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» La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, di Audrey Niffenegger – Recensione

Creato il 04 dicembre 2019 da Marta @M_Sognatrice
» La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, di Audrey Niffenegger – Recensione

È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov'è e se sta bene. È dura essere quella che rimane.

[...]

Tanto tempo fa, quando gli uomini andavano per mare, le donne li aspettavano sulla spiaggia, scrutavano l'orizzonte in cerca della piccola imbarcazione. Adesso io aspetto Henry. Lui scompare senza preavviso e involontariamente. Io lo aspetto. Ogni minuto di attesa dura un anno, un'eternità. Ogni minuto scorre lento, trasparente come vetro. Attraverso ogni minuto vedo un'infinità di minuti in fila, in attesa. Perché se ne va dove io non posso seguirlo?

Avere la capacità di viaggiare nel tempo è davvero una cosa così bella ed emozionante?
Forse sì, se... puoi controllarlo, puoi scegliere tu di farlo, e soprattutto non ti ritrovi completamente nudo in una destinazione che non conosci, rischiando anche la vita.

Henry DeTamble però non ha scelta.
Infatti, è il primo uomo affetto da cronoalterazione una grave malattia genetica che lo porta a compiere questi viaggi nel tempo involontariamente.
Il suo viaggio accade per caso, spesso per via di fonti di stress, rumori forti, luci improvvise. Un attimo è comodamente seduto sul divano a leggere un libro e l'istante dopo non c'è più; si ritrova nel futuro o nel passato, a vivere costantemente immagini e ricordi dolorosi. Può star via per alcuni minuti, ma anche per ore, o giorni, o settimane. Non può gestire questo suo problema, e si ritrova a compiere azioni non legali pur di sopravvivere.

Ma è anche in uno di questi viaggi nel tempo che incontra Clare. Il suo punto di riferimento, uno dei due fulcri principali: da un lato sua madre e la sua tragica morte che è costretto a vedere troppe volte senza poter cambiare le cose, dall'altro la donna che ama. Clare incontra per la prima volta Henry quando ha sei anni e lui trentasei. Henry la incontra di nuovo quando hanno venti e ventotto anni. Lui non sa nulla di lei, lei invece conosce perfettamente quell'uomo che andava a trovarla spesso, e di cui si è innamorata.

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo è una storia d'amore, sì, ma non si può incorporarla banalmente solo in questa categoria. Non si può vederlo come un mero romance capace di suscitare una qualche emozione sentimentale, un sospiro, un'aria sognante. È un romanzo molto più ricco, molto più sfaccettato, che apre anche la mente ad alcune riflessioni.

Clare Abshire è una moderna Penelope che attende per tutta la vita il ritorno dell'uomo che ama. Lei è da sempre destinata a lui, e il destino è difficile da cambiare. Anche se sa che è una vita difficile da sopportare, perché vivere con la costante ansia di non sapere dove svanisce il tuo uomo, con la paura che possa succedergli qualcosa di grave, e sempre in bilico, non è facile. Provate a immaginarvi nei suoi panni. Ogni giorno puoi vedere la persona che ami scomparire all'improvviso, e non sai se per pochi minuti, giorni, o settimane. Un minuto è lì con te, che ti sta preparando una cenetta, o ci stai parlando, e poi puff, scompare nel nulla e di lui ti restano solo gli abiti. La sua è una vita fatta di attese continue. Qualcuno potrebbe fermarsi, bloccare tutto, dire basta, ma lei no. Lei continua, lei resta lì ad attendere l'uomo che ama, anche se è dura, anche se spesso si sente sola. Allo stesso tempo però, va avanti e riempie quei vuoti attraverso le sue amicizie, e il suo lavoro. Clare è un'artista: modella la carta, realizza opere che restano nel tempo.

Odio trovarmi dove lei non è, quando lei non c'è. E invece me ne vado sempre, e Clare non mi può seguire.

E poi abbiamo Henry - o meglio i tanti Henry (il bambino che ha visto morire sua mamma davanti ai suoi occhi, il giovane scapestrato che beve come una spugna, e si diverte con varie donne, e poi l'adulto più maturo, cambiato) -, l'Ulisse in balia di un destino beffardo che lo allontana sempre da quella che per lui è casa: da Clare. Henry è un bibliotecario e un viaggiatore nel tempo. Come dicevo, non sa controllare questo suo "disturbo", e spesso è costretto a rivivere continuamente immagini del passato che fanno male, ancor di più essendo conscio di non poter modificare nulla. La difficoltà, la tragedia sta anche qui: puoi andare nel passato, ma non puoi mutare un destino già segnato. La morte di sua madre, la disperazione della donna che ha lasciato, scorrono davanti ai suoi occhi, straziandolo nell'anima. Viaggiare nel tempo non è quindi del tutto piacevole, anzi. Provate a immaginare di svanire all'improvviso, e ritrovarvi completamente nudi in un anno diverso, in un luogo differente, con il rischio di cadere in un posto dal quale è difficile uscire, o magari al gelo. E per forza di cose siete costretti a imparare tecniche illegali per sopravvivere: scasso, rapina, furti, e a volte anche violenza fisica.
Non è bello, no?
Ma ci sono anche immagini che fanno emozionare. Incontri speciali nel passato e nel futuro che portano a sorridere o anche commuoversi.

Quello tra Clare e Henry è un amore che non conosce confini, che trascende tempo e spazio. Un amore che supera gli ostacoli e che sa toccare il cuore.
La tua casa è lì dove c'è il tuo cuore. Il mio cuore è qui. Quindi dovrei essere a casa. Clare sospira, gira la testa e diventa silenziosa. Ciao, amore, sono a casa.
A casa.

