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La politica estera italiana e matteo renzi

Creato il 24 giugno 2016 da Caval48 @carlovalentini

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LA POLITICA ESTERA ITALIANA E MATTEO RENZI

di CARLO VALENTINI

In assenza di una politica estera europea è utile l'attivismo di Matteo Renzi. Germania, Francia e Inghjilterra si muovono autonomamente sullo scacchiere mondiale e tutelano i loro interessi, anche economici. L'Italia deve fare altrettanto. Se e quando l'Europa sarà in grado di avere una sola voce ci si potrà adeguare, oggi l'attendismo nuocerebbe alla nostra economia. L'incontro che il presidente del consiglio ha avuto col leader russo, Vladimir Putin, va in questa direzione. Gli Stati Uniti hanno storto il naso senza comprendere che l'isolamento di quel grande Paese, che confina con l'Europa, è un grave errore strategico, se non dettato da motivazioni reali. Un conto è la mobilitazione internazionale e la pressione politica nel caso di una crisi come quella della Crimea, un altro è puntare a immobilizzare un Paese, spingendolo a guardare a Oriente anziché all'Occidente. Se il recente forum economico di San Pietroburgo ha rimesso in gioco la Russia lo si deve, in gran parte, al governo italiano. E' vero che, sfidando il Dipartimento di Stato americano (e anche questo qualcosa vorrà pur dire), a San Pietroburgo è arrivato pure il capo di Exxon Mobil, Rex Tillerson, oltre al presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, ma il peso politico messo sulla bilancia è stato quello italiano.

Se spesso purtroppo dobbiamo meditare sulle nostre debolezze, per una volta sarebbe il caso di plaudire tutti assieme allo sforzo di ridare un ruolo internazionale al nostro Paese. Che senso ha avuto subire l'editto di sanzionare la Russia per poi perderci 25 miliardi di euro l'anno di interscambio commerciale senza che ciò abbia prodotto risultati sul piano politico?

Ci sono altri fronti: la non risolta questione palestinese con un nostro (costoso) contingente in Libano, l'evolversi della situazione in Libia e in Siria col conseguente problema dell'immigrazione, i rapporti coi Paesi africani, il commercio con la Cina. Il ritrovato orgoglio internazionale ha più tavoli su cui lavorare e Renzi deve continuare nel percorso intrapreso. Sarà bene che faccia partecipare in modo attivo l'Italia anche all'elaborazione del Ttip, il trattato di libero scambio Europa-Usa. Un errore in questa trattativa potrebbe fare svanire tante buone intenzioni sulla politica estera.


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