E lo dico soprattutto perché a mio parere questo evento universale merita davvero. Anche se da Vicenza a Milano la distanza non era notevole, ho avuto la piacevole sensazione di sentirmi migrante per un giorno.
Confini geografici varcati in poche ore, sapori e profumi provenienti dai più remoti angoli del mondo che si incontrano a distanza di pochi metri. Tanta similarità e altrettante analogie. Gentilezza, bonarietà e tanti sorrisi. Che non è cosa da poco.
La pecca spiacevole l’hanno provata i miei piedi che dopo ore e ore di cammino continuo (a parte i 10 minuti per un panino al volo) supplicavano pietà. E la mia sfortuna è che per il poco tempo a disposizione non sono riuscita ad avvicinarmi ai padiglioni più seguiti tipo il Brasile, la Cina, Emirati Arabi e Giappone.
Ma le file all’esterno erano chilometriche e non potevo rischiare di infilarmi in una calca simile.
Concludendo per non essere troppo barbosa, a me l’expo è piaciuto davvero, con tutti i pro e i contro e nonostante tutte le polemiche e i pregiudizi che in questi mesi uscivano gratuitamente da ogni angolo mediatico. Certo ci sono padiglioni più o meno interessanti, chi ha perfettamente centrato il tema e chi meno, ma il messaggio dell'expo è messo in luce.
Per giudicare ragazzi dovete scomodarvi dalla poltrona, sull’expo molti si sono espressi basandosi su ciò che sentivano e leggevano nei giornali senza nemmeno averci messo mezzo piede dentro. Che poi, a chi era convinto che il 1 Maggio l’expo non ce l’avrebbe fatta, vorrei ricordare (sempre se lo sapevate) che nel 1900 quando ci fu l’expo a Parigi non c'era nemmeno un padiglione completamente pronto e allestito. Milano, ce l’hai fatta anche stavolta.
Per me Italia, ne puoi essere orgogliosa.
Francesca Maria