La nostra replica al Primo Cittadino riguardo all'esposto sulla R.D.

Creato il 28 marzo 2014 da Sangiorgiocinquestelle


Leggiamo l’intervento del Sindaco Ricci riguardo al nostro Esposto alla Corte dei Conti per danno erariale e, come molto spesso accade negli ultimi tempi, le sue dichiarazioni ci fanno sorridere.

Il Sindaco afferma che lui si occupa di cose serie e non ha tempo da dedicare ai venditori di fumo e a coloro che hanno fatto del bla bla bla quotidiano la loro primaria occupazione.

Ebbene, al nostro Sindaco vogliamo ricordare che i cittadini di San Giorgio lo hanno eletto per amministrare il paese nel miglior modo possibile a vantaggio della comunità. E occuparsi del benessere dei cittadini sia in termini economici, non appesantendo le loro bollette con aggravi ingiustificati di costi, sia in termini di un ambiente più sano e di una migliore vivibilità del paese è il suo dovere primario, ed è una cosa seria, anzi serissima!!!
Non vogliamo insistere ulteriormente sui numeri, che, incontrovertibilmente, mostrano un percorso in caduta libera e sono il segno evidente di come per 4 anni il sistema di gestione dei rifiuti sia stato inadeguato, tuttavia ci sia consentita una riflessione politica.Negli ultimi anni Il Comune di San Giorgio del Sannio ha prodotto una serie di iniziative, raccolta degli oli esausti, pannolini lavabili, raccolta degli abiti usati, per provare a ridurre la quantità di rifiuti prodotti in paese eppure i risultati non sono per niente confortanti: i nostri amministratori si sono mai chiesti il perché di questi flop?Secondo noi, il perché è molto evidente ed è sotto gli occhi di tutti: perché queste iniziative sono spot solitari per mostrare alla popolazione che il Comune fa qualcosa, ma in realtà a San Giorgio non esiste alcuna visione del paese in chiave sostenibile, non esiste alcuna programmazione amministrativa per sostenere la cura dell’ambiente e renderlo un valore aggiunto per la crescita della comunità paese.
A San Giorgio l’amministrazione Ricci in 4 anni di mandato non ha proposto alcun percorso a lungo termine per fare in modo che i cittadini crescessero e si formassero in chiave sostenibile, non ha studiato un percorso di buone prassi quotidiane che spingessero i cittadini, le scuole, le attività commerciali e produttive ad impegnarsi non perché il Comune ha emesso l’ordinanza o perché la legge lo prevede ma perché hanno compreso l’importanza della riduzione a monte dei rifiuti, del riciclo, del riuso.
Ci si intestardisce da anni sulla vocazione commerciale e industriale del paese quando i fatti invece, dimostrano, che il commercio, strozzato dalle tasse, è in una fase di crisi profonda, e l’industria, è al collasso totale, con dati CERVED che nel 2013 parlano della chiusura di 111 mila aziende piccole e grandi su tutto il territorio nazionale.E allora perché non realizzare un programma di sviluppo basato sul ritorno alle origini, sul recupero ambientale del paese, sul blocco del consumo del territorio, sul potenziamento dei servizi ambientali per tornare di nuovo ad essere il paese dei fiori e della cortesia?
Il MeetUp amici di Beppe Grillo già dal 2012 ha proposto al Comune di incominciare a percorrere la strada dei comuni virtuosi, con il progetto Comune Leggero, mutuato sull’esempio del Comune di Colorno, in provincia di Parma, ma il nostro sindaco ha preferito orientarsi su una presunta virtuosità economica piuttosto che sul fronte della sostenibilità ambientale, ed ha sempre rifiutato ogni nostra proposta.Quindi, no alla Casetta dell’acqua, no agli incentivi per i negozi alla spina (anche di alimentari), no all’eliminazione dell’usa e getta in tutti gli uffici pubblici, comprese le scuole, no alle iniziative di recupero dei beni durevoli, no al divieto d volantinaggio pubblicitario (anche se un’iniziativa del genere era stata presa già qualche anno fa dall’ex sindaco Nardone), tutte iniziative viziate da una provenienza “grillina” e quindi di per sé irrealizzabili. 
Francamente, signor Sindaco, meglio essere grillini e portare continuamente e costantemente in mezzo alla gente i temi della sostenibilità per stimolare ad una crescita culturale e non al mero rispetto della legge piuttosto che appartenere ad un partito, il PD, che per salvare i propri sindaci inadempienti è costretto a varare una sanatoria ambientale che permette agli amministratori dei comuni che non hanno raggiunto le percentuali di raccolta differenziata stabilite per legge di non pagare in solido per il danno erariale arrecato.
Noi siamo quelli che vogliono la rivoluzione culturale, non quelli degli inciuci e degli escamotages per aggirare le leggi!