La III Guerra Mondiale (Orwell o Casaleggio?)

Creato il 26 settembre 2013 da Anticasta

Nel celeberrimo “1984” di Orwell l'Eurasia è una delle tre superpotenze continentali nate dopo la ipotetica guerra atomica degli anni cinquanta e nei suoi territori include l'Europa e l'Asia settentrionale, a partire dal Portogallo fino a raggiungere lo stretto di Bering, comprendendo molti territori dell'ex URSS. Il romanzo si svolge durante una terza guerra mondiale, tra i super-stati, e l'Eurasia vi partecipa con continui cambi di alleanze, ma per lo più si scontra con l'Oceania, che rappresenta il mondo anglosassone e le sue dipendenze.

 Sessant'anni dopo Casaleggio nel suo video “Gaia” [http://www.youtube.com/watch?v=9mYgbCW8XNA] aggiorna gli schieramenti che si fronteggiano nella terza guerra mondiale prevista fra una decina d'anni.

Stavolta l'Europa è schierata con il mondo anglosassone contro la coalizione Russia-Cina-Medioriente e ricopre il ruolo non proprio entusiasmante, suggerito nel video [distruzione dei simboli dell'occidente, piazza San Pietro, Notre dame, Sagrada Familia], ma anche da vari articoli [http://www.libreidee.org/2011/11/la-russia-missili-contro-leuropa-se-israele-minaccia-liran/] di farsi distruggere per permettere nel frattempo agli Stati Uniti di portarsi in vantaggio colpendo i nemici da lontano.

Anche chi pensa che Casaleggio sia un visionario non può negare alcuni fatti oggettivi che corroborano l'ipotesi fatta nel suo video.

Innanzitutto che oggi l'Europa sia sotto il dominio statunitense – solo in Italia ci sono più di 100 basi americane ed una sessantina di bombe atomiche – è indiscusso come è evidente che il suo territorio è diventato una base militare per attaccare il nemico non per difendersi ma per diventarne il bersaglio. Di conseguenza si lavora per costruire non un'Europa culturale o politica, ma un'Europa della guerra. Che altro senso può avere l'allargamento della UE alla Turchia che, oltre ad essere geograficamente fuori dall'Europa ne è anche culturalmente e politicamente assolutamente disomogenea? Tanto che nel corso degli anni i rapporti dell'Europa con essa sono stati solo di guerra.

E allora perché accettare questo ruolo di vittima sacrificale , anzi, correre ad interpretarlo, schierandoci per l'Impero Statunitense che, nonostante la fiducia di Casaleggio nella sua vittoria, è in chiaro disfacimento? Facciamo uso dell'italica virtù italiana del voltagabbanesimo che ci ha portato nella I e II guerra mondiale a lasciare l'Austria e la Germania cui eravamo legati da patti d'amicizia e, in questo inizio della III a nientedimeno che bombardare la Libia, e spezziamo questa cultura masochista di asservimento al mondo anglosassone: Chiediamo l'allargamentodella UE alla Russia.

Proponiamo di espandere l'Europa ad est consci che i colloqui eventuali durerebbero decine di anni, consci che ci sarà una forte opposizione, soprattutto da parte dei paesi ex-satelliti dell'Unione Sovietica, consci delle pressioni e degli atti terroristici che subiremo dagli Stati Uniti.

Ma se riusciremo a rendere meno monolitica la sudditanza agli Stati Uniti ed a renderli così meno certi sulla vittoria forse come la Russia ha salvato il popolo siriano riusciremo a salvare noi stessi dalla distruzione.

di Storno

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