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La rivoluzione la fanno i piccoli #Giocattolisessisti

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

Quest’anno il tema dei giocattoli sessisti è molto rovente.  Non solo noi abbiamo sollevato la questione con Libera Infanzia e varie iniziative, ma in alcuni paesi è diventato un vero e proprio dibattito. Da una parte abbiamo i primi segnali di cambiamento da parte di alcune aziende, che ridisegnano i loro cataloghi su richiesta dei genitori che non vogliono più fare discriminazione tra maschi e femmine, dall’altra ci sono aziende che iniziano da sole ad accorgersi quanto ormai sono vecchi gli stereotipi che da sempre propinavano. Poi ci sono le petizioni. Una è stata avviata dall’associazione inglese Pink Stinks che da alcuni anni si batte contro i giocattoli sessisti, la seconda è stata messa in atto da una bambina di soli tredici anni, dopo che suo fratellino le ha espresso il desiderio di avere il fornetto della Hasbro che però era per bambine. 

I bambini sono i primi ad accorgersene di quanto sono stereotipati i ruoli che gli adulti gli impongono. Ma prima parliamo di un video che una bambina di soli 5 anni girò l’anno scorso contro gli stereotipi sessisti nei giocattoli.

Questo video fece il giro del mondo ma nessun giornale italiano ha trattato il tema. Come al solito non solo siamo indietro, ma le bambine non hanno voce in capitolo. Sembra che in qualche modo debbano essere costrette ad accettare le aspettative che gli adulti hanno su di loro o in balia di adulti che sminuiscono il pericolo dei giocattoli sessisti con la solita beffarda esclamazione “ma sono solo giocattoli” “ma è normale che le bambine scelgano le barbie” come se fosse naturale che una bambina scelga il rosa.

Per fortuna che negli altri paesi questo sta iniziando ad essere messo in discussione e non riguarda più soltanto la critica verso i giocattoli stereotipati delle bambine ma anche su quelli dei maschietti. Infatti, il piccolo Gavyn Pope, del New Jersey desiderava tantissimo un fornetto della Harbro e non gli andava giù che la multinazionale lo considerasse roba da femmine. Prima che il bambino si chiedesse cosa fosse sbagliato in lui, ci ha pensato la sorella a dichiarare che era l’azienda ad aver commesso un grave errore: usare stereotipi sessisti.

La tredicenne McKenna a novembre lancia una petizione online che con un video su Youtube ottiene più di 45mila adesioni. Nel testo, l’adolescente del New Jersey chiede espressamente al produttore Hasbro di ricordarsi anche dei maschietti come suo fratello Gavyn e di produrre un forno giocattolo i cui colori, packaging e promozione siano unisex.

La Hasbro le risponde e invita la bambina e la sua famiglia nei suoi uffici di Rhode Island per far vedere i nuovi colori, nero, blu e argento, del forno unisex che verrà commercializzato già prima della prossima estate negli Stati Uniti. Inoltre la petizione di McKenna aveva ottenuto adesioni anche da parte di alcuni grandi chef famosi negli Stati Uniti per aver partecipato a trasmissioni culto come Top Chef, che si erano adoperati e avevano girato video di supporto alla causa della “cucina per tutti”, già da bambini.

Insomma, la rivoluzione la fanno i bambini e questo è positivo perché rivelano le pecche degli adulti. 



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