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La ruota delle meraviglie

Creato il 22 dicembre 2017 da Kelvin
LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE(Wonder Wheel)
regia: Woody Allen (Usa, 2017)
cast: Kate Winslet, Juno Temple, James Belushi, Justin Timberlake, Jack Gore
sceneggiatura: Woody Allen
fotografia: Vittorio Storaro
scenografia: Santo Loquasto
montaggio: Alisa Lepselter
musiche: AA.VV.
durata: 101 minuti
giudizio:
trama:  Coney Island, 1950. La quarantenne Jinny, ex attrice spiantata e ora cameriera in un lurido ristorante di pesce, è infelicemente sposata con il burbero giostraio Humpty, ha un figlio piromane e intrattiene una relazione extraconiugale con il giovane Mickey, bagnino con ambizioni di drammaturgo. L'arrivo improvviso della bella Carolina, figlia di prime nozze di Humpty, la farà impazzire di gelosia...
dico la mia:  Dai "telefoni bianchi" di Caffè Society all'eleganza ingenua degli anni '50 il passo è breve: con La Ruota delle Meraviglie il caro vecchio Woody Allen fa un salto temporale di vent'anni in avanti e continua a suggestionare il pubblico con ambientazioni da cartolina. Grazie ai soldi di Amazon (che produce) e alla fotografia suadente di Vittorio Storaro, l'ottantaduenne regista newyorchese prosegue nella sua galleria di personaggi (forse) già visti ma per questo molto familiari,
in nome di una classicità ormai forzata, data l'età, ma sempre estremamente godibili. Ormai questi film natalizi di Woody Allen sono veri e propri cinepanettoni d'élite, fatti apposta per deliziare il palato del suo zoccolo duro di appassionati...
LA RUOTA DELLE MERAVIGLIESiamo dunque nella fiabesca Coney Island, la spiaggia della Grande Mela, luogo in apparenza incantato e senza tempo dove, per contrappasso, si dibattono le tristi esistenze della frustrata Ginny (Kate Winslet) e del suo secondo marito Humpty (James Belushi), alle prese con il lunario da sbarcare e un figlioletto introverso e problematico con l' "hobby" della piromania. Ginny, che in una vita precedente era stata attrice e sognava la gloria, ha anche una tresca illusoria con l'aitante bagnino Mickey (Justin Timberlake) che però le preferisce, ovviamente, la giovane e bellissima Carolina (Juno Temple) figlia incasinata di Humpty, in fuga dopo aver infelicemente sposato un gangster... il messaggio è chiaro, persino banale: la vita è una giostra, come il Luna Park dove lavora Humpty, fatta di discese e risalite, in un mondo fatalmente dominato dall'apparenza. Il pessimismo alleniano non si smentisce mai, seppur regalandoci sprazzi di assoluta poesia.
LA RUOTA DELLE MERAVIGLIELa Ruota delle Meraviglie è un tenero omaggio al melò classico, un pourpuri di amori e tradimenti di stampo evidentemente teatrale, volutamente nostalgico e teso a dimostrare quanto le dinamiche sentimentali e relazionali di allora non erano poi così distanti da quelle del mondo di oggi, in quanto le persone, uomini e donne, secondo Allen non cambiano davvero mai... la struttura narrativa non è proprio originalissima (anzi) eppure è incredibile come il vecchio Woody riesca ancora a conquistare il pubblico con la semplice messinscena della natura umana, esplicitando i sogni e le speranze (quasi mai realizzate) del microcosmo che descrive.
 

LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE


Certo, come detto la trama è piuttosto prevedibile e la conclusione abbastanza schematica (il finale, così "appiccicato" e finto, forse voluto, non convince per niente) eppure i meccanismi di sceneggiatura reggono ancora benissimo e ci si appassiona tifando per i personaggi più positivi (la tenera e ingenua Carolina, il burbero Humpty, ubriacone dal cuore d'oro) e soffrendo per quelli più complicati (la derelitta Ginny e suo figlio piccolo Richie, che "sfoga" il suo disagio appicando fuochi ovunque e richiudendosi nei cinema... ancora una volta visto come "terapia", rifugio sognante e alternativo a una vita grama). Kate Winslet è sempre bravissima ma stavolta forse fin troppo impostata (il drammatico monologo conclusivo risulta piuttosto artefatto), e alla fine il miglior protagonista risulta essere proprio il grande Vittorio Storaro, capace ancora una volta di "illuminare" come non mai  una società illusoria e decadente.

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