La malattia non è che l'ira che è stata scaricata contro il corpo perché soffra. Parte 1.

Creato il 22 aprile 2015 da Greysis
Sat Nam bello essere! Pioggia di benedizioni!
Ringrazia che Egli non ha abbandonato te e che il Suo amore risplende per sempre su di te, eternamente immutabile. 
Ringrazia anche per la tua immutabilità, perché il Figlio che Egli ama è tanto immutabile come Egli Stesso
Ringrazia perché sei stato salvato. 
Rallegrati di avere un ruolo nella salvezza. 
Sentiti grato che il tuo valore supera tutti i doni irrisori che hai dato a quello che Dio ha creato come Suo Figlio e che supera anche i giudizi meschini che hai emesso contro lui.
Comprendi la tua Malattia con le Scoperte del Dottor Hamer Perchè ti ammali, perchè proprio ora, perchè questi sintomi, quanto è importante per te, come si evolve Lo trovi su Macrolibrarsi.it Capitolo 28. Il disfacimento della paura. VI-I voti segreti. Audio. Pdf.

1. Quello che punisce il corpo è demente, perché è lì dove vede il piccolo spazio che sebbene non è lì. Il corpo non ha giudicato se stesso, né è diventato ciò che non è. Non cerca di fare del dolore una gioia, né aspetta di trovare piacere durevole in ciò che non è che polvere. Non ti dice qual è il suo proposito, neanche esso stesso può capire perché è. Non fa di nessuno una vittima, perché non ha volontà propria, né ha preferenze o dubbi. Non chiede a se stesso cosa è. Pertanto non ha bisogno di competere. Se può fare di esso una vittima, nonostante ciò il corpo non può considerare se stesso come tale. Non accetta nessun ruolo se non fare ciò che le viene indicato senza attaccare. 2. Attribuire la responsabilità di ciò che vedi a quello che non può vedere e colpevolizzarlo per i suoni che ti disgustano quando non può ascoltare, è certamente una prospettiva assurda. Il corpo non soffre la punizione che tu imponi a esso, perché non ha sensazioni. Si comporta tale come tu desideri che lo faccia, però non prende mai decisioni. Non nasce né muore. L'unica cosa che fa è vagare senza percorso per il cammino che gli viene indicato. E se cambi di percorso, cammina ugualmente per quella direzione. Non sta dalla parte di niente, né giudica il cammino che percorre. Non percepisce spazio alcuno perché non odia. Può essere al servizio dell'odio, ma non può per questo diventare qualcosa di odioso. 3. Ciò che odi e di cui hai timori e ripudi, il corpo non lo conosce. Lo invii a cercare separazione e ad essere qualcosa di separato. Dopo lo odi, non per quello che è, ma per l'uso che hai fatto di esso. Ti separi da ciò che vedi e senti e odi la sua debolezza e piccolezza. Odi i sui atti ma non quelli tuoi. Però il corpo vede e attua per te. Esso ascolta la tua voce. E fragile e insignificante, perché così tu lo desideri. Sembra di punirti e così merita che lo odi per le limitazioni che ti impone. Nonostante sei proprio tu quello che lo ha fatto diventare il simbolo delle limitazioni che vuoi che la tua mente abbia, veda e possa conservare. 4. Il corpo rappresenta lo spazio che è percepito tra la piccola porzione della mente che consideri la tua e il resto di ciò che in verità è tuo. Lo odi, sebbene credi che è il tuo essere, il quale perderesti senza esso. Questo è il voto segreto che hai fatto con ogni fratello che preferisce camminare solo e separato. Questo è il giuramento segreto che rinnovi ogni volta che percepisci di essere attaccato. Nessuno può soffrire a meno che considera che è stato attaccato e che ha perso come risultato di esso. Il compromesso a essere malato si trova nella tua coscienza anche senza essere espresso né ascoltato. Sebbene è una promessa che fai all'altro che lui ti ferirà e che in cambio tu lo attaccheraiUn corso di miracoli.

La malattia non è che l'ira che è stata scaricata contro il corpo perché soffra. Parte 2.
Grazie bellissimo essere per essere presente nella mia vita e per leggere i miei post. Pioggia di benedizioni e abbondanza. Ti amo. Tu sei me e io sono te. Namastè.GoogleTutti post del corso di miracoli.

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