Eppure, come dicevo, di questo libro ho apprezzato anche moltissimo tutto il contorno. Da questa storia d'amore si sbrogliano molti altri elementi che parlano di vita, di rapporti, di quotidianità, di sentimenti.

Accanto all'amore di coppia, c'è ad esempio la Famiglia.
Quella di Henry e quella di Clare. E quella che vogliono costruire insieme.
I rapporti spesso conflittuali, il dolore della perdita che strazia l'uomo e lo spinge quasi a smettere di vivere, a gettarsi in una spirale di alcool e solitudine nella quale ci si perde. Sorelle, fratelli, relazioni spesso d'incomprensione tra genitori e figli.

E poi ci sono le amicizie, in cui forse però c'è anche ambiguità e una sorta di ossessione che io non ho per nulla apprezzato (anzi, quel personaggio non mi piace per nulla!). Ma anche la sofferenza per relazioni finite o mai iniziate.

Non c'è solo la vita, ma anche la morte in varie forme. Morte che strazia l'anima. C'è il desiderio di poter vivere una vita normale, la voglia di essere genitori. Il destino che gioca costantemente con le vite umane, e che spesso sembra prenderle in giro, in maniera anche piuttosto meschina.
Ci sono diversi personaggi molto interessanti intorno ai due protagonisti. Alcuni dei quali restano piacevolmente impressi, altri che vorresti prendere a schiaffi, così come nella vita, del resto.

C'è anche il ritorno alla vita quando ormai ci si sente persi, smarriti, grazie all'Amore, non inteso solo nell'accezione di coppia.

Ma lei non pensa che sia meglio essere estremamente felici per poco tempo, anche se quella felicità va perduta, che tirare avanti infelicemente tutta la vita?
Cosa rispondereste a questa domanda?

E poi è un libro che profuma di cultura: nel corso delle pagine potrete notare non solo diverse citazioni, ma anche titoli di libri, di opere teatrali e musicali, di film, da segnare, da vedere, leggere e recuperare.

Questa è l'opera di esordio di ringrazio Audrey Niffenegger, ripubblicata in questa nuova edizione da Mondadori nella collana Oscar Fantastica ( Oscar Vault per la copia! Grazie, Alfonso!). Inizialmente forse ho provato una certa difficoltà con questi salti tra passato e presente, con i vari cambiamenti d'età dei protagonisti, ma andando avanti vieni rapito dalla storia, ed è bella. Una di quelle storie di vita e d'amore, con uno spruzzo di "fantascienza" - un'originale rielaborazione dei Viaggi nel tempo - che sanno emozionare. E che consiglio, forse a chi è più romantico e a voglia di trovare l'Amore - e non solo - tra queste pagine. Un amore che supera le barriere del tempo e dello spazio. Un Amore che resiste agli urti del destino.

L'unica nota stonata, a mio avviso, sta un po' nello stile. Spesso si usano termini volgari che sebbene presenti nella vita di tutti i giorni (a chi non capita di usare le parole cazzo/fica?) secondo me potevano essere modificati. Sia chiaro, non sono una che non li usa o resta sconvolta, ma... secondo me non c'è sempre il bisogno di ricorrere a termini simili. Ne esistono altri più "delicati", almeno in una narrazione in cui si parla soprattutto di Amore.

Personalmente penso che farei davvero fatica a vivere una relazione simile. È già complicato avere un amore a distanza, ma non sapere dove il tuo lui finisca, avere la costante paura di non vederlo tornare, o di riaverlo ferito, maltrattato, è difficile. Eppure Clare ce la fa, e forse dimostra così una forma molto grande di Amore. Fa sognare, soprattutto i più romantici.
Attende, come Penelope il suo Ulisse.

Un'attesa, un vuoto che logorano dentro, ma che poi sono colmati da un forte sentimento quando l'amato torna tra le tue braccia. Vivere anche pochi momenti di intensa felicità è sicuramente meglio di una vita totalmente vuota, infelice.

» La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, di Audrey Niffenegger – RecensioneQualche giorno fa ho recuperato anche il film che ne hanno tratto: Un amore all'improvviso. Sorvolando sulla capacità inspiegabile tutta italiana di tradurre titoli in modo assurdo, devo dire che mi è piaciuto un po' meno del libro. Pur sapendo che i film non possono trasmettere tutte le varie sfumature del corrispettivo cartaceo, mi è sembrato molto riassuntivo, meno complesso. Più una semplice storia d'amore, che può emozionare sì, ma che rispecchia solo in parte i vari temi del libro. Mancano personaggi, altri non sono approfonditi come avrei voluto, mancano scene che nel libro mi hanno turbata sì, ma che comunque potevano starci. E poi il finale. In parte è riuscito a emozionarmi, ok, ma non quanto il libro. Non posso svelarvelo, ma il pensiero del loro amore che supera il tempo e lo spazio, lo vedo molto più preciso nel finale del libro rispetto al film. Poi, magari sarà anche perché adoro quell'immagine e mi piace ritrovarla nelle storie che leggo. Se volete cercare una semplice storia d'amore, il film potete anche vederlo. Però il libro, ancora una volta, vale di più, secondo me.

» La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, di Audrey Niffenegger – Recensione
La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo,
di Audrey Niffenegger
Casa Editrice: Mondadori Oscar Vault (Oscar Fantastica)
Traduzione di: Katia Bagnoli
Pagine: 502
Prezzo: 14.50 euro cartaceo

Voto: ♥♥♥♥

Prodotto offerto da Oscar Vault Mondadori.

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