La Recensione del Mese – Settembre 2012

Da Strawberry @SabyFrag

Ciao a tutti!

Rieccoci con la rubrica dedicata alla recensione mensile di uno dei libri letti negli ultimi 30 giorni. Prima di iniziare, vorrei fare gli auguri alla rubrica perché oggi La Recensione del Mese compie 2 anni. Auguri! Una delle mie prime rubriche, la porto avanti sempre con tanto piacere, nel corso del tempo è cresciuta e si è accessoriata di nuovi dettagli e spero sempre che questo spazio sia piacevole anche per voi…

E dopo gli auguri, questo mese il libro di cui parliamo è una delle letture più particolari fatte nell’ultimo anno: Non Lasciarmi di Kazuo Ishiguro.

Titolo: Non Lasciarmi (Orig. Never Let Me Go)

Autore: Kazuo Ishiguro

Anno: 2007

Editore: Einaudi

Pagine: 291

 

Mi chiamo Kathy H. Ho trentun anni, e da più di undici sono un’assistente. Sembra un periodo piuttosto lungo, lo so, ma a dire il vero loro vogliono che continui per altri otto mesi, fino alla fine di dicembre. A quel punto saranno trascorsi quasi esattamente dodici anni. Adesso mi rendo conto che il fatto che io sia rimasta per tutto questo tempo non significa necessariamente che loro abbiano grande stima di me. Ci sono ottime assistenti a cui è stato chiesto di abbandonare dopo appena due o tre anni. E poi me ne viene in mente almeno una che ha operato per oltre quattordici anni, malgrado fosse un’assoluta nullità. Ma so per certo che sono soddisfatti del mio lavoro, tanto quanto, nell’insieme, lo sono io. I miei donatori hanno sempre reagito meglio del previsto. I loro tempi di recupero sono stati alquanto straordinari, e quasi nessuno è stato catalogato come <<soggetto problematico>>, almeno prima della quarta donazione. Sì, è vero, forse adesso mi sto davvero dando delle arie. Ma per me significa molto, essere in grado di svolgere bene il mio lavoro, specialmente quando si tratta di mantenere <<calmi>> i miei donatori. Ho sviluppato nel tempo una sorta di istinto nei loro confronti. So quando è il momento di essere presente e confortarli, quando lasciarli soli con se stessi; so quando ascoltarli, qualunque cosa abbiano da dire, e quando, con un’alzata di spalle, dirgli che è arrivata l’ora di darci un taglio.

E così che comincia Non Lasciarmi. Catapultandoti in un mondo fatto di assistenti e donatori, parole che, sebbene ne conosciamo il significato, appaiono in questo primo incontro con Kathy quanto mai criptiche e misteriose. Sono le chiavi per entrare in una realtà che mai vorremmo vedere realizzata, un incubo fra i peggiori partoriti dall’uomo…

Nonostante l’inizio in medias res, il lettore fatica a capire cosa ha di fronte. Kathy, protagonista e narratrice del romanzo, ci racconta prima di tutto una storia  di amicizia e amore, dai forti sentimenti e dalle dolorose separazioni. Partendo dalla sua condizione attuale, Kathy rievoca la sua infanzia a Hailsham, una scuola speciale dove incontra quelli che saranno i suoi migliori amici e il suo amore più grande, Ruth e Tommy. I tre vivono in questo collegio in compagnia di altri loro simili, ragazzi all’apparenza normale ma designati a un enigmatico e inquietante destino: quello di donatori. Ma donatori di cosa? Donatori perché? Qual è la vera origine di questi ragazzi che i tutori allevano in una atmosfera ovattata, fuori dal mondo, e che Madame teme come se fossero prove tangibili di un errore/orrore irrecuperabile? Scoprire la verità sarà solo questione di tempo, ma intanto che si uniscono i tasselli, il lettore ripercorre con Kathy la sua vita, le sue esperienze giovanili a Hailsham e ai Cottages, la sua ricerca di una verità non solo per quanto riguarda il suo destino, ma anche sulla sua relazione con Ruth, un’amicizia complessa quanto simbiotica, e soprattutto con Tommy, che fin da subito si rivela essere per lei qualcosa più di un amico. Il rapporto tra i tre si trasforma presto in rivalità e gelosia e quando la realtà diventa un peso che incombe sui loro sogni e la loro stessa felicità, la separazione sarà inevitabile…solo la verità, che arriva nelle loro vite in modo amaramente inevitabile saprà dare a Kathy, paradossalmente, la speranza di vivere i suoi sentimenti e il coraggio di lottare per loro…

