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La Madre: pensieri e versi

Creato il 09 maggio 2020 da Lasfinge @micamenefrega
La Madre: pensieri e versiUna vita per una vita o anche per tante vite, quelle dei figli: una madre alla fine è giusto questo, oltre ogni stereotipo ed ogni speculazione. La madre ti ha nutrito prima col suo sangue, poi con la sua linfa, poi col suo affetto ed i suoi pensieri. La madre prima grande ed onnipotente, poi modello e metro di misura, poi ancora creatura fragile ed infine ricordo presente in una esistenza interna scolpita nei luoghi più profondi della mente. La madre è un'emozione forte, anche violenta che permane nel rapporto che riusciamo a stabilire con noi stessi: nei conflitti, nella rabbia come nella tenerezza e nel rispetto. Non tutto è buono, non tutto è in armonico equilibrio, non tutto è stato ed è amore.
Andiamo oltre: oltre le melense idealizzazioni che in realtà servono solo ad esibire l'animo nobile (o presunto tale) di chi l'esprime. Oltre i litigi, le rotture, le sottomissioni, le gelosie, le rabbie, oltre il desiderio di riabbracciarla anche solo per pochi istanti, anche solo una volta. Oltre le viscere che ancora ci legano: non le siamo mai appartenuti, eravamo altro, eravamo noi, la nostra vita non la sua, noi ci siamo solo nutriti della sua vita e lei lo sapeva, lo ha sempre saputo e le è sembrato naturale, perché la vita gira così. Oltre ogni cosa per approdare a questo piccolo oceano di scintillante gratitudine. Nel migliore dei casi sarà gratitudine come le miriadi di specchietti luminosi che riflettono il sole sulla superficie increspata del mare calmo in un giorno d'estate.
Non tutte erano pronte per essere madri, forse nessuna lo era davvero e non tutte ce l'hanno fatta: non tutte hanno retto, non per tutte era giusto, ma l'hanno fatto comunque lo stesso, come potevano, come sapevano, come avevano imparato. Solo chi ama la vita, la propria vita ed il proprio essere, ama anche sua madre: ogni altra cosa è pura ipocrisia.
MADRE
La parte più bella di teera quando tornavi bambina.Buona e ubbidientecon qualche timore,una piccola rabbia,l'amarezza nascosta.In cerca del sogno puerile che ti fece donnae poi madree poi santa.Quel desiderioche non fu mai appagato,ma semplice e perfettocome fiore di campoappassito nell'erba,dimenticato dai passidi quell'autunno lontanocoperto di fogliedisseccate al ventoa scaldare la zollache ora attendela nuova fioritura.

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