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La regista Sophie Lellouche da domani al cinema con la commedia Paris-Manhattan, nel cast Woody Allen

Creato il 07 novembre 2012 da Frenckcinema @FrenckCinema

Manhattan-ParisChe succede quando la vita ti si rigira contro e per uscire dalla crisi t'inventi un amico immaginario come Woody Allen?

Beh questo è il divertente tema del primo film da regista per Sophie Lellouche intitolato Paris-Manhattan che da domani sarà nelle nostre sale.

La commedia ha già avuto molte critiche positive e con la presenza nel cast di un Woody Allen più in forma che mai potrebbe essere la vera sorpresa di un boxoffice Italia sempre più nelle mani del nuovo 007 - Skyfall.

La trama di Paris-Manhattan ruota intorno al personaggio interpretato da Alice Taglioni che dopo aver perso l'uomo della sua vita ben 20 anni fa (sposato oramai con la sorella) vede il suo bicchiere sempre mezzo vuoto, l'unico modo per trovare un pò di serenità sta nel suo particolare vizietto ovvero parlare con un amico immaginario, l'amico in questione è il suo regista preferito Woody Allen.

Spumeggiante e divertente, Paris-Manhattan sfrutta la verve del grande Woody Allen, ma possiede molti altri punti forti che solo ammiccando al trailer di di seguito potrete iniziare a pregustare, nel cast oltre ad Allen anche Patrick Bruel, Marine Delterme e Alice Taglioni.

Qui il traler italiano:

Qui invece potrete leggere un piccolo riassunto dell'intervista rilasciata dalla regista Sophie Lellouche come presentazione del film:

  • Da dove nasce la sua voglia di cinema?

È un desiderio che risale all'infanzia. Mi è sempre piaciuto inventare delle storie e adoravo quando me le raccontavano. Sicuramente sono così affascinata dalla finzione anche perché ho un rapporto complicato con il reale. Aver voglia di fare cinema equivale a desiderare di evadere dalla realtà e dalla quotidianità. Malgrado il desiderio di lavorare nel cinema mi sia venuto molto presto, ho impiegato numerosi anni a realizzarlo traducendolo nella pratica. Nel 1999, avevo realizzato un cortometraggio con Gad Elmaleh, ma mi ci è voluta un'altra decina di anni per osare passare al lungometraggio. Dunque, per mancanza di fiducia in me stessa, ho iniziato un po' tardi. Del resto è proprio questo il tema del film: ero talmente intimidita dai miei modelli di riferimento che mi sembrava impossibile riuscire a scrivere una storia degna di questo mestiere. Poi mi sono improvvisamente sbloccata il giorno in cui ho immaginato un personaggio schiacciato dalle proprie figure di riferimento proprio come lo sono io.

  • Perché ha scelto Woody Allen?

Il suo universo è eccezionalmente ricco. Alice ritrova in lui l'integrità che conferisce ai personaggi dei suoi film. Anch'io sono stata segnata da Woody Allen a livello personale e questo è l'unico punto in comune tra me e Alice. Il primo film di Woody Allen che ho scoperto è stato HANNAH E LE SUE SORELLE e uscendo dal cinema ero già consapevole dell'impatto che avrebbe avuto su di me. Dopo quel film, ho visto tutti gli altri. Woody Allen è diventato uno dei miei registi preferiti ed era il solo che poteva diventare un personaggio della mia storia, essendo al tempo stesso sceneggiatore, regista e attore. Tutti i suoi film sono molto profondi e ho potuto attingere ad ognuno di essi per forgiare la filosofia di vita di Alice. Mentre scrivevo la sceneggiatura, mi sono nutrita del suo spirito e delle sue battute. Woody Allen parla di tutti gli elementi che caratterizzano la vita, l'amore, la morte o il rapporto con Dio, e film dopo film ha avuto un'evoluzione e ha offerto ogni volta dei punti di vista diversi. Ogni suo nuovo film rivela con maggiore precisione la sua umanità. Il poster simboleggia gli interrogativi che Alice si pone di fronte alla vita. E ogni volta trova in Woody Allen delle risposte, che tuttavia non sono delle verità assolute o perentorie. Dunque Alice conserva il suo libero arbitrio.

  • Dopo questa prima esperienza, cosa la rende più felice nel fare un film?

Lavorare con gli attori, con la troupe, vedere ogni giorno la storia che avevo immaginato prendere vita davanti ai miei occhi, mi ha dato una gioia immensa. Ma la giornata che resterà impressa per sempre nella mia memoria è stata la prima, con Woody Allen. Ho vissuto intensamente ogni secondo di quel 2 aprile 2011. Il tempo era magnifico. Il giorno dopo, quando mi sono svegliata, pioveva. Sembrava davvero un sogno. Sono estasiata per quello che hanno dato gli attori, che continuo a scoprire sullo schermo e che non mi appartiene più. Hanno l'umanità, la generosità, la gentilezza che speravo avessero i miei personaggi. Ci si affeziona a loro. Peraltro, Alice e Patrick non hanno dovuto cercare lontano per esprimere dei sentimenti che hanno nel profondo del loro essere. Gli attori si sono dati anima e corpo ai loro personaggi, trasferendo la loro musica interiore. Viene voglia di frequentarli, a me per prima!


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