La Pfand, il bello del vuoto a rendere

Creato il 20 marzo 2011 da Marxell

Continua il nostro viaggio nei piccoli piaceri quotidiani di Monaco e della Germania.

La Pfand, tra impegno ecologista ed economia domestica

Trovo l’idea della Pfand (mi piace pensare che questa parola, seppur di genere neutro in tedesco, sia femminile in italiano), a dir poco commovente. Facendo leva sulla proverbiale ed innata “oculatezza” dei tedeschi e sulla loro sincera convinzione ambientalista (e qui da italiani perdiamo terreno in maniera vistosa) si è messo in piedi un sistema di riciclaggio della bottiglia e non del semplice vetro che altrove (e non solo da noi) è del tutto assente.

Ma anche noi una volta eravamo così. Ero ancora piccolo (ahimé che bei tempi) e ricordo che per le feste si comprava l’acqua, quella speciale, nella sua bella bottiglia verde (esiste persino un colore che ha preso il nome di “verde bottiglia”), che mettevamo a tavola per i palati più fini, mentre la volgare acqua del rubinetto era relegata in una brocca con ghiaccio e limone, ma senza il fascino dell’etichetta e delle bollicine.

Ho fatto anche in tempo a vedere il latte in bottiglia, ne ho uno sbiadito ricordo ma so che esisteva. I vuoti non venivano volgarmente gettati via come per il vino o lo spumante, ma riposti nella cassetta di provenienza e resi al rivenditore che restituiva gli spiccioli della cauzione. E poi cosa è successo? Siamo stati ipnotizzati dalla contro-cultura della plastica da buttar via?

Qui c’è chi per 8 centesimi si carica di bottiglie di birra e le riporta al supermercato, per un giro d’affari che può sfiorare l’euro a cassetta. Lo dico, si badi, senza ironia o intento denigratorio alcuno, in quanto il risparmio a beneficio della collettività in costi di smaltimento sarebbe già una ragione sufficiente. E per i vuoti delle bevande gassate di tutte le taglie, delle piccole da mezzo litro ai maestosi fiaschi da due litri, la ricompensa è addirittura doppia.

Anch’io sono fiero di essere parte dell’ingranaggio riciclativo, raccolgo con precisione e metodo le bottiglie di birra e delle gassose che consumo e le rendo al mio supermercato di fiducia. Per sentirmi più gratificato ho perfino trovato una birra (ottima per altro) il cui vuoto ha il valore di ben 0,25 centesimi, il che mi regala il sottile ma intenso piacere di sentirmi al contempo soddisfatto ecologista ed astuto imprenditore domestico.


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