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LA PANCIA DELLA POESIA #poesia #poetweet #Poetuit #orizzontipoetici #PoesiaPerLaSera #poesiepingpong #poesie #poetrycommunity

Creato il 06 marzo 2020 da Albertomax @albertomassazza

Dico a voi, istituzionali monopolizzatori
della parola poetica, entusiasici
accattoni delle Giornate Universali della Poesia,
che data la vostra rattrappita immaginazione
si celebra il primo giorno di primavera,
la più poetica delle stagioni, diamine,
dal tono sempre dimesso
che non è mai garbo d’urlarla la poesia,
infaticabili poltronisti dei posti dei giusti,
sempre politicamente corretti, eterni
nostalgici dei bei tempi passati,
dei tempi umanisti di cui rimangono
i resti solo nei vostri stereotipati ideali,
mai un tono sopra le righe, sempre inchiodati
allo spartito del senso civico
organico al quieto vivere.
I vostri esercizi di stile, sebbene così
raffinati, mancano di pancia, della pancia
morale di Dante come di quella razionale
di Leopardi, di quella sempre pronta
al rigetto di Baudelaire come di quella accogliente
di Walt Whitman, di quella sovversiva di Rimbaud
come di quella onnicomprensiva di Shakespeare,
della pancia vaticinante di Hoelderlin
e della pancia teppista di Esenin.
Per quanto bene voi possiate fingere
d’essere viscerali,
il disegno delle vostre interiora
ricalca quello del vostro cervello.
La poesia inizia dove finisce la vanità
e quella dal basso profilo, la vostra,
é la vanità che meglio confonde i propri confini.
Non resta, in questo stato delle cose,
che imbottigliare il messaggio e abbandonarlo
allo sciabordio oceanico del tempo.


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