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La ragazza che levita di Barbara Comyns

Creato il 13 settembre 2019 da Anncleire @anncleire
La ragazza che levita di Barbara Comyns Era la mia casa e puzzava di animali, nonostante il pavimento fosse ricoperto di linoleum. Mia madre era in piedi nella sala scura e mi guardava con i suoi occhi tristi, per metà ricoperti dalle palpebre pesanti, ma non parlava. Se ne stava lì, immobile. Le sue ossa erano piccole e le spalle cadenti; anche i suoi denti non erano dritti; se fosse stata un cane, mio padre l'avrebbe senza dubbio abbattuta.

"La ragazza che levita" è la traduzione italiana di " The Vet's Daughter" di Barbara Comyns edito in italiano da una delle mie case editrici preferite, Safarà. Uscito nel 1959 è un romanzo breve di realismo magico, che con una vena paranormale racconta l'esistenza tanto triste quanto complicata di Alice Rowlands.

Cresciuta nel sud di una Londra d'età edoardiana, Alice Rowlands desidera romanticismo e avventura, e la liberazione da una vita triste, restrittiva e solitaria. Suo padre, un sinistro veterinario, è brutale e sprezzante; la sua nuova ragazza sfacciata e lasciva; i pochi amici bizzarri e sfuggenti. Alice cerca rifugio nei ricordi di una madre perduta e nelle fantasie di un indistinto desiderio d'amore, e nella fioritura di ciò che lei percepisce come un potere occulto da nascondere a tutti i costi. Una serie di inesplicabili eventi la porterà a un epilogo di terribile trionfo, durante il quale sarà chiamata a svelare suo malgrado il suo eccezionale potere segreto. "La ragazza che levita" combina magistralmente un realismo scioccante a un tocco visionario, in un piccolo gioiello erede della letteratura gotica.

Aspettavo questa storia fin da quando le adorate ragazze del gruppo Safarà me ne hanno parlato all'ultimo Salone del Libro di Torino e sapevo che si trattava di una storia particolare che non si consuma semplicemente nei confini di una Londra lavoratrice e metropolitana, ma è la diapositiva di una vita di sacrifici, di incertezze e di sconfitte. Alice Rowland è la figlia di un veterinario e conduce un'esistenza piuttosto ordinaria, tra l'aiutare la madre nelle faccende domestiche e i brevi momenti di svago che trascorre con la sua amica Lucy, che fa la sarta, in brevi passeggiate al parco. Alice non ha grandi prospettive tra la madre distrutta dai sacrifici e gli sbalzi incontrollabili dell'umore del padre, che è sempre preso dai suoi animali e dai suoi traffici. Quando improvvisamente la sua vita viene capovolta Alice sperimenta per la prima volta una semi libertà che la porterà a scoprire il suo talento. Ma niente è facile per Alice, ogni passo è in salita e tornare tra le grinfie del padre la sua peggior sconfitta. La Comyns usa un espediente paranormale per mettere scompiglio nella vita di Alice e darle la speranza di poter cambiare la sua esistenza, per spezzare le catene della repressione che hanno sempre caratterizzato la sua vita da reclusa, ma di fatto è solo un'illusione effimera. Alice è prigioniera delle norme sociali, delle sue paure, delle sue insicurezze, dal perno che tirano su i maschi che si susseguono nella sua vita. Alice è solo una pedina di un gioco crudele, tutte le sue azioni dipendono senza scampo dalle scelte degli uomini che la circondano che sembrano stare lì per rassicurarla e poi distruggono la sua stabilità. Alice di fatto ha un dono, levita, si stacca dal suolo, sembra allontanarsi dalla bruttura della sua vita, ma è solo un momento, è solo una fatica, un sacrificio, uno strappo. Ed è la solitudine nel suo senso più profondo che caratterizza l'esistenza di questa ragazza, anche quando non lo sembra, in realtà non ha nessuno a cui chiedere aiuto, non ha nessuno con cui condividere il peso di una esistenza di rinunce. Parte, torna, scompare e sembra non interessare a nessuno, la lotta per la sopravvivenza una condizione comune che sconvolge e consuma. Le sue aspirazioni spazzate via, in un gelido mattino d'inverno.

Il particolare da non dimenticare? Un pappagallo...

Barbara Comyns dipinge il ritratto amarissimo di una giovane donna impantanata in una famiglia che non la vuole davvero e una società che non la comprende, il fenomeno da spiare, da mettere sotto una lente di ingrandimento senza avere nessun tipo di empatia.

Buona lettura guys!

La ragazza che levita di Barbara Comyns
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