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La Recensione dei Lettori: Gianni Tagliaferri per Into Darkness - Star Trek

Creato il 14 giugno 2013 da Frenckcinema @FrenckCinema
Star Trek – Into Darkness   è l’attesissimo sequel del fortunato “Il Futuro ha Inizio” (2009), nato dalla volontà di J.J. Abrams che ha voluto dare nuova vita ad una saga televisiva creata da Gene Roddenberry nella seconda metà degli anni 60.   Il Cast in questo film è così composto: Chris Pine (Kirk), Zachary Quinto (Spock), Karl Urban (Dott. McCoy), Zoë Saldaña (Uhura), Simon Pegg (Scott), John Cho (Sulu), Anton Yelchin (Chekov), Benedict Cumberbatch (Khan).   La Storia.  In questo secondo episodio, ambientato nella linea temporale alternativa creatasi in “Il Futuro ha Inizio”, Kirk e compagni incontreranno un alieno “Super Umano”, già visto nell'episodio della serie classica “Spazio profondo” e nel film del 1982 “Star Trek II - L’Ira di Khan”. Il suo incontro per i nostri eroi sarà, come facilmente immaginabile, devastante e destabilizzante.   Le mie sensazioni.  Il film mi è piaciuto moltissimo e mi ha tenuto incollato alla poltrona sin dall’inizio.  Effetti speciali grandiosi e grandiose scene d’azione sono punti cardine di questa nuova pellicola.   Da Trekkiano convinto (ma non purista) devo, comunque, sottolineare alcune cose che mi hanno lasciato perplesso e che, a mio avviso, tradiscono lo “Spirito Roddenberriano” che dovrebbe caratterizzare ed aleggiare in ogni cosa “targata” Star Trek:  

into darkness

Una umanizzazione eccessiva del Dr. Spock che in una scena sfoga in un pianto purtroppo lontano da essere liberatorio, anzi la rabbia ed il dolore si tramuteranno immediatamente in profondo odio e sete di vendetta. Sicuramente cosa aliena all'originale Spock che non trascendeva mai in comportamenti umani, ma che viveva la sua doppia natura di umano e vulcaniano in maniera intima e sofferta;   Un Kirk istintivo all'eccesso, mentre l'originale aveva una giusta dose di razionalità ed istinto, saggiamente miscelata da un grande “sesto senso”;   L'amico alieno e compagno indivisibile di Scotty che sembra essere uscito da un episodio di Star Wars (quasi una citazione voluta da J.J. Abrams).   L'aver voluto incentrare il film solo su due personaggi principali: Kirk e Spock, mentre nella serie classica tutto verteva su tre. Qui il Dott. McCoy è pressoché assente, a parte qualche battuta, ma nulla in confronto alla grande ironia che nell'originale sprizzava da tutti i pori.   Conclusione. Un buon film di Fantascienza, condito da grandi scene di azione, ma che i “Trekkiani Puri” potrebbero non apprezzare e non riconoscere come film appartenente all'Universo creato dal grande e indimenticabile Gene Roddenberry.

di Gianni Tagliaferri

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