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La morte liberatoria del grande Joao Gilberto

Creato il 07 luglio 2019 da Tafanus

No, non scriverò un "coccodrillo" per la morte di Joao Gilberto. Oggi basta digitare il suo nome su un motore di ricerca e si trovano migliaia di giornali, siti, TV che parlano della sua vita. Scrivo per dire - e so che spunteranno decine di critici che mi attaccheranno per ciò che non avranno capito - che in un certo senso sono felice per la sua morte, che è una morte liberatoria.

La vita di Joao non era più degna di essere vissuta. Due anni fa era stato interdetto dalla magistratura - con sentenza passata in giudicato - su richiesta dei figli, perchè da almeno altri due/tre anni era diventato incapace di prendere decisioni sensate, e avrebbe potuto prendere decisioni che sarebbero risultate rovinose per se e per i suoi cari. Non era più lui, ed era solo soffocato da pensieri che gli giravano "random" per la testa.

Come molti giornali hanno scritto, la nascita della bossa nova non ci mostra - per una volta - una teoria di pretendenti "padri-fondatori", di presunte date di nascita, di "brano di battesimo" della bossa nova. Quasi tutti concordano col fatto che il creatore della bossa nova sia stato Joao Gilberto, l'anno di nascita il 1958, e il brano, qui ripreso in una edizione di circa vent'anni dopo con Joao Gilberto ed Elis Regina, sia il suo "Aguas de março".

Oggi, dopo circa sessant'anni, quel brano e quel modo di suonarlo, resistono all'usura del tempo. E voglio aggiungere che molti giornalisti da "copia&incolla" non saprebbero spiegarvi con parole loro IN COSA la bossa nova sia stata rivoluzionaria e diversa dagli altri abituali "quattro tempi".  All'inizio neanche in Brasile la musica di Joao è stata facile da capire. Quei quattro quarti della battuta sono sempre quattro quarti (come quasi tutta la musica, esclusa la marea dei due terzi di walzer e mazurka, e i quattro quinti del celeberrimo "Take Five" di Dave Brubeck); ma la battuta non ha - come quasi tutti i 4/4, una suddivisione in due semi-battute simmetriche, ma una suddivisione ritmica in due semi-battute, ognuna delle quali è suddivisa in tre parti, asimmetrice fra prima e seconda semi-battuta).
Infine, le "armonie", e cioè a dire la sequenza degli accordi da cui è costituito qualsiasi pezzo musicale. Joao è stato inizialmente (fino al suo trasferimento a Porto Alegre, dove inizia a studiare musica) un autodidatta. Per nostra fortuna, perchè se avesse iniziato subito a studiare musica, mai avrebbe osato proporre certi accordi inediti e "sgrammaticati". A volte, e per fortuna, la carenza di studi accademici non genera mostruosità, ma libera innovazioni mai osate prima.

La prima uscita del 1958 non porta fortuna immediata a Joao, ma per fortuna un po' alla volta le teste più fini del mondo musicale brasiliano capiscono, e diventano partners e "diffusori" del Joao-Gilberto-Pensiero.

Arrivano i migliori. Arrivano compositori, esecutori, arrangiatori, compagni di cordata... Arrivano nomi pesanti: i più pesanti della musica brasiliana: da Antonio Carlos Jobim a Gilberto Gil, da Klaus Ogerman a Maria Bethania, da Caetano Veloso a Chico Buarque... Ma ciononostante, dal fatidico 1958, passano ancora 5 lunghi anni prima che il talento di Joao Gilberto venga riconosciuto e "monetizzato", con la conquista di un "Grammy Award", e dei soldi relativi. L'album - che vi propongo in calce in solo audio (non esistevano i dvd) è prodotto a New York su iniziativa di Stan Getz, col suo sax, con la chitarra di Joao Gilberto, con la voce di Astrud (allora) Gilberto, moglie di Joao:

L'album conosce un immenso successo commerciale, vende bene in tutto il mondo, tanto che un vinile arriva persino in casa mia, e credo di averlo ancora da qualche parte.  A Joao quella circostanza porta un gran bene e un gran male. La parte buona consiste nel fatto che da allora la fortuna commerciale dei dischi con Joao Gilberto è assicurata per decenni. La parte infelice consiste nel fatto che Joao perde la moglie, Astrud EX Gilberto, di cui era innamoratissimo, che lo lascia per la new-entry Stan Getz.

Nessuno sa se e quanto Joao abbia superato la crisi. Non conosco la sua storia personale successiva. So invece che la musica da lui "inventata" non è stata un fenomeno effimero e balneare come le varie salsa, lambada, madison e - absit iniuria verbis - l'inascoltabile "tuca-tuca", il cui autore avrebbe meritato il carcere a vita. Voglio finire con un esempio musicale a contrario: nel video che segue la giovanissima Alba Armengou (diciassettenne durante questa seduta di registrazione di un classico della bossa nova), si destreggia benissimo sia in voce che alla tromba in un classico della bossa nato mezzo secolo prima di lei, sotto lo sguardo compiaciuto del pigmalione Joao Chamorro, e della vecchia volpe del sax tenore Hamilton. Così come sembra che alla chitarra non ci sia la giovanissima Carla Motis, ma Joao Gilberto travestito da ragazzina. Una parola anche per segnalare la dolcissima prestazione nell'assolo della occhialuta liceale con un sax baritono più alto di lei.

No, la bossa non farà la fine della lambada o del tuca-tuca, perchè è musica colta, perchè è musica bella, perchè è musica-musica, che non mi stancherei mai di ascoltare. E perchè sembra avere alle spalle un vivaio di sperimentati marpioni e di neofiti ai quali forse nessuno ha detto ancora che quella musica così fresca e giovane ha più di sessant'anni. Che nessuno faccia la spia.

No, Joao Gilberto non è morto. E' solo riuscito ad evadere dai panni stretti come una prigione di chi non ha più nulla da dire, non ha più nulla da dare. La sua musica lo terrà in vita per sempre.

Tafanus


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