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La piazza di bologna che ha sorpreso anche il pd

Creato il 17 novembre 2019 da Speradisole

LA PIAZZA DI BOLOGNA CHE HA SORPRESO ANCHE IL PD

Ormai è storia, ma vale la pena riprenderla per porci qualche interrogativo.

Giovedì sera a Bologna, mentre al Palazzo dello sport, Salvini riuniva i leghisti della città e della Lombardia in una manifestazione elettorale, in vista delle elezioni regionali dell’Emilia Romagna, la storica Piazza Maggiore, dove in passato si sono svolte centinaia di manifestazioni della sinistra, si è riempita di migliaia di giovani e di bolognesi.

A convocarli sono stati quattro giovani attraverso Facebook.

La cosa ha sorpreso non solo il Salvini, non solo i giornali e quei giornalisti che danno sempre per morta la sinistra, ma ha sorpreso anche il Pd.

Mattia Feltri, nel suo quotidiano “Buongiorno” su La Stampa, commentando il fatto, dice che quella piazza, riempita di migliaia di giovani, è una “piazza di sinistra ma voterà Pd turandosi il naso”.

Sarà vero che voterà Pd?

Non sappiamo quali riflessioni e giudizi sulla vicenda abbiano svolto Zingaretti, Orlando e altri dirigenti del Pd, che, proprio in questi giorni, si trovano a Bologna per discutere (sembra) proprio sull’avvenire del Pd.

Questa straordinaria autoconvocazione sottende anche una richiesta di cambiamento e una critica, in questo caso al centrosinistra, che evidentemente non è in grado di rappresentarla.

Di conseguenza, la domanda inquietante che Zingaretti e compagni dovrebbero porsi, è la seguente: perché tanti giovani di sinistra non sono nel Pd? Perché non lo votano?

A questa domanda va data una risposta, sempre se si discute sull’avvenire del Pd.

Oggi, in questo partito, non c’è più l’ingombrante “centrista” Renzi, che era diventato un freno, un impedimento enorme, per chi ha una vocazione di sinistra.

Ecco perché il Pd, se vuole cambiare e darsi un nuovo indirizzo, deve affrontare il tema dei giovani.

Il Pd com’è messo oggi, con le stampelle dei tesserati, dei fedelissimi da tempo, e quindi in media vecchi, non può reggere il domani.

Si tratta di un tema che può anche accendere una salutare, ordinata e seria lotta politica in questo partito.

Il fatto è da considerarsi non come una sventura o come una disgrazia, ma come una possibilità per pensare seriamente come uscire dall’incertezza in cui vive il Pd, soprattutto dopo la collaborazione con il M5S al governo e che alcuni esponenti del Pd (malauguratamente) vedono come una prospettiva di rapporto organico per il domani.

L’incertezza è dannosa, se tutto è lasciato nell’essere e nel non essere.

La chiarezza sulla prospettiva su cui operare, invece, è una delle condizioni fondamentali per la vita di un partito.


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