La rivincita del calzino spaiato

Creato il 12 marzo 2010 da Tigella

I vestiti sono tra gli oggetti che non riesco a buttare nella spazzatura. (Tra gli altri, ovviamente, ci sono i libri). L’idea della stoffa nel sacco del pattume mi pare strana, non riesco proprio a compiere il gesto.

Come se non bastasse, ho una strana sindrome che mi obbliga a conservare tutti gli abiti che possiedo, anche se non mi piacciono più o non mi stanno più addosso perché “non si sa mai“: magari dimagrisco, ingrasso, tornano a piacermi i pantaloni larghi o stretti, le gonne lunghe o corte.

Di tanto in tanto vestiti in buono stato finiscono in sacchi che consegno alla Casa di Carità del mio paesello perché trovino nuovi padroni bisognosi di indossarli. Magliette o camicie troppo lise per essere ancora indossate si trasformano in stracci per togliere la polvere, lavare i vetri, ecc.

Alcuni vestiti vengono accantonati in attesa che mi decida a realizzare uno dei miei Grandi Sogni: comprare una macchina per cucire e imparare a ritoccare vecchi abiti per farne di nuovi, per farne borse o chissà che altro. (Nel frattempo mi ingombrano casa, ma i Grandi Sogni hanno bisogno del loro tempo per realizzarsi)

Ma c’è una cosa che più di tutte mi fa impazzire, perché non so mai come comportarmi: i calzini spaiati.

I calzini spaiati sono quelle misteriose creature che entrano accoppiate in lavatrice ed escono single. Quelli che sai per certo che nella cesta del bucato erano in due, ma ora che la cesta è vuota e il bucato lavato e sistemato ne rimane uno solo, ed è inutile avviare ricerche: nemmeno uno speleologo esplorando ogni anfratto di casa è in grado di trovarne il compagno. Ma sono anche quelli che, per non si sa quale ragione, resistono stoicamente mentre il compagno continua a bucarsi e a farsi rammendare.

Che fare? Buttare via il calzino solitario? E se il giorno dopo l’altro ricompare? Buttare solo il calzino troppo cagionevole e tentare di accoppiare l’altro con uno degli orfani? Col rischio di trovarsi in giro con un calzino blu a losanghe e uno colorato a righe…

Intanto che cerco di decidermi ne ho riempiti due sacchetti. Periodicamente li tiro fuori e li confronto e qualche volta capita di ricongiungere vecchie coppie, nella commozione generale, neanche fossimo nello studio di Carramba che sorpresa.

Ogni tanto li guardo e mi dico che dovrei provare a farne delle bambole, magari coinvolgendo Sofia nella fabbricazione. Sono sicura che ci divertiremmo entrambe e alla fine lei avrebbe dei giochi originali e personali.
A volte vorrei anche farne dei paraspifferi, da mettere sotto alle finestre, per esempio.
Altre, invece, penso che si dovrebbero organizzare degli incontri a cui ognuno porti i suoi orfanelli per scambiarseli.

Magari un giorno mi decido a realizzare il Grande Sogno e mi cucio una gonna, come quelle di Pietra Pistoletto.

Gonna di calzini spaiati, di Pietra Pistoletto

E voi, cosa fate dei vostri calzini spaiati?

Il titolo del post è preso in prestito da Panzallaria.
La foto all’inizio del post è di teresia.