La libertà è partecipazione

Creato il 01 febbraio 2011 da Angel

foto:flickr

“Il presupposto del regime democratico è la libertà, tanto che si dice che solo con questo sistema politico è possibile godere della libertà che si afferma essere il fine di ogni democrazia. Una delle caratteristiche della libertà è che le stesse persone in parte siano comandate in parte comandino … Un altro dei caratteri della libertà consisterebbe nel vivere ciascuno come vuole. Da questa seconda caratteristica della democrazia deriva il rifiuto, totale o parziale, dell’ autorità, il che contribuisce alla realizzazione della libertà come uguaglianza. Su tali presupposti e princìpi si fondano le istituzioni democratiche: eleggibilità indiscriminata a tutte le cariche, la sovranità esercitata da tutti su ciascuno e da ciascuno su tutti a turno, il sorteggio come sistema per scegliere tutti i magistrati, abolizione del censo come condizione per adire alle cariche pubbliche, divieto di essere rieletti. Giudici dei tribunali possono essere tutti. Sono scelti indiscriminatamenti tra tutti e hanno giurisdizione in tutte le cause o sulle più importanti. La sovranità su ogni questione è attribuita all’ assemblea”. ( Aristotele, Politica, VI, 1317).

Ho scelto di sottoporre alla vostra attenzione, cari lettori, questo passo della Politica di Aristotele poichè l ‘ elemento che subito cattura l’ occhio è il ricorso quasi ossessivo alla parola liberta (in greco eleuteria). Per un greco di V-IV secolo a.C la libertà si riconosceva soprattutto nel rispetto e nell’ integrità delle istituzioni della polis. Ed è per questo che la parola libertà permea le istituzioni, il corpo civico fino a diventare, pensate un pò, un valore per il quale morire. Morire per il proprio paese se qualcuno attenta a quel patrimonio di idee, leggi, istituzioni ecc. Verrebbe da dire roba da altri tempi. Soprattutto se guardiamo allo squallido teatrino della politica italiana degli ultimi tempi. Il passo di Aristotele offre uno spunto molto importante: quello di difendere i valori del nostro sistema democratico. E per farlo bisogna dare inizio ad un corso politico nuovo con elezioni anticipate. Mi costa molto dirlo poichè nuove elezioni significano  inevitabilmente nuovo sperpero di denaro pubblico e soprattutto tanta incertezza nell’ elettorato che non sa con chi e dove schierarsi. Ma è l’ unica soluzione sensata in questo momento,  di fronte allo scempio compiuto da questo governo e dagli effetti di quella “rivoluzione liberale” che nel ‘ 94 portò alla ribalta Silvio Berlusconi. Un primo  passo è rompere con il ventennio berlusconiano. Le alternative si possono costruire con ferma volontà politica e ristimolando l’ elettorato a rendersi parte attiva di una nuova stagione politica. La nostra democrazia non ha a disposizione che il concetto di liberta e la possibilità di migliorarsi dal di dentro continuamente per poter ripartire al meglio. Scusate se è poco.


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