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“La guerra”: Palermo negli scatti del fotoreporter Tony Gentile. E’ l’autore dell’icona della legalità che ritrae Falcone e Borsellino

Creato il 15 marzo 2015 da Stivalepensante @StivalePensante

“Dopo una lunga ricerca durata quasi 2 anni tra le scatole piene di negativi, alcuni dei quali mai stampati, siamo riusciti a mettere insieme circa 80 fotografie che raccontano 8 anni di storie Palermitane. Storie quotidiane, storie semplici ma anche storie che hanno sconvolto l’italia intera e non solo”. E’ con queste parole che il fotoreporter Tony Gentile presenta, sul suo sito, il suo ultimo capolavoro “Una guerra”.

Canicatt“, Giovanni Falcone e Pietro Grasso arrivano per partecipare al funerale di Rosario Livatino 1990 © Tony Gentile (Foto © Tony Gentile - agi.it)

Canicatt“, Giovanni Falcone e Pietro Grasso arrivano per partecipare al funerale di Rosario Livatino 1990 © Tony Gentile (Foto © Tony Gentile – agi.it)

Tony Gentile apre il suo archivio fotografico per raccontare Palermo e “Una guerra”. L’autore della più diffusa fotografia che ritrae i due magistrati Falcone e Borsellino e che è diventata icona della legalità, apre il suo archivio e traccia il racconto di un pezzo di storia del nostro Paese. Palermo, una città in guerra che nella sua quotidianità ha visto omicidi eccellenti, stragi, soldati per le strade, rivolta popolare, in una parola “la guerra”.

“E’ venuto fuori il racconto di una guerra – spiega Tony Gentile sul suo sito – che per noi palermitani è ‘La guerra’, che abbiamo subito passivamente e alla quale siamo riusciti a ribellarci solo dopo due stragi e la scomparsa di tre magistrati e dei loro uomini della scorta. I primi anni del mio lavoro in Sicilia, infatti, sono stati caratterizzati dal tragico periodo dell’attacco della mafia allo stato con la stagione delle stragi. Negli intervalli tra un lavoro e l’altro non ho potuto fare a meno di raccontare la Sicilia attraverso le sue tradizioni popolari e la vita quotidiana.”.

Ad accompagnare le fotografie di Tony Gentile, il racconto di Davide Enia che, passo dopo passo, narra lo scorrere di una città e dei suoi abitanti che dal 1989 al 1996 hanno vissuto una realtà di violenza, di stragi mafiose e di sconvolgimenti politici, ma anche la reazione di ribellione della società civile e dello Stato contro l’eccessiva violenza che si respirava in quegli anni. (AGI)


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