La giornata di ieri, piovosa e freschetta è stata noiosa noiosa noiosa e anche un poco noiosa.
In serata , sono uscito con Ginco. Sono andato a casa sua a piedi. Camminando, in discreto anticipo, mi sono sentito stanco. Qualche goccia di pioggia, quasi nessuno per le strade lucide di pioggia del paese dove abito, ma non vivo. Dove vivo ? Vi chiederete? Chissà ? Non lo sapremo mai. Passo al bar dove lavora la Rossa. Sulla parete ci sono le cartoline attaccate con il nastro adesivo e il disegno del figlio della proprietaria, un orologio di cartoncino con le lancette mobili, fissate con un rivetto. Sopra c'è scritto una frase tipo tutte le ore sono penso a te mamma, o qualcosa del genere. E' impressionante come questo locale , aperto un anno e mezzo fa, sia già vecchio decrepito. Frequentarlo mi mette di buonumore. Sono sincero. Sono un po' cinico, ma guardandomi intorno sono felice di non assomigliare alle persone che lo frequentano.
Ginco, sempre in ritardo , sta facendo la doccia, e per aprirmi bagna un po' il pavimento tra la porta d'ingresso ed il bagno. Mi siedo nella cucina in disordine. Lui stesso la paragona ad una stalla. Mi piacciono molto le cucine in disordine. I suoi gatti sono bellissimi e sullo stendi biancheria ci sono due tovagliette da tavolo dell'ikea giallo di Napoli ancora umide e rigide. Prendiamo l'auto andiamo nel solito posto, che in francese sarebbe accentato. C'è meno gente rispetto alla nostra ultima visita e lo scafandro da palombaro è sempre lì, a vegliare sulle nostre sere di settembre. G mi parla dei suoi amici in Francia, del suo progetto di trasferirsi oltr'alpe. Bevo un po' troppo. Due ceres a stomaco vuoto. Appena finirò di lavorare, non vedo l'ora, andremo a Nizza a trovare la nostra amica ceramista V, conosciuta al Monte San Pietro il primo maggio, giorno di nebbia. Chissà che bella foto le sue mani sporche di lavoro e piene di creta e di creatività sottile !