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La letteratura araba in traduzione 2019: lingue, migrazioni e attualità

Creato il 16 gennaio 2020 da Chiarac @claire_com_

Le traduzioni di letteratura araba uscite in italiano nel 2019 hanno il merito di presentarci autori che vanno da un estremo all’altro del mondo arabo: dal Marocco fino alla penisola arabica, quest’ultima rappresentata addirittura da due autori (un saudita e un kuwaitiano), molti dei quali vivono a cavallo tra due paesi, quando non tra due continenti.

Come negli anni precedenti, anche questa volta ho messo in lista autori che, benchè nati nei paesi arabi, scrivono in altre lingue diverse dall’arabo perché nati in contesti di diglossia o più lingue (come il fumettista libanese Barrack Rima, che firma l’unico romanzo grafico uscito quest’anno), perché formatisi in scuole di stampo coloniale (come il tunisino francofono Ali Bécheur), o perché si tratta di autori nati o migrati in altri paesi (come il marocchino Fouad Laroui, che vive e lavora nei Paesi Bassi o Hassen Khemiri, nato in Svezia da genitori tunisini). Tra gli arabofoni, troviamo molti scrittori che, benchè vivano all’estero da molti anni, continuano a produrre opere in lingua araba. È il caso della libanese Hoda Barakat, che vive in Francia da diversi decenni, o dell’egiziano C. Fishere, che insegna negli Stati Uniti, o – infine – del palestinese Mazen Maaruf, nato in Libano da genitori palestinesi, da anni ha acquisito la cittadinanza dell’Islanda, paese in cui continua a vivere.

I temi della maggior parte di questi testi sono quelli propri della narrativa araba degli ultimi anni, legata a filo doppio all’attualità sociale e politica: le rivolte arabe del 2011 (Corriere di notte) e i loro prodromi (La candela e i labirinti), le guerre civili (Morire è un mestiere difficile, Barzellette per miliziani, Scomparso), le trasformazioni delle società arabe (Trilogia di Beirut), la repressione – vecchia e nuova – dei regimi autoritari (Una piccola morte, Utopia, Ogni volta che prendo il volo), la questione della migrazione e quella della ricerca dell’identità, che in diversi romanzi vanno a braccetto (Canna di bambù, Abbracciarsi sul ponte di Brooklyn, I domani di ieri, La clausola del padre, Le tribolazioni dell’ultimo Sijilmassi, Una birra al circolo del biliardo).

Diversi sono anche i libri vincitori di premi: Corriere di notte, Premio internazionale per la Letteratura araba 2019; Una piccola morte, Premio internazionale per la Letteratura araba 2017; Canna di bambù, Premio internazionale per la Letteratura araba 2013; Barzellette per miliziani, Premio Multaqa per il racconto arabo 2016; Morire è un mestiere difficile, la cui traduzione in inglese ha vinto il 2019 Saif Ghobash Banipal Prize for Arabic Literary Translation.

La letteratura araba ancora una volta ci mostra la labilità dei confini stabiliti dall’uomo e dalla politica: le persone viaggiano, le lingue migrano attraverso paesi e continenti, e i libri ci arrivano grazie alla traduzione, che altro non è che un atto d’amore verso questa migrazione geografica e culturale, verso questa commistione di lingue, culture ed esperienze umane in cui abbiamo la fortuna di vivere oggi.

Traduzioni dall’arabo

Una piccola morte, di Mohamed Hasan Alwan (edizioni e/o, traduzione di Barbara Teresi) *ARABIA SAUDITA

Canna di bambù, di Saud Al Sanousi (Atmosphere libri, traduzione di Amira Kelany) * KUWAIT

I giardini del presidente, di Muhsin al-Ramli (Atmosphere libri, traduzione di Federica Pistono) * IRAQ/SPAGNA

Corriere di notte, di Hoda Barakat (La nave di Teseo, traduzione di Samuela Pagani) *LIBANO/FRANCIA

Morire è un mestiere difficile, di Khaled Khalifa (Bompiani, traduzione di Maria Avino) *SIRIA

Abbracciarsi sul ponte di Brooklyn, di Ezzedine C. Fishere (Francesco Brioschi editore, traduzione di Elisabetta Bartuli) *EGITTO/USA

Ogni volta che prendo il volo, di Youssef Fadel (Francesco Brioschi editore, traduzione di Cristina Dozio) *MAROCCO

Barzellette per miliziani, di Mazen Maaruf (Sellerio, traduzione di Barbara Teresi) *PALESTINA/ISLANDA

Specchi degli angeli, di Ibrahim Nasrallah (edizioni Q, traduzione dall’arabo di Wasim Dahmash) *PALESTINA/GIORDANIA

Utopia, di Ahmed Khaked Tawfik (Atmosphere libri, traduzione di Barbara Benini) *EGITTO

La candela e i labirinti, di Tahar Wattar (Jouvence, traduzione di Hocine Benchina) *ALGERIA

Traduzioni dal francese

I domani di ieri, di Ali Bécheur (Francesco Brioschi editore, traduzione e note di Giuseppe Giovanni Allegri) *TUNISIA

Le tribolazioni dell’ultimo Sijilmassi, di Fouad Laroui (Del Vecchio Editore, traduzione di Cristina Vezzaro) *MAROCCO/OLANDA

Trilogia di Beirut, di Barrack Rima (Mesogea, traduzione di Caterina Pastura) *LIBANO/FRANCIA

Traduzioni dall’inglese

Scomparso, di Ahmed Masud (Lebeg edizioni, traduzione di Pina Piccolo) *PALESTINA/GRAN BRETAGNA

Juhan, di Ameen Rihani (Stilo editrice, traduzione e cura di Francesco Medici) *LIBANO/USA

Una birra al circolo del biliardo, di Ghali Waguih (Francesco Brioschi editore, traduzione di Ada Arduini) *EGITTO

Traduzioni da altre lingue

La clausola del padre, di Jonas Hassen Khemiri (Einaudi, traduzione dallo svedese di Katia De Marco) *SVEZIA/TUNISIA


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