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La ricerca onirica di vellitt boe (2018)

Creato il 01 maggio 2018 da Nickparisi
LA RICERCA ONIRICA DI VELLITT BOE (2018)
Dopo aver trascorso una gioventù estremamente avventurosa trascorsa percorrendo le Terre del Sogno, la donna chiamata Vellitt Boe si illude di aver trovato una sistemazione definitiva in qualità di insegnante nell'unico collegio femminile di Ulthar.
Ma la fuga di una delle sue allieve in compagnia di un viaggiatore proveniente dal mondo della veglia.
Se la notizia venisse scoperta il Collegio rischierebbe la chiusura e la scomparsa della ragazza rischia di generare una concitata serie di eventi che potrebbe perfino far scatenare su Ulthar la furia degli Dei capricciosi e vendicativi.
A Vellitt Boe non resta che riprendere la strada verso il mondo della veglia, come unico di viaggio compagno un gatto.
E l'unico che forse potrebbe aiutare la donna è un suo antico amore anche lui proveniente da altrove.
Un certo Randolph Carter.


Ogni opera dell'ingegno umano ha una sua storia, un suo percorso.
E questo vale anche per la narrativa.
Esistono opere scritte di pancia o dopo lunga e attenta preparazione. Ci possono essere autori che preparano meticolosamente ogni singolo dettaglio e quelli che si lasciano guidare dall'ispirazione del momento.
Ma alla fine quello che il lettore si troverà davanti, bello o brutto che sia, sarà il risultato di quel percorso.
Percorso che, nella maggior parte dei casi costituisce un lungo cammino formativo per l'autore stesso prima ancora che per i lettori.
Perché bisogna considerare un ulteriore caso. Cioè che ci possano essere romanzi che danno che in prima istanza rappresentino essi stessi la risposta alle inquietudini  e alle suggestioni degli scrittori stessi.
Ho pensato questo leggendo La Ricerca Onirica di Vellitt Boe, scritto dall'americana Kij Johnson nel 2016 e recentemente tradotto in Italia dalla Hypnos
The Dream-Quest of Vellitt Boe (questo è il titolo originale) è un romanzo breve, anzi brevissimo però ricco e carico di ispirazioni, di sentimento e di tentativi di dare delle risposte ad alcune questioni rimaste in sospeso.
Questioni rivolte in particolare nei confronti di H.P. Lovecraft, della sua opera (che tanto ha influenzato questo romanzo) ma soprattutto delle sue idee.
Semmai c'è stato un autore divisivo tra i grandi classici quello è proprio Lovecraft, lo si ama o lo si odia e fin qui non ci sono problemi.
Semmai il problema è quanto sta nel mezzo
Negli ultimi anni specialmente in America, alla luce di movimenti come quello dei Diritti Civili è sorto un lungo dibattito nei confronti di questo autore, un dibattito portato avanti da alcuni autori ed autrici che si è trasformato in una complessa ed accesa polemica sul controverso rapporto intrattenuto tra Lovecraft e le minoranze etniche e le figure femminili e sul come esso presentava le stesse all'interno delle sue opere.
Il risultato finale di questo dibattito ha comportato (con non poche polemiche) la sostituzione dell'effige dell'autore dalle statue che fino a pochi anni fa venivano assegnate come emblema del World Fantasy Award
Gli echi di questa polemica (che ha avuto da ambo le parti come rappresentanti persone e scrittori degni di stima) non si sono ancora spenti e tutt'ora ci sono forti discussioni tra coloro che accusano apertamente H.P. Lovecraft di razzismo e coloro che invece invitano a contestualizzare la figura dello scrittore rispetto al periodo in cui viveva e che ricordano come la maggior parte di queste cose fossero per l'appunto semplici pose nelle quali si rifugiava una persona geniale ma fondamentalmente timida ed inadatta ad affrontare il mondo moderno

LA RICERCA ONIRICA DI VELLITT BOE (2018)

La Statua del
World Fantasy Award
con l'effige di Lovecraft

Non ho molta voglia di intervenire nella questione, se non per dire - in qualità di anti-razzista convinto - che forse esistono metodi (ed azioni) più efficaci da praticare in tanti altri ambiti se davvero si vogliono combattere realmente (e praticamente) tutte le forme di razzismo e di discriminazione che non quella di sostituire l'effige di una statuina.
Detto questo trovo molto intelligente invece il modo di affrontare la questione attuato da Kij Johnson.
Perché La Ricerca Onirica di Vellitt Boe, rappresenta il "suo" modo di rispondere alla questione, la "sua" maniera di prendere in mano la narrativa lovecraftiana, di attualizzarla e di renderla in chiave decisamente femminile e femminista.

