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La necessità di una nuova Riforma Fondiaria per il Salento del 2100

Creato il 30 novembre 2019 da Antoniobruno5
La necessità di una nuova Riforma Fondiaria per il Salento del 2100
Premessa Gli interventi per la ricostituzione del paesaggio rurale della provincia di Lecce hanno interessato sino ad oggi esclusivamente le aziende gestite da Imprenditori agricoli professionali (IAP). Imprenditore agricolo professionale (IAP), secondo la definizione e i requisiti forniti dal D. lgs. 99/2004, è chi dedica ad attività agricole, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi da queste attività almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Le attività agricole prese in considerazione dalla definizione di imprenditore agricolo professionale devono essere quelle indicate dall’articolo 2135 codice civile.
Ciò premesso si fa presente quanto segue:
Il Paesaggio rurale fornisce servizi ecosistemici a tutti i cittadini del territorio “Gli olivi offrono indispensabili servizi ecosistemici, sono in grado, ad esempio, di contrastare gli effetti dell’erosione eolica, idrica e conseguenti alla perdita di sostanza organica del suolo. Gli oliveti più antichi e coltivati con metodi a basso impatto ambientale, presentano caratteristiche simili a macchie e foreste e, allo stesso modo, svolgono un ruolo strategico nel limitare la perdita di suolo arginando la desertificazione. Gli oliveti secolari sono una sorta di punto d’incontro tra un ambiente selvatico e un’area adibita a coltivazione intensiva, costituiscono dunque aree a livelli di naturalità intermedia che fungono da cuscinetto in zone agricole sempre più antropizzate, rappresentando un prezioso rifugio per la biodiversità.” [LORENZO BRENNA 2019] “Peculiarità del progetto è quella di calcolare la quantità di carbonio assorbita dall’ecosistema oliveto e confrontare tale quantità con le emissioni associate all’intero processo produttivo dell’olio extra vergine di oliva – si legge sul sito di OLIVE4CLIMATE – potendo così determinare il punto di pareggio a partire dal quale la quantità di carbonio sequestrato supera le emissioni”. I ricercatori hanno redatto un manuale, destinato agli agricoltori, che analizza le fasi principali dell’olivicoltura, a partire dall’impianto dell’oliveto fino alle fasi di raccolta e trattamento dei co-prodotti, proponendo un approccio che permetta una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e un accumulo di carbonio nella biomassa vegetale. Nonostante la grande diffusione di olivi, valutati abitualmente per il loro ruolo produttivo e non per il ruolo ecologico, si sa ancora poco circa la loro capacità di assorbimento di CO2 e il loro ruolo nella mitigazione dei gas serra. Le potenzialità in questo senso sono però evidenti e potrebbero conferire un ulteriore valore a queste incredibili piante, si presenterebbe infatti la possibilità di preservare oliveti che assolvono importanti funzioni ambientali, ma con bassa redditività, grazie agli incentivi connessi alla vendita di crediti di carbonio. [OLIVE4CLIMATEhttps://olive4climate.eu/it/risultati_attesi/ ]
Come conservare il Paesaggio rurale dei piccoli oliveti sino a 2 ettari
Ipotesi neoliberista Gli imprenditori agricoli professionali acquistano alcuni terreni della restante parte del paesaggio rurale al fine di trarne profitto. I proprietari degli oliveti sono a 2 ettari si costituiscono in cooperative. In tal modo il Paesaggio rurale continua a svolgere la funzione sociale e lo Stato riconosce per questo agli imprenditori ed alle cooperative le provvidenze previste dalla Politica Agricola Comune (Pac)
Ipotesi programmazione economica articolo 41 della Costituzione La programmazione è un metodo d’intervento pubblico in economia riconosciuto dall’art. 41, ultimo comma, della Costituzione italiana: la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Nell’ambito costituzionale, la programmazione viene identificata come uno strumento impiegato dall’autorità pubblica (Stato) per orientare l’economia del Paese verso il raggiungimento di obiettivi di benessere comune nel rispetto delle libertà individuali ed in particolare di quella d’iniziativa economica privata. L’art. 41 pone una riserva di legge in tema di programmazione, nel senso che affida al Parlamento, quale organo di massima espressione di volontà popolare, il compito di legiferare in materia di programmi e di controlli. La riserva di legge non è comunque assoluta, in quanto esiste la possibilità di delega parlamentare per la predisposizione dei programmi. Attraverso gli Statuti regionali, tale riserva si considera poi generalmente superata. Così descritta si ha una programmazione indicativa, che si contrappone a quella obbligatoria, tipica di economie socialiste, in cui il potere centrale (lo Stato) pianifica l’intera vita sociale ed economica del Paese imponendo significative restrizioni alle iniziative individuali. A queste due se ne aggiunge una terza, quella democratica, fondata sul decentramento amministrativo dello Stato e sulla partecipazione. In questo caso, le Regioni concorrono con lo Stato alla programmazione economica (decentramento) coinvolgendo nella sua realizzazione anche gli altri Enti locali autonomi, i sindacati e le formazioni sociali (partecipazione). Specificamente per il paesaggio rurale della provincia di Lecce composto dagli oliveti sino a due ettari e dalle proprietà che risultano incolte si può costituire un Consorzio obbligatorio gestito da un commissario sino all’indizione di elezioni per la costituzione di organi di autogoverno. Il Consorzio gestisce queste Aziende agricole provvedendo a quanto necessita alla manutenzione del Paesaggio rurale.
