Ci sono andato praticamente solo per quello. Perché poi qual è il punto fondamentale della questione? È che i Metallica, con l’orchestra, non c’entrano un cazzo. Due ore e mezzo a cercare di capire che cosa stesse succedendo in mezzo a tutto quel casino, sperando che qualcuno abbassasse il volume a quei tizi che suonavano i violini. Nel migliore dei casi l’orchestra fa solo confusione, nel peggiore distrugge i pezzi: One è una canzone cupa, devastante, di una tristezza che in confronto Murder dei Katatonia è Dammi tre parole di Valeria Rossi, e l’orchestra si mette a fare poroppoppò zumpappà che manco nei progetti solisti epic hollywood cinematic bombastic di Luca Turilli. È proprio un’idea del cazzo, abbiate pazienza. I pezzi belli dei Metallica sono talmente perfetti che non c’è bisogno di questi che fanno uìm uìm uìm coi violini, e i pezzi brutti vabbè, calcolando che sono brutti persino se li canta James Hetfield, figurarsi se riesce a salvarli un’orchestra. Inoltre sono brutti proprio gli arrangiamenti, perché non riescono a cogliere lo spirito dei pezzi. Mentre ero lì seduto pensavo che un’idea più sensata sarebbe stata fare riarrangiare i pezzi da uno tipo Trent Reznor e usare un’orchestra molto più piccola che entrasse meglio nel mood. Però vabbè, ne è valsa comunque la pena, perché c’era JAIMZ UHYEAH ed è stata l’unica volta che ho visto i Metallica senza conseguenze nefaste: la prima volta mi hanno denunciato e sono dovuto andare a fare i servizi sociali, la seconda ho pagato 80 euro per affondare nel fango a 200 metri dagli amplificatori (non funzionanti). Quando ritorniamo in macchina la riproduzione casuale di Spotify fa partire The Burning of Rome dei Virgin Steele, e sono felice. Gloria a James Hetfield, cacca a Lars Ulrich. UHYEAH. (barg)

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