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La Fondazione Taras risponde alle parole del presidente Giove

Creato il 25 dicembre 2017 da Stefano Pagnozzi @StefPag82
La Fondazione Taras risponde alle parole del presidente Giove
NOTA DELLA FONDAZIONE TARASNella giornata di venerdì è apparsa sul Quotidiano di Puglia un’intervista del presidente Giove, che ci appare meritevole di doverose controdeduzioni alle quali tuttavia, visto il tenore, vogliamo dedicarci tra il serio ed il faceto.
Nell’intervista del neo presidente si leggono le seguenti dichiarazioni:
«La Fondazione è cambiata negli anni, si è impoverita in termini di competenze».
Opinione interessante, peccato che bene o male il nucleo dirigente ed operativo del Supporters’ trust sia rimasto fondamentalmente immutato nel tempo con poche defezioni, peraltro compensate con innesti importanti in qualità di membri del direttivo e/o consiglieri di amministrazione, come ad esempio consulenti legali, che grazie alla loro competenza e professionalità, prestata gratuitamente a favore del Club, hanno consentito al Taranto FC 1927 di vincere diversi ricorsi in ambito sportivo, o ancora ingegneri che hanno contribuito allo sviluppo del progetto per il rifacimento dello Iacovone B.
Per il resto, la Fondazione si è certamente impoverita in termini economici, di risorse umane e di energie psico-fisiche, spese ad unico vantaggio del Club. Ma è un “impoverimento” di cui siamo ben felici ed orgogliosi.
Ma tant’è, Giove è il Presidente e decide lui su tutto (come ha già avuto modo di sottolineare), ivi comprese le competenze altrui. Ne prendiamo atto.
«dico soltanto che hanno evidenziato la situazione debitoria pesante della società di cui loro hanno fatto parte negli ultimi anni. Se il debito è a questo punto, la responsabilità è anche la loro, come trust»
Anche questo sembra un sillogismo piuttosto interessante che, se confermato, vedrebbe il sig. Giove, in qualità di socio di minoranza dell'epoca, co-responsabile del più grande tradimento perpetrato nei confronti della tifoseria tarantina in quel lontano 2002, nonché del successivo fallimento del Club. La differenza, magari, potrebbe individuarsi nel fatto che la Fondazione Taras, seppur in qualità di piccolo socio di minoranza, ha sempre denunciato pubblicamente e per tempo i deficit di bilancio provocati dai soci di maggioranza così adempiendo al suo compito di vigilanza. Per contro, non ricordiamo atti pubblici di denuncia del sig. Giove volti a fare chiarezza su quel nefasto 9 giugno 2002 e su tutto ciò che ne è poi derivato.
Ma tant’è, lui è il Presidente e decide lui su tutto, ivi comprese responsabilità altrui. Anche di questo non possiamo che prenderne atto.
«Nei loro rappresentanti non vedo preparazione in grado di supportarci né nel settore giovanile né nelle decisioni da assumere»
E’ bene precisare che il neo presidente Giove i rappresentanti del trust non li conosce affatto, visto e considerato che li ha incontrati un paio di volte in vita sua per pochissimo tempo. Certo, sarebbero potute essere di più le occasioni, se non avesse disertato ben quattro appuntamenti consecutivi adottando le scuse più banali (come ad esempio la partita della Juventus con il Barcellona).
Ma tant’è lui, è sempre il Presidente e decide su tutto, ivi compresa la preparazione altrui.
Per il resto, il supporto al nostro “ex” settore giovanile lo volevamo semplicemente esprimere attraverso un progetto dettagliato che lui stesso ci ha richiesto, nell’ambito del quale ci saremmo unicamente permessi di suggerire la figura di Sergio Mezzina quale responsabile generale. Non è stato possibile farlo perché nel frattempo si è deciso nottetempo di esternalizzare il settore giovanile. Fortunatamente non abbiamo fornito alcun supporto a queste “strategiche” decisioni. Affidarsi alla “Suerte” anziché alla crescita ed alla programmazione del nostro settore giovanile, infatti, non è argomento che avrebbe trovato il nostro “supporto”. A proposito, nonostante due PEC ufficiali inoltrate alla società, ad oggi nulla ci è dato sapere circa gli aspetti contrattuali di questa brillante operazione di affidamento del nostro vivaio.
«Su Volume io lo valuto per quanto sta facendo nella mia gestione e non prima, sta lavorando benissimo. Sarà un punto fermo del nostro progetto.» Niente, qui lo sconforto non ci consente neanche di commentare. Sull’argomento gettiamo la spugna come potrebbe accadere sul ring di un incontro di boxe (ogni riferimento è puramente casuale). “Similis cum similibus” direbbe Cecilio, un commediografo romano del 230 a.C. che scriveva su Blunote (dell’epoca).

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