La minaccia dell’usura

Creato il 28 marzo 2011 da Socialmediares

La pratica dell’usura appare tentacolare, ogni famiglia o impresa soggetta ad essa sarà sottoposta ad almeno setto o otto situazioni debitorie diverse, con la speranza di far fronte ai pagamenti, la salvezza da parte dello Stato di anche un solo individuo andrà a impedire gli affari a otto strozzini. Nonostante si sia da sempre dimostrata fonte di problemi, molte famiglie, a causa di ristrettezze economiche, hanno dovuto ricorrere all’usura. Gli strozzini da un lato potranno offrire denaro per porre fine ai problemi imminenti della vita, dall’altro, col passare dei mesi, saranno essi stessi fonte di preoccupazioni ben più gravi, in quanto il tempo vedrà crescere i tassi di interesse a dismisura e farà in modo che essi siano sempre più difficili da pagare. Un ulteriore aspetto che andrà a corrodere psicologicamente le vittime sarà dato dalle minacce a cui saranno sottoposte nei casi di ritardi, mancati pagamenti o volontà di denunce. Gli strozzini saranno soliti infatti ricorrere a minacce di morte verso i familiari dei soggetti per obbligarli pagare.

Lo Stato per contrastare questo racket ha aperto nel 1996 un fondo di prevenzione, esso fu in grado di salvare 982 famiglie italiane, da gennaio a settembre dello stesso anno, e una trentina di aziende fra Roma e Lazio vennero sottratte al mercato dei prestiti illeciti mentre si trovavano sulla soglia del fallimento a causa dei tassi troppo elevati. Furono stanziati trecento miliardi in tre anni per consentire alle famiglie di disporre di regolari prestiti bancari. La banca si impegnava ad erogare il denaro che rientrava, in un secondo momento, nelle casse pubbliche quando tutte le rate del prestito venivano risarcite. Il Fondo doveva funzionare a pieno regime a fine del 1999 e prevedeva la liberazione di 400 famiglie ogni mese, quasi 5000 ogni anno. Ma qualcosa andò storto e si verificò il mancato finanziamento del progetto nella finanziaria del ’99 e un’assenza di spot pubblicità progresso. Riguardo alla famiglie che hanno avuto accesso al fondo è importante notare come nessuna sia in seguito ricaduta nel mercato dell’usura.

Lo spot contro l’usura della Fondazione Mediterranea Antiracket fu promosso da Pubblicità Progresso e prodotto da Confimpresa. Nel 2000 divenne finalista al Festival Mondiale della Pubblicità Progresso e fu trasmesso su Rai e Mediaset. La pubblicità presenta inquadrature in bianco e nero e sembra dipingere ambienti appartenenti ad un’altra epoca. La madre della bimba appare poco truccata e sembra portare sul volto la cosiddetta “aria di vita vissuta”, il divario d’età con la bambina appare molto notevole e questo dà alla scena la sensazione di una sorta d’ambiente irreale. Anche l’abitazione sembrerà appartenere ad altri tempi, in quanto vedrà la presenza di tendaggi, sedie e mobili non più in uso nelle abitazioni italiane ormai da molti anni. Lo strozzino, invece, sembra incarnare tutti gli stereotipi attribuiti solitamente alla sua categoria, occhiali, sigaro e un sorriso fiero in grado di mettere in risalto una sorta di soddisfazione nel suo lavoro da usuraio, anche il denaro, posto all’interno di una scatola, segue questa sorta di formula. La carezza che darà alla donna sulla mano farà in modo che lo spettatore attribuisca a quel gesto volontà passionali da parte dell’uomo, queste non saranno però accettate, ma si dimostreranno l’ennesima sottomissione che farà scattare in piedi la donna e rifiutare il denaro lanciandolo in aria. Lo strozzino si alzerà in piedi e agiterà le braccia in aria nel tentativo di afferrare le banconote. I gesti degli attori appaiono comandati a bacchetta come se fossero una serie di marionette intente nella recita di una parte, mancherà una mimica facciale adeguata nell’espressione dei sentimenti e questo darà alla scena una sorta di teatralità eccessiva che farà in parte perdere credibilità allo spot stesso. Nonostante tutto il messaggio viene percepito dai fruitori nella maniera migliore, questo grazie anche all’utilizzo della figura della bambina come simbolo di un’innocenza ignara dell’ingiustizia subita dalla sua famiglia.

Per informare i cittadini nel 2005 vennero sviluppate iniziative negli istituti medi e superiori. Esse prevedevano la conoscenza e la prevenzione dell’usura da parte dei dirigenti scolastici e del personale docente, si cercava inoltre una partecipazione attiva degli studenti che veniva effettuata con concorsi sui temi dell’usura e delle estorsioni. Vennero organizzati incontri informativi tra i volontari delle Associazioni antiracket e antiusura con le autorità scolastiche, a queste ultime veniva consegnato un CD didattico da utilizzare coi colleghi docenti per fare in modo di preparare tali temi con i ragazzi. Il successo del progetto era in gran parte dato dal livello di coinvolgimento e motivazione di insegnanti e studenti.

Carlo Serra



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