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La “giustizia” del cambiamento nel governo gialloverde è questa: “prima le poltrone”

Creato il 23 marzo 2019 da Speradisole

LA “GIUSTIZIA” DEL CAMBIAMENTO NEL GOVERNO GIALLOVERDE È QUESTA: “PRIMA LE POLTRONE”

LA “GIUSTIZIA” DEL CAMBIAMENTO NEL GOVERNO GIALLOVERDE È QUESTA: “PRIMA LE POLTRONE”Marcello De Vito, ormai ex presidente dell’Assemblea capitolina, in forza al m5s dalla prima ora, è stato arrestato per presunta corruzione. Incarichi e consulenze, circa 400mila euro tra soldi erogati e promessi, le tangenti di cui parla il gip di Roma Maria Paolo Tomaselli, nell’ordinanza di custodia cautelare.

Si chiude così, almeno per ora, la parabola di Marcello De Vito nel Movimento 5 Stelle. Alla testa dei grillini “ortodossi”, fin dalla prima ora..

Avvocato di professione, ha rappresentato finora uno dei fari dei consiglieri grillini. Legatissimo a Roberta Lombardi e viene buttato fuori immediatamente, espulso quasi con ignominia, dal m5s, senza tanti complimenti. In 10 minuti Di Maio decide: Via.

Capisco che c’è differenza tra corruzione, incasso indebito di soldi, e la vicenda di Salvini, però la strenua difesa del ministro dell’interno, da parte dei grillini, è stata ignobile.

Si dice che Salvini abbia agito nell’interesse nazionale. Interesse, però, che solo Salvini è riuscito a identificare con il sequestro abusivo di 177 persone, in violazione di almeno una decina di trattati internazionali che non sono nella sua disponibilità.

Il problema è che il movimento è in fase calante e in confusione politica. In queste condizioni era indispensabile mostrare che il movimento almeno è rimasto attaccato al più antico dei suoi totem: la cosiddetta onestà.  Pertanto l’immediata espulsione di De Vito non è una prova di forza, ma una prova di debolezza e di paura.

I 5 stelle hanno votato la salvezza di Salvini, così i giudici chiudono i faldoni e non si occupano più del vice presidente leghista, e, in contemporanea, hanno mostrato una sollecitudine fuori del comune, nell’espellere su due piedi, senza attendere le sentenze dei giudici, il loro esponente De Vito.

Come mai? La risposta è molto semplice: poltrone.

Se Salvini fosse stato mandato a processo, il governo sarebbe saltato e tutti questi signori che oggi girano in auto blu, sarebbero tornati dietro i banconi dei bar a servire gazzose.

La “giustizia” del cambiamento è questa: prima le poltrone”.

Ho riportato due fatti che portano ad una conclusione semplice: Uno pararsi il culo. È umano. Comprendiamo. Siamo garantisti fino all’ultimo giudizio. Due apparire ancora il faro dell’onestà cacciando via un asso grillino della prima ora.

Poi sono incappata in un commento di una grillina garrula che spiega come il travaso di personaggi “notoriamente”, dice lei, avvenuto dal Pd al m5s, abbia purtroppo portato dentro al movimento, fior di delinquenti che poi arrubbbano, perché quelli di sinistra solo questo sanno fare.

Ecco, io ve lo dico e lo ripeto anche a Zingaretti, semmai mi sentisse (non credo) mettetevi l’anima in pace voi del Pd che amate i grillini, perché questa gente è irrecuperabile, non solo alla vita civile, ma proprio alla capacità di formulare un ragionamento logico e, tantomeno, critico.

E chi pensa di voler attrarre questi elettori, o non li conosce, oppure ha problemi di ragionamento simili ai loro.


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