Ma che le leggi cambino o - per dirla meglio - si aggirino, non è certo una novità, per cui secondo il regista francese Stéphane Brizé, tanto vale sorvolare qualsiasi discorso riguardante l'ambiente e concentrare ogni sforzo sulla reazione del soggetto, a cui è richiesto il compito di adattarsi velocemente ai mutamenti, curvando la schiena e facendo buon viso a cattivo gioco: in palio la sopravvivenza in quella giungla stracolma di rapaci che non vedono l'ora di mangiarsi, o bersi il sangue, di una preda qualsiasi. Il suo "La Legge Del Mercato", perciò, somiglia quasi a un documentario, anzi, l'intenzione era proprio quella di mettere il protagonista Vincent Lindon all'interno di una finzione vera il più possibile, ingaggiando un cast di contorno composto principalmente da attori non professionisti - la maggior parte impegnati davvero nel ruolo affidatogli nel film - che potessero dare quella percezione pulita e sincera del mondo che si voleva inquadrare e raccontare. La macchina da presa allora rimane principalmente puntata su Lindon, andando a catturare espressioni e reazioni di un uomo che a cinquant'anni, perduto il posto di lavoro, ha deciso di rimboccarsi le maniche e non sopperire di fronte a un mercato che lo respinge e a dei comportamenti e mancanze di rispetto che punterebbero a svilire e a stancare persino le motivazioni del disoccupato più giovane e in erba situato su piazza.
Thierry in questo mare nonostante abbia imparato bene a cavarsela per via di un fegato da fare invidia, non ce la fa più a nuotare. E' saturo di essere il pesce piccolo condizionato a guardarsi le spalle o condizionato a vedere le facce dei suoi simili divorati dalla fame chimica di chi non è mai pago. Thierry vorrebbe che qualcuno intervenisse, vorrebbe che l'ordine che c'era una volta venisse ripristinato, vorrebbe giustizia, che poi sarebbe umanità, ma purtroppo la sua voce è come quella della maggioranza: troppo insignificante per poter fare la differenza.E quindi l'unica speranza è che Brizé ed il suo film abbiano sorte migliore.
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