La mafia non lascia tempo. Incontri con l'autore: Anna Vinci, Gaspare Mutolo

Creato il 07 maggio 2014 da Stefania

Mutolo a sinistra, Anna Vinci a destra

Quello che era stato annunciato come un collegamento telefonico si è trasformato in una testimonianza dal vivo: il super pentito di mafia Gaspare Mutolo ha preso parte di persona, di recente, alla presentazione del libro La mafia non lascia tempo di cui è coautore assieme ad Anna Vinci e nel quale si parla della sua storia. Viene narrata la storia di un uomo che, da braccio destro di Totò Riina ha deciso di diventare collaboratore di giustizia e da ventidue anni vive nell’anonimato, sotto la protezione dello stato. Mutolo ha partecipato con il volto coperto da una maschera, per ovvi motivi di sicurezza, e la sua presenza ha dominato la serata. 

Alcune opere di Gaspare Mutolo

Ora la sua vita è funzionale all’arte. L’arte che lo ha fatto rinascere e che lo ha reso libero di esprimersi. Nel racconto della Vinci e dello stesso protagonista, sono state ricordate le tappe della vita di un uomo che è stato accusato di tremendi delitti, delitti di mafia. Un uomo che, nel 1992, ha voltato le spalle ai corleonesi e si è messo a disposizione della giustizia portando, con le sue confessioni, ad arresti importanti. A segnare la svolta è stato il colloquio con Giovanni Falcone.  “Da quel momento ho iniziato a vivere – ha raccontato Mutolo – dopo essermi spogliato di tutto ciò che fino a quel momento avevo fatto”. Oggi è diventato un pittore, e concentra sui pennelli quelle attenzioni che invece, fin da quando era un ragazzino, aveva dedicato al crimine. 
Il libro l’ho comprato a mia madre che ama questo genere. Lo sta leggendo in questo periodo e mi dice che è un racconto molto preciso e circostanziato, nel quale si dice molto di quella realtà. Io non l’ho ancora letto e, onestamente, al momento non mi sento attirata da un libro così… L’incontro con l’autore – perché è anche Mutolo autore assieme alla Vinci – mi ha da una parte incuriosita, questo lo ammetto, ma mi ha anche fatto uno strano effetto perché, comunque, avere davanti agli occhi, a pochi metri, un uomo che ha ammesso di aver commesso tutti i crimini tranne tre (crimini commessi alla prostituzione, alla pedofilia e un altro che non ricordo ma non era l’omicidio… quello si, lo ha commesso) mi ha fatto uno strano effetto. “Sarà pure un pentito – ho pensato – ma comunque un assassino reo confesso”… l’ho pensato… che ci posso fare? E’ stata, in ogni modo, una testimonianza forte ed anche il segno che dalla mafia si può venir fuori anche se si è arrivati ad alti livelli. Non senza rischi, questo è vero… così come è vero che a nessuno, qualunque cosa abbia fatto, è preclusa la possibilità di redimersi senza dover attendere necessariamente la vita dell’aldilà (se si crede che ci sia, ovviamente). La serata mi è piaciuta. E’ stato un incontro senza dubbio fuori dal normale, diverso da qualunque altro incontro con autori a cui avessi partecipato fino a quel momento.
Poi, a ciascuno la libertà di pensare ciò che vuole sull’essere “pentito” di mafia… 


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