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LA MIA VITA NEL SOCIAL | Educare non vietare

Creato il 23 dicembre 2017 da Amedit Magazine @Amedit_Sicilia
LA MIA VITA NEL SOCIAL | Educare non vietare

LA MIA VITA NEL SOCIAL | Educare non vietarea cura di Redazione Amedit

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 33 – Dicembre 2017.

VERSIONE SFOGLIABILE

Offendere, spogliarsi, comunicare e affidarsi al web è ormai diventata una pratica piuttosto abusata, con tutti i relativi rischi che ciò comporta. Non bisogna demonizzare gli strumenti che la contemporaneità ci offre, né tantomeno vietarne l’uso ai più piccoli per proteggerli dai pericoli della rete. Occorre semmai educare, favorendo un uso consapevole e responsabile delle moderne tecnologie. È con questo obiettivo che l’associazione AMEDIT – Amici del Mediterraneo sta attualmente portando nelle scuole medie di primo e secondo grado dell’hinterland catanese lo spettacolo “La mia vita nel social – Educare non vietare”, scritto e diretto da Salvo Troina. Fondendo vari mezzi espressivi (musica, recitazione, danza e videoproiezioni), lo spettacolo mette in scena le minacce che insidiano i giovani d’oggi: dal cyberbullismo alla cyberpedofilia, dal grooming (adescamento di minori online) al sexting (invio di foto e video a contenuto sessuale), passando per il fumo, la droga, la chat alla guida e la sicurezza stradale.

LA MIA VITA NEL SOCIAL | Educare non vietare

Interpreti sono l’attore Alessandro Caramma, il cantante Carlo Cunsolo e il corpo di ballo “Centro Accademico Arte e Movimento” con le coreografie curate da Elisa Laviano. Il cast ha coinvolto i giovanissimi: Carola, Nobile, Lucrezia Furnari, Cristiana Amato, Irene Buscemi, Nunzia Maugeri, Simona Ferro, Cristiana Scali, Aurora Denaro, Maria Chiara Valuto, Chiara Sottile, Damiano Licciardello, Federico Amato, Davide Costanzo, Manuel Russo.

Con oltre trent’anni di esperienza maturati sul campo, in qualità di Sovrintendente capo nella Polizia di Stato di Catania (di cui 25 nel ramo postale che si occupa di pedofilia e cyberbullismo), Salvo Troina ha riversato su questo progetto tutta la sua competenza in materia e la sua passione. Come aveva già fatto, qualche anno fa, con la rivisitazione dell’opera Pierino e il lupo, da lui efficacemente trasformata in una favola antipedofilia. In una fase tanto delicata come l’adolescenza, i giovani hanno bisogno di essere accompagnati e supportati. Ecco perché, dice Troina: «Il primo presidio educativo per i giovani è la famiglia, poi la scuola. La scuola non può certo sostituirsi alla famiglia, né quest’ultima può delegittimare o sminuire la funzione educativa della scuola. Queste due fondamentali realtà devono interagire, e cercare di individuare insieme gli strumenti utili a favorire nei ragazzi una crescita più armonica e responsabile».


LA MIA VITA NEL SOCIAL | Educare non vietare
Questo articolo è pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 33 – Dicembre 2017.

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