"La pietà dell'acqua" di Antonio Fusco

Creato il 28 luglio 2015 da Eliza @BiblioEliza
Buon pomeriggio amici lettori!Qui il vento ci sta portando via ma almeno ha cancellato l'afa terribile che ci opprimeva da giorni. Infatti anche io mi sento un po' più attiva. Dimostrazione ne è il fatto che ho terminato un'altra lettura, così anche i miei buoni propositi di luglio sono almeno in parte salvi. Qualche settimana fa la Giunti mi ha gentilmente inviato una copia del nuovo romanzo di Antonio Fusco, funzionario della Polizia di Stato e criminologo, che dopo il primo libro Ogni giorno ha il suo male, è tornato in libreria con La pietà dell'acqua...

Titolo: La pietà dell'acqua
Serie: #2
Autore: Antonio Fusco
Editore: Giunti
Collana: M
Pagine: 224
Ebook: € 6,99
Cartaceo: € 12,90
Data di pubblicazione:  3 giugno 2015
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TRAMA
Il giorno di ferragosto, sulle montagne ai confini di Valdenza, viene trovato il corpo di un anziano, ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Una vera e propria esecuzione. Suo malgrado, Casabona è costretto a rientrare dalle ferie per occuparsi del caso, creando l’ennesima frattura con la moglie Francesca. Accanto al luogo del delitto, c'è il piccolo paesino di Torre Alta, che ha preso il posto del vecchio borgo di Torre Ghibellina, sommerso da un grande lago artificiale, risultato di una diga costruita nel dopoguerra. Proprio in quei giorni il lago è svuotato per una manutenzione straordinaria e la zona brulica di gente accorsa per vedere il paese sommerso. Casabona inizia a indagare, ma dopo qualche ora il caso gli viene inspiegabilmente tolto dalla DIA. Non prima però che il commissario sia venuto in contatto con un’affascinante giornalista, in realtà un'agente della polizia francese che sta indagando su un cold case: l'omicidio di un ex inviato di guerra americano, avvenuto a Parigi nel 1967. Ben presto entrambi si renderanno conto che i due delitti sono in qualche modo legati e lasciano solo intravedere un oscuro mistero che l'acqua del lago ha pietosamente custodito per anni.


"La memoria è una condanna e la verità spesso non s'incontra con la giustizia, nonostante la cerchi disperatamente. Allora bisogna darle una mano, affinché i morti trovino la pace"
Torna Antonio Fusco con il secondo libro dedicato al commissario Casabona. Vi premetto che il primo non l'ho letto (ma conto di recuperarlo quanto prima), tuttavia non ho avuto alcun problema nel seguire la storia.
Antonio Fusco ci porta sulle colline toscane di Valdenza, arroventate dal caldo estivo. Già qui mi voglio fermare per sottolineare come, con pochi semplici tratti sappia creare in pieno l'atmosfera. Da pochi dettagli percepiamo il calore dell'aria, il sole ferragostano che brucia sulla pelle, sembra quasi di sentire la polvere secca che si sposta a folate.
Continuiamo e passiamo alla storia. Il commissario Casabona, richiamato precipitosamente dalle ferie, si trova ad indagare sull'omicidio di un imprenditore locale, una vera e propria esecuzione con la vittima costretta in ginocchio ad aspettare il colpo di grazia. Ma il mistero dietro a questo omicidio è ben più grande e porterà il commissario ad indagare sui crimini di un passato non così lontano, avvenuti in un luogo che non esiste più, sepolto dalle acque di una diga.
Questo libro mi è piaciuto veramente molto, vi ho trovato tanti ingredienti che di solito mi piacciono e che qui sono stati usati con intelligenza: il mistero, la storia, un protagonista concreto e umano. Lungo tutto il romanzo si dipana il mistero di un omicidio e di alcuni fatti che sembrano essere collegati tra loro ma non si sa come. Vengono dati i giusti indizi per attirare il lettore ma anche i giusti tempi per non arrivare troppo in fretta alla conclusione. Ci sono le indagini, le scorciatoie, i conflitti interni alla Polizia e una buona dose di insabbiamento. A questo aggiungiamo la Storia, quella con la S maiuscola, quella che hanno vissuto i nostri nonni e che si è accanita sul nostro paese, ma che sempre più spesso viene dimenticata o peggio nascosta. E' la storia scomoda, che in molti hanno cercato, e cercano tuttora, di non rendere nota, è la storia degli eccidi e delle stragi naziste che hanno colpito la popolazione inerme subito dopo l'8 settembre del 1943. Antonio Fusco ha saputo creare un perfetto equilibrio tra l'inventato e cioè che è stato, ha saputo integrare quegli eventi al romanzo dando in più l'occasione di riflettere su quegli avvenimenti e su ciò che è accaduto dopo, come il ritrovamento dell'Armadio della Vergogna. Da amante della storia quale sono mi sono ritrovata nel mio elemento, reso ancora più accattivante dalle indagini e da quei pochi flash sulla vita privata di Casabona.
Altro elemento più che riuscito è il paese fantasma, Torre Ghibellina, sepolto dalle acque di una diga che, ogni tot di anni, torna alla luce del sole per lo svaso del bacino. Ha un'atmosfera affascinante e intrigante, è un luogo fermo nel tempo, il punto in cui passato e presente si incontrano.
In conclusione, lo avrete capito, questo romanzo mi è piaciuto moltissimo, è affascinante, accattivante, si legge che è un piacere grazie ad un ritmo serrato ma che comunque da tanto al lettore. Come dicevo voglio assolutamente recuperare il primo libro di Antonio Fusco e poi aspetterò con ansia una nuova indagine del commissario Casabona!
Voto
Alla prossimaEliza

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