La realtà dei giovani emigrati in Australia: alloggi e lavoro

Creato il 20 dicembre 2013 da Nonsoloturisti @viaggiatori

Per i ragazzi di un tempo, il servizio militare rappresentava l’anno di svolta, l’esperienza che portava alla maturità e apriva le porte del mondo adulto. Oggi che questo rito di passaggio non esiste più, per molti giovani l’anno all’estero è diventato il nuovo punto di svolta. Spinti da un’economia che non sembra in grado di riprendersi e dalla scarsità di opzioni all’orizzonte, molti neo-diplomati e neo-laureati riempiono zaini e valige e affollano gli aeroporti italiani (ma non solo!) con destinazioni vicine e lontane.

Secondo il report annuale pubblicato dal Dipartimento di Immigrazione e Cittadinanza australiano, nell’ultimo anno l’Australia è stata letteralmente presa d’assalto da parte dei giovani italiani. Il numero di under 31 che hanno ricevuto un visto vacanza-lavoro nell’ultimo anno infatti ha subito un incremento del 66 per cento rispetto all’anno precedente – in assoluto la nazione con l’incremento maggiore. Ben 15.973 giovani sbarbati italiani sono sbarcati Down Under, con uno zaino in spalla, un inglese molto approssimativo e tanti sogni da realizzare. Arrivano attratti dalla possibilità di fare carriera, dall’opportunità di avere un reddito più alto e in generale dalla qualità della vita del continente dei canguri. Ma la vita a Sydney, Melbourne o Brisbane non è tutta rose e fiori. Queste città vedono letteralmente lo sbarco di migliaia di giovani da tutto il mondo ogni giorno, che si riversano in centro alla ricerca di alloggio e lavoro. E qui sorgono i primi problemi.

L’Australia in generale, e Sydney in particolare, è tra le destinazioni più costose al mondo, in particolare per i neo-arrivati. Trovare un alloggio decente nelle principali città australiane non è facile né economico. Ad esempio a Sydney il prezzo di un bilocale a una mezz’oretta dal centro è di circa 450-500 dollari autraliani (400-450 euro) a settimana, mentre per un trilocale siamo sui 600 dollari (500 euro) sempre a settimana. Se invece si opta per un alloggio condiviso, in pieno centro a Sydney una camera può venire a costare sui 150 dollari australiani (100 euro) a settimana, mentre se ci si allontana dal centro per quella cifra si può avere una camera singola. Per quanto riguarda le altre città australiane, diciamo che ad Adelaide gli affitti costano la metà di quelli di Sydney, mentre Melbourne e Brisbane si collocano circa a metà strada. Canberra è molto cara come città, più o meno come Sydney, in quanto sede di tutti gli uffici governativi e delle ambasciate. Anche Perth è una città costosa, trovandosi in quello che è divenuto lo stato più ricco dell’Australia in seguito al boom minerario. Ovviamente, tanto cari sono gli affitti, quanto alto è lo stipendio medio. Al prezzo dell’affitto poi va aggiunto quello del cibo, dei trasporti e degli extra. E niente di tutto questo è economico in Australia.

Pur arrivando con sostanziosi risparmi dall’Italia, non si campa molto a Sydney o a Melbourne senza lavoro e dunque la necessità di trovare un impiego è la priorità numero uno per i neo-arrivati. E qui ci si imbatte nel secondo problema. L’Australia è una terra ricca di opportunità, di lavoro ce n’è, ma niente viene regalato. È un paese dove la meritocrazia prevale ancora sul nepotismo (ovviamente ci sono eccezioni anche qui), il lavoro duro viene premiato e ai giovani viene ancora data fiducia. Ma in una nazione dove ogni giorno arrivano migliaia di stranieri in cerca di lavoro, più o meno qualificati e con più o meno esperienza, è ovvio che trovare un impiego (e neanche un buon lavoro, ma uno qualsiasi) non è facile. Requisito fondamentale è sapere l’inglese (sembra banale, ma purtroppo ci sono ancora troppi italiani, anche bene istruiti, che sbarcano qui senza sapere una parola e si aspettano di venire assunti immediatamente!), seguito dall’esperienza e dalle qualifiche scolastiche. E anche per chi soddisfa questi requisiti le possibilità di trovare lavoro sono comunque relativamente poche, limitate prevalentemente a lavori part-time nel mondo della ristorazione.

Il mio consiglio per aspiranti emigranti in Australia è quindi questo: restate con i piedi per terra. Imparate bene l’inglese prima di partire, e una volta qui siate umili e volenterosi. Abbassate la testa, non abbiate pretese assurde e accettate anche lavori modesti, indipendentemente da cosa e quanto avete studiato in Italia. In Australia siete gli ospiti, gli immigrati, gli stranieri e la vostra strada sarà tutta in salita. Ma se riuscite a guadagnarvi il rispetto dei locali e ad immergervi pienamente in questa cultura meravigliosa, vivrete un’esperienza bellissima e indimenticabile in un paese che ha moltissimo da offrire a chi se lo merita.


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