Magazine Talenti

la morte è una rottura.

Da Tinynoemi
la morte è una rottura di scatole.
per chi se ne va, che non può più fare colazione al bar e dare baci.
per chi resta, che deve fare senza.
e poi c'è che ti invade quel magone, quello che vorresti dire "ma che cazzo!", però sembra brutto dire parolacce ai morti, così non lo puoi dire cazzo e resta solo il magone.
e le lacrime di quelli che piangono.
che ci anneghi dentro a quelle per quanto ti fanno sentire inutile.
e ti riviene la voglia di dire "cazzo", ma non ti sembra il caso di dire parolacce in faccia a chi soffre. e finisci per fare l'espressione più composta che puoi e sistemarti nel tuo disagio.
perchè non sai dove metterti, cosa dire e quanto restare.
la morte è una rottura di scatole.
e quando morirò io fate quello che volete, ma fatelo per voi non per me.
mia sorella dirà parolacce e lasciatela fare.
e ditele anche voi, senza problemi, perché vorrei non fosse così tanto una rottura.
piangete, se vi pare, oppure no, ma non ditevi di non piangere che fa piangere di più.
e nemmeno di non essere tristi, è una cazzata.
certo che sarete tristi, cazzo. la morte è sempre triste.
e se qualcuno non piange, lasciatelo stare,
potrebbe avere dentro un uragano.
restate finché non sentite il disagio, poi andate.
e fate nocchette tra voi o abbracciatevi scompostamente.
ballate magari, balli brutti e ridicoli. così vi verrà da ridere.
perché la morte è una rottura di scatole.
e pure di equilibri,
rompe l' illusione di eternità.
ma rompe di più se rimane dentro a chi resta.
quindi meglio lasciarla ai morti la morte
e trovare il modo di ricomporre i pezzi dopo la rottura.
e dimenticarsene.
però, diciamolo, che organizzazione del cazzo questa vita!

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazine