La grande bellezza

Creato il 24 maggio 2013 da Drkino

Problemi alla vista? A curare il vostro astigmatismo cronico ci pensa il nuovo film di Paolo Sorrentino, tornato in Italia con un paio di lenti per correggere la realtà deformata di questi anni ed offrire ai nostri occhi la grande bellezza dell’esistenza terrena …

E’ solo un trucco. Una magia, che poi fa rima con bugia. La vita è in fondo solo un trucco. Ci mascheriamo per non essere noi stessi, sotterriamo i nostri bisogni istintivi per aspirare a qualcosa di più o per apparire migliori di quello che siamo. Un’aspirazione che si trasforma in deformazione, brutta, raccapricciante, grottesca. Siamo la maschera di noi stessi, frutto dei tempi che viviamo, un tempo che ci ha condotti verso la decadenza, un decadimento spirituale e morale che Paolo Sorrentino ambienta nella capitale italiana, una Roma bellissima e allo stesso tempo orribile. Adesso come non mai, strangolati da una crisi economica che non ci lascia respirare, ci trasciniamo lungo un’esistenza infelice e vacua, basta un ricordo felice per lasciare che un solo interrogativo s’insinui nella nostra mente: qual è il senso della nostra vita?

Dopo la parentesi americana il regista de Il divo è tornato in patria per sfornare un film contraddittorio, maturo concettualmente ma contemporaneamente confusionario. La grande bellezza racconta la storia di Jep Gambardella, scrittore e giornalista 65enne, impegnato a districarsi nella vita notturna romana fatta di bellezze marmoree e vedute mozzafiato da un lato, e frequentata dall’altro da personaggi vuoti ed arrivisti. Una dicotomia elementare che ricorda La dolce vita felliniana, in cui veniva raccontata una Roma decadente degli anni 60. I tempi adesso sono cambiati e tra musica da discoteca e cocaina riemerge tutto il marciume che si nasconde nelle ville dei ricchi. Jep non ne può più di questo vuoto che avvolge la sua vita, non ne può più di intervistare perforare che non offrono niente di nuovo ma che si auto-proclamano artisti. L’assenza di bellezza nella sua vita a 65 anni è pesante, uno scatto di maturità che lo porta a dire quello che pensa a non fare quello che non gli va. Servillo, come ovvio, calza a pennello i completi di alta sartoria di questo personaggio che però non resterà nella memoria come altri.

Il film di Paolo Sorrentino è complicato da spiegare. La grande bellezza è un’opera personalissima che offre tanti spunti di riflessione, tutti validi e potenti, almeno concettualmente. Il film cammina con un moto ondulatorio, passando da immagini di una potenza incredibile (la festa iniziale rapisce come gli stupendi luoghi romani) a scene piatte senza personalità. Nonostante questi alti e bassi riesce a porre interrogativi introspettivi sull’esistenza umana e a scattare una fotografia sull’alta società romana. Sorrentino è sempre il bravo regista che conosciamo, ma in questo sesto lungometraggio non riesce a costruire quelle atmosfere dense e suggestive come quelle per cui è conosciuto.

Anche a Cannes, dove La grande bellezza è stato presentato in concorso per la Palma d’Oro, il film ha raccolto pareri contrastanti, nonostante questo durante la visione Sorrentino riesce a raccontare l’impoverimento di sentimenti di questi personaggi, facendo respirare e rivivere sulla propria pelle il rimpianto per le scelte del passato e la fatica che la vita comporta.

Grande il cast che raccoglie tanti volti noti tra cui una Serena Grandi simbolo del disfacimento professionale e fisico. Rivelazioni della pellicola Carlo Verdone, con un bel ruolo, Sabrina Ferilli e Carlo Buccirosso assolutamente raccapricciante.

ORTOCHERATOLOGICO \ CORRETTIVO

Dr. Dakota Block


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