Lecce open lab - Riccardo Valentini (*) Università della Tuscia CMCC
Venerdì 29 novembre a Lecce il prof Valentini ha proposto LECCE OPEN LAB << Smart solution for land transformations and bioeconomy >> ovvero “Soluzione intelligente per trasformazioni della terra e bioeconomia” Questa soluzione per la città di Lecce potrebbe essere un paradigma per l’intero Salento oltre che un modello globale. Con questa iniziativa si intende promuovere a tutti i livelli di aggregazione territoriale, dalle comunità rurali ed urbane alle regioni e nazioni, lo sviluppo di infrastrutture verdi in grado di sequestrare carbonio e compensare in parte le emissioni di gas serra, soprattutto in ambito urbano. Le infrastrutture verdi sono aree e parchi naturali, alberature e verde urbano, vegetazione ripariale, alberi, siepi e vegetazione del paesaggio rurale, localizzate in aree peri-urbane. Si tratta di conservare ed espandere tutto ciò che è considerato “alberi fuori foresta” e che sfugge dal censimento tradizionale di foreste. Solo per l’Italia un recente studio mostra come queste infrastrutture verdi costituiscano un serbatoio pari a circa 108 Tg di CO2 (1 Tera-grammo equivale a 1 milione di tonnellate) con una capacità di cattura di circa 3,6 Tg CO2 all’anno. A questo dato si può aggiungere il valore delle aree protette che rappresentano in Italia oggi circa 2.8 milioni di ettari. In termini di sequestro di carbonio, le aree protette assorbono circa 25 Tg CO2 all’anno. Un incremento del 20% delle infrastrutture verdi porterebbe una riduzione di 0.7 Tg CO2 all’anno di emissioni, mentre un aumento delle aree protette di circa il 10%, porterebbe una riduzione di circa 2.5 Tg di CO2 all’anno. Su scala europea (EU27) aumentando la superficie potenziale di infrastrutture verdi del 10%, includendo le aree protette, si avrebbero circa 104 Tg CO2 di assorbimento all’anno: una riduzione pari a circa il 3% delle emissioni totali della EU. [Riccardo Valentini 2015]
Conclusioni Nel Salento l'attività agricola è da sempre fondamentale non solo dal punto di vista economico per la produzione di beni alimentari ma anche dal punto di vista ambientale per il suo contributo a disegnare il paesaggio, proteggere l'ecosistema e conservarne la biodiversità. Per conservare la funzione del paesaggio rurale è necessario che ci sia chi lo fa quotidianamente e ciò può essere ottenuto attraverso una gestione neoliberista degli Imprenditori agricoli professionali o delle Cooperative, oppure in assenza dell’iniziativa privata assistita dallo Stato, attraverso la programmazione economica così come definita dall’articolo 41 della nostra Costituzione.
Antonio Bruno Ferro
(*) Riccardo Valentini ha svolto attività di ricerca presso il Department of plant biology, the Carnegie Institution of Washington e ha lavorato presso the Joint Research Center della Commissione Europea. Dal 2000 è professore ordinario presso l’Università degli studi della Tuscia diventando, nel 2002, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente Forestale e delle sue risorse. La sua attività di ricerca riguarda l’ecologia, i sistemi agro-forestali e i temi connessi con l’attuazione delle convenzioni internazionali per la protezione dell’ambiente globale. Ha ricevuto nel 2006 lo Zayed International Prize for the Environment come membro del Millennium Ecosystem Assessment Board, nel 2015 il premio “Ernst Heckel” della Federation of European Ecological Societies, nel 2018 la medaglia della Accademia Italiana delle Scienze “detta dei XL” per la Fisica e le Scienze Naturali. Insieme ad altri scienziati del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), nel 2007 è stato insignito del premio Nobel per la pace per le ricerche condotte sul cambiamento climatico. Fa parte del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica.


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