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La forza delle limitazioni

Creato il 13 febbraio 2020 da Martinaframmartino

Siamo abituati a leggere di personaggi che compiono imprese esaltanti. Superano enormi difficoltà, sconfiggono nemici che sembrano imbattibili, trovano soluzioni in situazioni apparentemente senza via d'uscita... e ciò che fanno spesso è esaltante perché le loro azioni sono vincolate da limiti ben precisi, spesso codificati all'inizio. Variano da opera a opera, a volte sono chiaramente enunciati e a volte no, ma è da questi vincoli, e dal modo in cui vengono aggirati, che nascono le storie. La prima codifica evidente in cui mi sono imbattuta come lettrice, e che amo molto, sono le tre leggi della robotica di Isaac Asimov:

La forza delle limitazioni

Le Tre Leggi della Robotica:
1. Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.
2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.
Manuale di Robotica, 56ª Edizione, 2058 d.C.

La forza delle limitazioni

Un'altra, celata fra le pagine di La grande caccia e quindi non così evidente a prima vista, ma non per questo meno importante, è il giuramento delle Aes Sedai nella Ruota del Tempo di Robert Jordan:

Quando diventi una sorella, devi prestare il giuramento finale tenendo quel ter'angreal. Non dire una parola che non sia vera. Non costruire nessun'arma che consenta a un uomo di ucciderne un altro. Non usare mai l'Unico Potere come arma se non contro gli Amici delle Tenebre o la progenie dell'Ombra o, come estrema difesa della tua vita, di quella del tuo Custode o di un'altra sorella.

Giuramenti impegnativi, vero, ma come nota Nynaeve

Le sembrava allo stesso tempo troppo e troppo poco da giurare

È anche da qui che nascono le storie.

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