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• La Hit del Lafcadio: new entry di un altro 4-1, Camillo Pennati!

Creato il 27 maggio 2012 da Vsgaudio @vuessegaudio

La Hit settimanale del Lafcadio Incaricatoper la Tortura dei Poeti

HitReoGenusOrdo ProcedendiGrado di dolore

­Maurizio Cucchi
­­Medium42

Attilio Lolini 
­Subtile43-4

Camillo Pennati Subtile-Medium41

4°Milli GraffiGracile41

5°Ennio CavalliSubtile33-4


                                                            ·In ascesa Maurizio Cucchi, dal 4° posto prepotentemente al 1° posto, questo genus Medium che, come ebbe a riferire l'Anonimo del Gaud, può essere anche, a seconda del poeta, genus Ordinario o Comune se non Mediocre, e però Ambiguo o Intermedio: non si direbbe, ma è il genus che più degli altri è caratterizzato dalle figure dell'antifrasi e della perifrasi.
L'Ordo Procedendi con cui è stato curato in settimana è medio: esempio di tortura del Beccaria: "tenagliato".
New entry per Camillo Pennati, poeta dal genus Subtile e Medium e con un grado di dolore pari a quello di Milli Graffi, che scende al 4° posto: poeta sensibile, resiste poco alla tortura.
Son poeti, questi, sia il Camillo che la Milli, che si rifanno alla terza aria di Aristotele, l' eunoia con cui cercano di non urtare, non provocare e di essere gradevoli.
Ma basta per far desistere il Lafcadio Incaricato?
Stabile Ennio Cavalli, anche quello erotico(viste le Erosagonie di Camillo Pennati) di "Penthouse", al 5° posto.
• La Hit del Lafcadio: new entry di un altro 4-1, Camillo Pennati!

· Camillo Pennati· Sonetto: precipizio
Sognai di te che il desiderioti parlava a incombermiavvicinandoti tanto che ancor più indietreggiandoio caddi come da un precipizioe così innumeri voltefin quando non fui preso anch’ioad imitarti e sorsi e mi appressaicolmando ogni distanza e di respiro e d’ariae insieme accaddeche dal medesimo ciglioa me stringendoti che mi premeviprecipitammo un tempoe in ciò che mi destava.
(da: Camillo Pennati, La bellezza sensibile, [già: Un gioioso disporsi, L’Arte di, L’arzanà, Torino 1981, ora] in: Idem, Sotteso Blu, Einaudi, Torino 1983)
· L’haïku che andavo figurando
Quando arrivasti tue tanto ci colmò la gioia che si formò di noil’haïku cui avanti ripensavo.
· Altro haïku non occorse
Di te vibrò la solitudinee nel desiderato ricongiungersi dei corpialtro haïku non occorse.
· Sulla spiaggia del cielo
Sulla spiaggia del cielosale con acquorei spruzzi la lunaa riaffiorarne il colore.
(da: Camillo Pennati, La vibrazione del racconto, in: Idem, Sotteso Blu, ed.cit.)
• La Hit del Lafcadio: new entry di un altro 4-1, Camillo Pennati!

                                           · Camillo Pennatiil poeta di Erosagonieil mio amico di quei favolosi anni di piombo a Torino, quelli che si cenava insieme la sera e non c’era il Camst, che, negli anni novanta, ci sarebbe stato a Bologna…
Io che non sono stato assistente d’autolavaggio, come Arthur Bloch, che è l’autore de Le leggi di Murphy, ma sono stato raccoglitore di uova come Arthur Bloch,ma nel pollaio di mia nonna, studiando cosmologia come Arthur Bloch, capii di non potermi godere nemmeno i diritti d’autore, non solo quelli derivanti dalla Disney Company Italia,come,invece, ha fatto A.B., risiedendo a Berkeley in California, laddove non ho potuto avere nemmeno rapporti con il PFA, che è la sola cineteca di tutta la costa occidentale degli Usa, situata proprio a Berkeley, di fronte al famoso campus universitario. Il solo luogo in America, al di fuori di New York, dove è possibile vedere dei film non hollywoodiani. Perciò, non ho potuto incontrare al PFA di Berkeley Martin Scorsese che andava lì negli anni settanta a fare ricerche, e invece io stavo a Torino, dove, prima, ho visto un film di Scorsese in un cinema d’essai, e dove, soprattutto, non è stato possibile che diventassi amico di Coppola e Herzog che, invece, a Berkeley, sono, loro sì, diventati amici. Io mi son fatto amico un poeta che di giorno lavorava da Einaudi e la sera passava ogni tanto all’Arci tra le “grandi orecchie” comuniste. Non mi sono potuto stupire nel vedere alla stessa tavola Robert Kramer e Francis Coppola, il cineasta più povero e il cineasta più ricco, ma lì, al PFA di Berkeley, succedeva spesso negli anni settanta. Cosa impossibile né a Los Angeles, né a Torino. Al massimo, a Torino alla stessa tavola Vuesse poté vedere Nico Orengo, anche se non sapeva che fosse marchese e russo per giunta, e Sebastiano Vassalli; o se stesso con Pennati, che è già quanto dire, immaginatevi, poi, se avveniva in un Club Ristorativo Femminista, altro che  Camst di Bologna e di Aprigliano(Cs), dove, se non altro, tra una pietanza e l’altra, in sorbetto c’è la Cazzeide di Duonnu Pantu!· (da Il Libro di Parrot. Per una parrottologia del fesso costituzionale, © 1998)·
N.B. Comunque, ad uso di quelli che le cose, anche se non sono della Famiglia, le vedono, o, quantomeno, vorrebbero vederle, esiste un mio testo sulla poesia di Camillo Pennati, forse il primo(e l’unico) di una certa compostezza, se non altro perché composto tra psicoanalisi, logica, linguistica e caratterologia:L’ erotica di Pennati come apprensione della godibilità in “Lunarionuovo”, n.44 anno IX, Catania 1987.Mi sorge un dubbio: questo mio testo è invisibile perché io sono invisibile, o è invisibile l’autore di Erosagonie? O, addirittura, è invisibile “Lunarionuovo”, che è anche logico, perché nella fase di luna nuova la luna non si vede…Anche se in quel numero c’era gente molto visibile: da Luciano Anceschi, in un testo sull’onorevole poeta Ingrao, alla sua allieva, di Anceschi, Niva Lorenzini, da Silvio Ramat a Stefano Lanuzza, da Giuseppe Conte a Mariella Bettarini…e poi c’era all’ultima pagina una foto in cui apparivano i poeti della Grande Famiglia di Milano, condotti però a Mosca dal terrone di Acireale Mario Grasso nel maggio 1987: il già citato Giuseppe Conte, Milo de Angelis, Gregorio Scalise, Maurizio Cucchi e Valerio Magrelli.La foto, invisibile, li colse in quest’ordine, visibile.
v.s. gaudio
· La Hit precedente è qui:F2012/05/la-hit-del-lafcadio-balza-in-vetta-milli-graffi ·

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