LA RICERCA ONIRICA DI VELLITT BOE (2018)

La nuova versione del trofeo
del World Fantasy Award


L'autrice riprende gli sfondi e le ambientazioni dei primi racconti del Solitario di Providence (uno dei tanti modi con i quali era chiamato Lovecraft) quelle delle Terre del Sogno con le quali veniva delineato un intero universo parallelo al nostro nel quale alcuni individui dotati di particolare sensibilità potevano giungere attraverso i propri sogni.
Ma nel farlo ci inserisce un personaggio forte, una figura di donna (anzi di persona) libera, matura ed indipendente, una donna che non si può fare a meno di capire, di amare e di apprezzare.
La sua Vellitt Boe (pare che il nome sia stato ispirato da quello di un gatto della scrittrice) rappresenta l'idea stessa della figura femminile contemporanea, con quel suo mix di forze e di contraddizioni, animata da un forte senso del dovere ma tesa sempre alla ricerca della libertà di poter essere sè stessa.
Ed in fondo La Ricerca Onirica di Vellitt Boe è una unica gigantesca allegoria sulla voglia della libertà.
Cerca la libertà la studentessa Jurat che fugge dal Collegio, la brama il vecchio Nasht diventato sacerdote degli Antichi Dei, gli stessi viaggiatori del Sogno la desiderano.

LA RICERCA ONIRICA DI VELLITT BOE (2018)

La mappa delle Terre del Sogno
presente nel volume


Ma si tratta anche dell'eterno contrasto tra tradizione ed innovazione, un altro dualismo difficile da cancellare e trattato nel romanzo con efficace distacco, a volte con poche semplici pennellate ma che colpiscono perfettamente il bersaglio.
L'operazione compiuta dalla scrittrice è però duplice, perché oltre a mettere in scena il suo personaggio la Johnson -come detto riprende in mano le ambientazioni dei racconti giovanili di Lovecraft: la Ulthar con i suoi gatti e le sue accademie, Celephais,l'altopiano di Leng, i suoi Dei capricciosi e meschini pronti a distruggere intere città solo per divertimento, la civiltà dei Ghoul oppure gli spaventosi Magri Notturni.
LA RICERCA ONIRICA DI VELLITT BOE (2018)
Certo si tratta di Terre del Sogno, molto più attualizzate, estremamente più "quotidiane", sicuramente più vicine a noi e che in qualche caso possiedono perfino l'elettricità ed altre comodità moderne, ma non mancano le suggestioni lovecraftiane, quell'aurea di visione mitica mista al perturbante puro, di orrori ancestrali talmente antichi da risultare inconcepibili, di costruzione di interi mondi nel mondo.
E da Lovecraft la scrittrice riprende anche uno dei suoi personaggi ricorrenti, quel Randolph Carter protagonista di The Dream-Quest of Unknown Kadath ( che funge da modello al presente romanzo)
Ma anche in questo caso si tratta di un Randolph Carter molto più umanizzato, visto in maniera meno simbolica e parecchio più prosaica.
Certo non tutto scorre perfettamente, la stessa brevità del testo costringe l'autrice ad essere stringata in alcuni passaggi che forse avrebbero meritato una maggiore ariosità, alcuni personaggi (uno in particolare) vengono introdotti e poi abbandonati senza essere utilizzati al loro meglio, ma La Ricerca Onirica di Vellitt Boe si rivela un' ottima lettura consigliabile sia agli appassionati lovecraftiani sia ai lettori tout court del fantastico.
La Ricerca Onirica di Vellitt Boe è giunta in finale nei maggiori premi letterari del settore finendo per vincere l'edizione 2017 proprio di quel World Fantasy Award di cui parlavamo sopra.
E questo rappresenta a suo modo una affascinante chiusura del cerchio.
Autrice: KIJ JOHNSON
Titolo: LA RICERCA ONIRICA DI VELLITT BOE
Collana : VISIONI
ISBN: 9788896952689
Editore:HYPNOS
Pag. 136, Traduzione: LUCA TARENZI
Ed. Cartacea EURO: 12,90
Nota: Arricchisce il volume una 
splendida intervista all'autrice
effettuata dallo stesso Tarenzi.

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