Magazine Politica

La morte di Giulio Regeni, l'Italia e il cinismo della Francia di Francoise Hollande

Creato il 19 aprile 2016 da Pfg1971

La morte di Giulio Regeni, l'Italia e il cinismo della Francia di Francoise Hollande

Nelle ultime settimane, i rapporti tra Italia ed Egitto non erano mai stati così tesi e vicini ad una pericolosa rottura.

La ragione di tutto ciò è stata la barbara uccisione di uno studente italiano, Giulio Regeni, scomparso all’improvviso e trovato morto poco fuori Il Cairo alla fine di gennaio.

Sul corpo del giovane sono stati ritrovati segni evidenti di torture, durate ben sette giorni, e poco compatibili quindi con una morte determinata da un tentativo di furto degenerato, come, almeno all’inizio, avevano cercato di sostenere le autorità egiziane.

All’inizio della vicenda, le reazioni del governo italiano non sono sembrate molto chiare, anzi sono apparse molto titubanti.

Il motivo è molto semplice: per l’Egitto, l’Italia rappresenta il secondo partner commerciale mondiale, dopo gli Stati Uniti e il primo in Europa, seguito a lunga distanza dalla Germania.

Di conseguenza, almeno all’inizio, il governo di Matteo Renzi, malgrado i tentativi egiziani di sminuire la gravità della vicenda, attribuendola a criminalità comune, non aveva voluto prendere una posizione netta, temendo che così facendo avrebbe danneggiato le relazioni commerciali di prim’ordine esistenti tra i due paesi.

Poi però, da una parte le pressioni dell’opinione pubblica, timorosa che la morte di Regeni potesse trasformarsi in un nuovo esempio di pavidità ed esitazione internazionale dell’Italia, simile al caso dei marò in India, unito a continue prese in giro delle autorità egiziane, giunte fino a negare una sostanziale collaborazione tra le due magistrature, hanno convinto il governo italiano a prendere provvedimenti.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha deciso così di richiamare a Roma l’ambasciatore a Il Cairo per consultazioni.

Nel linguaggio diplomatico, una mossa del genere rappresenta il primo passo per una serie di ritorsioni nelle relazioni bilaterali che, al massimo, possono arrivare alla rottura delle relazioni diplomatiche e all’adozione di sanzioni commerciali dell’Italia verso l’Egitto.

Ora però, al di là di comprendere quali siano i motivi che si nascondono dietro la morte di Giulio Regeni (secondo alcuni potrebbe trattarsi di un avvertimento di fazioni contrarie al governo del maresciallo Abdel Fattah Al Sisi, considerato troppo vicino al governo italiano e a quello Renzi, in particolare), appare molto indicativo l’atteggiamento assunto dalla Francia di Francoise Hollande.

Il presidente francese, pochi giorni dopo, la decisione italiana di richiamare a Roma il proprio ambasciatore, si è precipitato a compiere un viaggio lampo in Egitto.

Il risultato è stata la conclusione di accordi commerciali che ammontano, secondo alcune stime, a oltre 1,5 miliardi di euro.

I contratti hanno riguardato soprattutto il settore militare: Airbus Space Systems e Thales Alenia Space sono riusciti a vendere un sistema di comunicazioni satellitari da circa 600 milioni di euro e Dassault Aviation, tra gli altri, ha convinto Il Cairo ad acquistare 12 caccia Rafale, che si aggiungono ai 24 già venduti lo scorso anno.

Nei colloqui bilaterali, le due nazioni hanno sostenuto che la concezione europea di diritti umani non si può applicare all’Egitto in guerra con il terrorismo: una dichiarazione che salva la linea su entrambi i fronti: Al Sisi ha evocato il pericolo (anche reale) del terrorismo per giustificare la rudezza del suo regime, Hollande ha trovato una giustificazione che ha riabilitato agli occhi dei critici la corposa mole di affari in cantire tra i due paesi.

In realtà, oltre alla tristezza per il crudele destino di Regeni, ciò che colpisce di più è l’estremo cinismo dei francesi: nel momento in cui le relazioni tra Italia ed Egitto hanno toccato il loro punto più basso, anche a discapito del copioso volume di relazioni commerciali tra i due paesi, Parigi cosa fa?

Invece di sostenere la posizione di una nazione europea considerata particolarmente vicina come l’Italia, preferisce sfruttare gli attriti italo-egiziani per fare uno sgambetto all’Italia e rafforzare i propri interessi economici.

Naturalmente non è che la politica estera si fa con la solidarietà tra nazioni anche appartenenti ad una stessa realtà storico territoriale, come testimonia la vicenda della guerra alla Libia, voluta da Nicolas Sarkozy, tuttavia, colpisce lo stesso l’atteggiamento da vero e proprio avvoltoio rivestito dalla Francia di Hollande nelle vicende tra Italia ed Egitto seguite alla morte di Giulio Regeni.             

La morte di Giulio Regeni, l'Italia e il cinismo della Francia di Francoise Hollande

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :