“La ragazza del lago”

Creato il 12 ottobre 2011 da Cinemaleo

2006: La ragazza del lago di Andrea Molaioli

 uscita italia: 14 settembre 2007  

 

Un film che fa onore al cinema italiano.

“Molaioli stupisce piacevolmente con questo noir di razza purissima… grazie a un gruppo di attori eccelsi e affiatati, il regista è delicato e implacabile nel dipingere un ritratto di umanità dolente, debole, soffocata, incapace di affrontare la diversità” (Rolling Stone), “Un film sull’Italia di oggi che indaga sul dolore e sulle dinamiche eterne dei rapporti umani” (MyMovies), “…esalta quelle atmosfere, quell’orrore dietro la monotonia, che sono stati propri di grandi letterati del mistero: da Simenon a Durrenmatt. Formidabile Toni Servillo” (la Repubblica), “…uno splendido noir sociologico” (L’Unità), “Un film orgogliosamente d’autore… Acuto, dolente, osservatore” (Il Giornale), “Toni Servillo da applausi” (Il Corriere della Sera).

Il quarantenne Andrea Molaioli (finora assistente di Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati e Daniele Lucchetti) esordisce come regista con un’opera che è da ritenersi un piccolo gioiello.

Tratto dal romanzo di Karin Fossum (Don’t look back, in italiano Lo sguardo di uno sconosciuto), il film trasferisce la vicenda dalla fredda Norvegia alla provincia di Udine con il lago di Fusine sullo sfondo… e l’ambientazione aumenta non di poco il fascino di questo lavoro che è da considerarsi, dopo Un maledetto imbroglio di Pietro Germi, il miglior prodotto italiano nel campo del thriller.

Ma non siamo di fronte a un semplice giallo.

Ciò che interessa al regista è la riflessione critica dell’apparente normalità della provincia, l’amara fotografia di personaggi che hanno una qualche mancanza, tutti ugualmente colpevoli e innocenti. Molaioli sembra dire che chiunque di noi, se indagato, rivela lati oscuri, contraddizioni, ambiguità… storie di dolore con cui si tenta di convivere.

Grande successo al 64° Festival di Venezia, La ragazza del lago è un’opera secca e asciutta al massimo, con pochissima azione e moltissima psicologia.

Niente sparatorie, niente sangue, nessuna violenza visibile… ma totale è il coinvolgimento dello spettatore.

Il cast è perfetto, tutti offrono una prestazione di livello superiore. Immensamente bravo Toni Servillo, giustamente pluripremiato.

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