la mia Milano mondana

Da Martina Frattini @frattini88

E’ da un po’ che sei fuori sede, oltre che fuori fase.Ed era dunque da un po’ che non frequentavi gli eventi mondani della tua città. Quelli veri, non quelli di cui parlano certi non autoctoni saccentoni, che ad un evento della vera Milanobene non sono mai stati. Forse ci sono stati, anche se ne dubiti, ma ne hanno colto solo gli aspetti negativi, solo il marcio.

Tu, invece, credi che sia proprio quel marcio il bello.Tu lì sì che sei a tuo agio, è quello il tuo habitat naturale. Quello in cui il tuo esibizionismo, la tua intelligenza e la tua perfidia sono liberi di esprimersi. Quello che ti fa risplendere illuminandoti, permettendoti di dimenticare, almeno per qualche ora, i tuoi infiniti bui.
Quello che l’intruso non riesce a vedere è l’anima della festa.
Ad un evento mondano una pelliccia non è solo una pelliccia, un tacco non è mai inferiore ai 18 centimetri e l’eleganza non risiede quasi mai nei canonici limiti imposti dalla società. Al contrario, l’originalità è quasi sempre premiata, gli outsider sempre presenti. L’uniformità del gruppo non esiste, a parte per il fatto di essere tutti rinchiusi nella stessa gabbia. Non di matti però, ma di animali. Sì, perché è un po’ come quando gli animali sono nel periodo degli amori: le piume si colorano, il petto si ingrossa, si fanno dei balletti per attirare l’attenzione e crescono le corna! Tutto è finalizzato all’accoppiamento, alla prosecuzione della specie. E cosa c’è di meglio di una sala piena di gente bellissima, ricchissima, famosissima o semplicemente interessantissima per trovare un compagno con il quale salire sull’arca? Nessun posto al mondo è così carico di erotismo come un evento mondano e, se questo è un male, beh, allora possiamo anche tranquillamente affermare che sia il sole a girare intorno alla terra!
Non per forza si deve arrivare alla conclusione finale, l’arca spesso non parte, quasi sempre non lo fa. E’ semplicemente un gioco, il gioco della seduzione, il gioco più interessante che possano fare gli adulti. Quelli bravi.
L’evento mondano è la porta segreta dentro l’armadio che viene sorpassata, il luogo dove tutto può accadere in una notte, tutto è permesso. Le foto sono solo quelle ufficiali. Tutto rimane e rimarrà per sempre racchiuso in quel cerchio stretto che è il segreto. Gossip del giorno dopo a parte, ovviamente.
Non si può non rimanerne affascinati: luci e colori ben bilanciati, i profumi del cibo e quelli costosissimi dei presenti. Il cibo perfetto che ti segue, trasportato dalle mani attente di un cameriere, in porzioni ridotte, non perché si è attenti alla linea, ma perché così l’alcool fa effetto prima. I drink fantasiosi creati da mani esperte e piene d’amore. Quel bancone al quale si arriva non solo per bere, ma anche per essere meglio posizionati sotto le luci, per sfidare la sorte, per chiacchierare, conoscere, sperimentare, vivere.
I sederi perfetti, slanciati su tacchi a spillo vertiginosi, che oscillano leggermente a tempo di musica, i capelli che vengono buttati all’indietro o sono sensualmente raccolti, mostrando il collo (e il preziosissimo collier!). I discorsi importanti e quelli meno importanti, le risate, la totale assenza di momenti tristi, di ricordi tristi. I saluti festosi e spesso falsi, prova che la buona recitazione sia una dote ben più diffusa di quanto si creda. Le lotte silenziose tra api regine. Sì, perché l’alta società è prettamente matriarcale: sono sempre le donne ad avere lo scettro del potere, sono loro, con la loro grazia e la loro perfidia a modificare le sorti del mondo.
L’evento mondano è un rito, un momento in cui l’energia propulsiva dell’universo viene chiusa in una stanza e danza al ritmo di una musica. Prima delicata e di sottofondo durante il pasto, che poi si scalda, piano piano, seguendo la scia del tasso alcolico dei presenti con pendenza positiva, per arrivare infine a rimbombare nelle orecchie, facendo scuotere i corpi un tempo composti nella loro perfezione, facendo avvicinare le persone obbligate a parlarsi più vicino.

L’alcool entra in circolo, la musica si alza, le persone si avvicinano. Si calano le vesti del perbenismo, per arrivare ad essere tutti allo stesso livello, sempre più animali facenti parte della stessa ricca e mondana, ma pur sempre semplice, biologia.

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