Non Lasciarmi è un romanzo distopico in cui Ishiguro si figura un mondo che è il frutto di aspirazioni umane portate al loro estremo, il parto dei nostri peggiori timori. Lo scrittore, di origini giapponesi ma cittadino inglese, immagina un mondo in cui ogni essere umano ha un suo clone, utile per salvare l’umanità da malattie e infermità altrimenti incurabili. Un mondo che crea esseri umani di Serie B. La storia di Kathy Ruth e Tommy, le dinamiche del loro rapporto, l’affetto, la rabbia, la gelosia, il risentimento, l’amore che provano l’un l’altro mettono ancora più in evidenza questa realtà sconvolgente e la loro condizione. Come esseri umani secondari, poco più che incubatori di organi e tessuti, la loro vita deve essere condotta ai margini della società e agli occhi del mondo essi non hanno emozioni e sentimenti. Non hanno anima. La raccolta dei loro disegni da bambini attraverso la figura di Madame, una donna temuta e spesso sentita come nemica quando forse era la loro prima alleata, rende ancora più impellente l’interrogativo: possono dei cloni essere dotati di anima? Contro ogni chiusura mentale da parte degli abitanti di questo mondo distopico, Ishiguro ci risponde di SI. E lo fa con una delle storie più commoventi che mi sia mai capitato di leggere.

Sono rimasta molto colpita dal modo con cui Kathy narra della sua vita, della sua condizione. Kathy è precisa e meticolosa nel ricordare, quasi fredda e fin troppo analitica in diverse parti. Ishiguro rende il personaggio consapevole fin dalla più tenera età di quale sia la sua natura, consapevolezza che la rende in qualche modo pronta a ciò che le accadrà, distaccata di fronte a una realtà che non può cambiare e che non fa concessioni a nessuno, nemmeno a lei. Eppure niente impedisce a lei e i suoi compagni di sognare, di amare, di…vivere. Essendo una distopia, non può esserci un lieto fine, ma la storia di Kathy, Tommy e Ruth diventa testimonianza di come nell’essere umano la speranza non muoia davvero mai, anche quando questa si scontra  e si frantuma contro una realtà granitica e terrorizzante. La testimonianza di come l’amore, anche in una realtà del genere, è davvero la macchina che muove il mondo. Così, nonostante la scrittura pacata e controllata, minuziosa e dettagliata, che ricorda uno stile orientale, la storia raccontata non può che essere struggente più che mai. E a libro chiuso, lasciarti una malinconica amarezza e mille pensieri in testa…

Non Lasciarmi è un libro che può spaventare, inquietare, rendere nervosi, commuovere, rattristare. Ma non può lasciare indifferenti. La tesi di fondo appare così incredibile da poter essere vera ed è facile per la memoria tornare alla pecora Dolly, alle visionarie ipotesi fatte in quegli anni in cui la clonazione era sulla bocca di tutti, alle volte in cui l’uomo nella storia, preso da una malsana smania di onnipotenza, ha voluto portare i suoi limiti oltre il consentito. Ma Non Lasciarmi è anche una riflessione sull’uomo e sulle sue relazioni sociali, su ciò che governa le sue azioni, la mente e il cuore, e sul concetto di anima, nozione quanto mai controversa e dibattuta.

Non è facile parlare di questo libro, lo avrete notato. E non lo è stato neanche leggerlo. Ma, davvero, è un’esperienza che consiglio a tutti.

VOTO:

La Copertina.

Quella italiana io la trovo bellissima. Sapevo già per sommi capi di cosa parlasse questo libro, ma devo ammettere che l’immagine che fa da coperta al libro è molto suggestiva e mi ha convinto all’acquisto:

E negli altri Paesi? Queste le copertine che mi hanno colpito di più:

      

(USA, Francia, Portogallo, UK)

Frasi…

> Continuo a pensare a un fiume da qualche parte là fuori, con l'acqua che scorre velocissima. E quelle due persone nell'acqua, che cercano di tenersi strette, più che possono, ma alla fine devono desistere. La corrente è troppo forte. Devono mollare, separarsi. È la stessa cosa per noi. È un peccato, Kath, perché ci siamo amati per tutta la vita... Ma alla fine non possiamo rimanere insieme per sempre.

> Non c'era modo di invertire il processo. Come si può chiedere a un mondo che è arrivato a considerare il cancro come malattia curabile, come si può chiedere a un mondo simile di accantonare la cura, di tornare all'età infelice dell'impossibilità? Non c'era più modo di invertire la rotta.

> Stavo parlando con uno dei miei donatori l'altro giorno, che si lamentava di come i ricordi, anche i più pèreziosi, svanissero sorprendentemente in fretta. Però io non sono d'accordo. I ricordi che mi sono più cari, mi sembra che non svaniranno mai. Ho perso Ruth, poi ho perso Tommy, ma non perderò i ricordi che serbo di loro.

> Rimanemmo così, sulla sommità di quel capo, per quello che ci sembrò un tempo infinito, abbracciati senza dire una parola, mentre il vento non smetteva di soffiarci contro, e sembrava strapparci i vestiti di dosso; per un istante fu come se ci tenessimo stretti l'uno all'altra, perché quello era l'unico modo per non essere spazzati via nella notte.

 

Colonna Sonora: Never Let Me Go – Florence + The Machine


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