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La Olivetti di Pozzuoli: la fabbrica con la vista mare più bella del mondo

Creato il 07 luglio 2018 da Vesuviolive
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Foto di Alessio Guarino

“Di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno” con questa frase l’imprenditore Adriano Olivetti inaugurò nell’aprile del 1955 la fabbrica di Pozzuoli. Un esemplare unico al mondo di architettura industriale con ambienti belli e funzionali, nel rispetto del paesaggio circostante. Le aziende Olivetti hanno la loro sede centrale nella città di Ivrea che grazie al suo polo industriale targato Olivetti ha ricevuto in questi giorni il riconoscimento come Sito Patrimonio dell’Unesco.

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Foto di Alessio Guarino

La scelta di investire al Sud
I prodotti a marchio Olivetti riscontrarono un enorme successo negli anni ’50, un fattore che sollecitò l’espansione ed il decentramento della base produttiva. Olivetti scelse quindi di investire nella realizzazione di siti produttivi anche al di fuori dello storico nucleo delle officine Olivetti a Ivrea.

La scelta portata avanti da Olivetti è stata quella di costruire uno stabilimento a Pozzuoli, motivata non dalla prospettiva di sgravi fiscali o di altri incentivi pubblici, ma frutto delle scelte di sviluppo economico e sociale che in quegli anni Adriano Olivetti tenta di promuovere nel Sud Italia.

Nel 1953 Adriano Olivetti decise di aprire una fabbrica di macchine calcolatrici a Pozzuoli, scelta che rientra nell’ambito dei progetti di pianificazione sociale del Movimento Comunità per offrire posti di lavoro nell’Italia Meridionale, con salari sopra le medie e assistenza alle famiglie degli operai.

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Foto di Alessio Guarino

Lo stabilimento: una fabbrica in stile “mediterraneo”
L’incarico di progettare e realizzare lo stabilimento di Pozzuoli nel 1951 fu affidato all’architetto napoletano Luigi Cosenza, che lavorò con la collaborazione di Adriano Galli, Pietro Ciaravolo, Piero Porcinai e Marcello Nizzoli. I lavori si conclusero nel 1954; nell’aprile del 1955 una grande inaugurazione ufficiale, fu occasione per uno dei più noti discorsi di Adriano Olivetti.

Lo stabilimento è situato lungo la via Domiziana a 15 chilometri da Napoli, in una particolare posizione che domina il golfo partenopeo. 30.000 metri quadrati di superficie e al momento della sua apertura ospitava 1.300 tra operai e impiegati.

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Foto di Alessio Guarino

La fabbrica è volutamente pensata per strategie che prevedono un incremento della produzione e di assunzioni al Sud. I primi oggetti ad uscire dalla fabbrica sono inizialmente calcolatrici e macchine per scrivere. L’edificio progettato da Cosenza prevede una pianta a croce, in modo da adattarsi alle pendenze del terreno, integrandosi perfettamente nel paesaggio. Grande attenzione fu prestata alla realizzazione degli interni e dello spazio esterno della fabbrica. L’edificio fu pensato per far convogliare più luce naturale possibile e creare così dei saloni di lavoro con un’atmosfera luminosa, solare. Il complesso produttivo comprende inoltre un centro di Formazione Meccanici e un laboratorio sperimentale.

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Foto di Alessio Guarino

Il quartiere Olivetti: abitare e lavorare a Pozzuoli
Luigi Cosenza ebbe il compito di progettare anche un quartiere residenziale, fortemente voluto da Adriano Olivetti. “I luoghi del lavoro devono integrarsi, per qualità e per vicinanza territoriale, con i luoghi dell’abitare” questo il pensiero di Olivetti. Il progetto iniziale prevedeva la costruzione in località Fusaro, di due unità abitative di 28 e 10 alloggi ciascuna corredati da una serie di servizi quali: colonia marina, asilo, scuola elementare, cinema-teatro, chiesa, negozi e locali per l’assistenza sociale e sanitaria.

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Foto di Alessio Guarino

Il progetto subì qualche modifica, per offrire ai dipendenti la possibilità di abitare in un’area più vicina allo stabilimento. Il quartiere sorse così a Pozzuoli nei pressi dell’anfiteatro romano, in un’area già fornita di vari servizi: i lavori si limitarono quindi ai due lotti di edifici di abitazione. L’iniziativa fu commissionata dalla Olivetti, mentre l’esecuzione avvenne in gestione diretta da parte dell’INA-Casa. Il quartiere fu ampliato nel 1963 con un terzo lotto di 24 alloggi.

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Foto di Alessio Guarino

Prima fabbrica poi uffici ed infine università
Lo stabilimento di Pozzuoli è un esempio unico di intelligente struttura industriale inserita in un ambiente di grande bellezza naturale. Una fabbrica bella architettonicamente, immersa in una zona verde, con al suo interno una mensa, una biblioteca, spazi per il riposo, un laghetto, vialetti, sdraio per le ore di intervallo.

A fine anni ’80 è iniziata la conversione della fabbrica in sede di attività d’ufficio. Dopo avere ospitato tra l’altro uno dei principali centri di ricerca e sviluppo della Olivetti, oggi lo stabilimento di Pozzuoli ospita, accanto ai laboratori del CNR, la sede decentrata di alcuni istituti universitari partenopei e società di servizi, tra cui uffici e call center, secondo un modello di riuso multifunzionale degli ex edifici industriali che mette sempre insieme ricerca e produzione.

Si ringrazia per le gentile concessione dello foto, il fotografo Alessio Guarino – Divisare.com

Fonte: Storia Olivetti

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