La prima bandiera a scacchi è finnica (by Marius)

Creato il 18 marzo 2013 da Simo785

Sei degli ultimi otto Mondiali sul podio di Albert Park, Raikkonen, Alonso e Vettel. La stagione 2013 di Formula 1 inizia come meglio non si poteva con protagonisti di gran nome, di grande talento e con tanto spettacolo in pista. Le prove davano ancora ragione all’indomabile Red Bull con Re Sebastian in pole position e lo scudiero Webber accanto in prima fila. Allo start Vettel scattava più rapido di tutti e solo le due Ferrari di Massa e di Alonso riuscivano a stare in scia, perdendo tuttavia terreno nei primi giri. Le gomme supersoft montate da quasi tutti si rivelavano poco performanti, non andavano in temperatura in modo corretto a causa delle basse temperature dell’asfalto e, come previsto, duravano mediamente meno di dieci giri. Qualcuno azzardava così strategie differenti, come Sutil su Force India, partito con le medie e trovatosi addirittura in testa alla gara dopo i primi pit-stop dei top team. Mai come a Melbourne però le tattiche dei box diventavano determinanti ai fini del risultato finale ma tutte le strategie di questo mondo si devono sposare con le potenzialità delle vetture e la capacità dei piloti di portare i mezzi al limite senza rovinare gli studi degli ingegneri. Poco prima della metà la gara sembrava decidersi, Alonso anticipava il secondo cambio gomme e inanellava dei giri veloci con coperture fresche che gli consentivano di restare davanti a Vettel dopo che anche quest’ultimo si fermava ai box. Sutil sembrava sparigliare tutto restando in pista per un tempo che infinito prima di rientrare ai pit-stop ma la perla di giornata la confezionava la Lotus; la strategia era perfetta e il bolide nero, perfettamente bilanciato su questo circuito cittadino, era magistralmente condotto da un fuoriclasse che si chiama Kimi Raikkonen il quale, ritardando il giusto le fermate e sfruttando al meglio gli pneumatici, poteva così recuperare dal settimo posto in griglia portandosi appena dietro ai primi e poteva sfruttare le soste di Ferrari e Red Bull per portarsi davanti facendo una fermata in meno. Nell’ultima parte la Ferrari di Alonso sembrava la più veloce di tutte, si portava fino a soli sei secondi dall’Uomo di ghiaccio della Lotus ma il finnico rispondeva da par suo tenendo testa ai giri veloci dell’asturiano fino all’ultimo giro e sotto la bandiera a scacchi gli uomini in nero potevano festeggiare una gara vinta con ampio merito. Raikkonen, per inciso ultimo pilota a saper portare l’iride a Maranello, è ovviamente in testa al mondiale appena iniziato ma ci sono concorrenti altamente competitivi che saranno sicuramente protagonisti nella lotta per il titolo, a partire dai ferraristi Alonso e Massa, ottimo quarto, senza naturalmente scordare Vettel finito sul gradino più basso del podio. La Mercedes sembra sulla buona strada, Hamilton ha trovato un buon feeling con la vettura e Rosberg e sempre comunque molto veloce; le Force India possono essere fastidiose outsider, mentre hanno deluso le McLaren, in ritardo sia in prova che in gara. L’esperienza di Button, sempre a suo agio a Melbourne, non ha potuto fare miracoli accontentandosi del nono posto e la freschezza di Perez si è fermata fuori dalla zona punti.

Domenica prossima ci sono in palio altri venticinque punti sulla pista malese di Sepang, le scuderie hanno tempo solo per il trasferimento, difficile che possano apportare correttivi sostanziali alle vetture anche se il circuito è più “standard” rispetto ad Albert Park. Vedremo gli stessi protagonisti lottare per il podio? Molto dipenderà anche dalle condizioni meteo che già in Australia hanno detto la loro e hanno un po’ influito sull’andamento della gara.

Raikkonen nel dopo gara ha dichiarato che la vittoria è stata abbastanza facile, se così fosse tutti dovranno temere la Lotus perché con un tale fuoriclasse tutto è possibile in ottica mondiale.


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