Magazine Psicologia

La ragazza dall’orecchino di Perla

Da Valeriorosso

Il pittore fiammingo Jan Vermeer, sconosciuto in maniera approfondita ai più, ma di grande interesse per gli addetti ai lavori, è divenuto famoso in maniera POP (…e non so se ne sarebbe stato particolarmente entusiasta) per il suo dipinto La ragazza dall’orecchino di perla. Prima il romanzo, poi il film, a mio parere non esattamente un capolavoro, ricordato soprattutto per la protagonista Scarlett Johansson. Scarlett è attrice consacrata sull’olimpo di Holliwood più per la sua bellezza che per la recitazione. A mio avviso molto migliore, ad esempio, Dakota Fannig, sia sua sorella vuoi per recitazione (hanno iniziato da bimbe) sia per l’intrigante ed inquietante bellezza di entrambe, non “trasformate” in belle bambole, ma questo e’ solo il mio parere. Dico questo perchè una sorte parallela è toccata anche al quadro, di certo bello: una ragazza semplice di cui l’orecchino cattura da solo la centralita’ della luce di cui è permeato il dipinto, ma da qui a trasportarlo  itinerante in mostre e a paragonarlo a Monna Lisa, mi sembra si sia arrivati a perdere la testa… Di questo pittore, dalla scarsa ma profonda produzione preferisco La Merlettaia (guardare e confrontare su internet per chi non lo conoscesse). In questo secondo dipinto, Vermeer influenzato dalla sua epoca preferisce gli interni, come modo di rifuggire e difendersi dal peccato, ma soprattutto perchè nell’interno è più semplice fermare il tempo, ed è questo che in fondo l’autore cerca di fare, un lavoro introspettivo. Nella “Merlettaia” il soggetto è una fanciulla che con molta attenzione si dedica al ricamo, il voluto squallore della stanza dove lavora, il volto abbassato indicano che il soggetto è la centralità della sua opera. Tutto il tempo è catturato nel compimento lento, costante e uguale dello svolgimento del ricamo. Non esiste altro, solo l’intuitivo ripetersi di un punto dopo l’altro ma, soprattutto, il distacco da tutto ciò che la circonda durante la sua azione. Una specie di immobilismo a dispetto di tutto quello che può succedere dentro o fuori la stanza spoglia, fuori nel mondo. Per passare alla mia esperienza personale, se fermare il tempo è comunque oggettivamente impossibile rallentarlo è più fattibile ed è SORPRENDENTE quello che può di conseguenza accadere.





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