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La saga di Terramare di Ursula K. Le Guin a scuola

Creato il 27 marzo 2019 da Martinaframmartino

La storia del fantasy

Gli inventori

La saga di Terramare di Ursula K. Le Guin a scuolaAltri autori che vengono considerati iniziatori del genere sono Clide (sic!) Staples Lewis con Le cronache di Narnia (1950-1956) e Ursula Kroeber Le Guin con il suo Ciclo di Earthsea (1968-2001).

[...]

Le Guin pone al centro dei suoi cinque romanzi che formano il ciclo la figura di Ged, un giovane che frequenta la scuola di magia di Roke, nelle Terre dell'Arcipelago.

Da un'antologia scolastica mi aspetterei frasi strutturate meglio...

La presentazione non dice nulla, se non che ci sono cinque romanzi e una non meglio specificata scuola di magia all'interno di un arcipelago. Con un testo così scarno avrebbero potuto fare a meno scrivere i nomi perché sono inutili, solo in un brano più articolato ha senso metterli. Probabilmente sarebbe stato più interessante dire che la magia è legata ai nomi reali delle cose e che quindi è importante saper definire con esattezza tutto quanto, e sottolineare l'importanza, ma anche la pericolosità, delle parole. La presenza di Le Guin comunque non è legata solo a queste righe: poco più avanti un brano di poco più di quattro pagine mostra il confronto fra Ged e il drago di Pendor che si verifica in Il mago. La presentazione di Ursula:

Scrittrice americana di romanzi fantasy, è considerata anche una delle massime autrici al mondo, soprattutto grazie al successo di libri come La mano sinistra delle tenebre (1969) e I reietti dell'altro pianeta (1974). Ha scritto anche alcuni libri per ragazzi, tra i quali il ciclo Gattivolanti, diventato di culto tra i giovani.

A proposito di La mano sinistra delle tenebre, se qualche editore si degnasse di ristamparlo ne sarei felice: sono anni che vorrei leggerlo. La presentazione del brano dice che

Un giovane mago deve affrontare un vecchio e astuto drago che si è impadronito dell'isola di Pendor.

La saga di Terramare di Ursula K. Le Guin a scuolaPer rendere più attiva la lettura i curatori di Lettori senza frontiere chiedono di visualizzarla trasformazione di Ged in drago e di descriverla ai compagni, ma anche di disegnare il drago. Se qualcuno è interessato a una bella collezione di immagini di draghi può guardare quella assemblata da Irene Gallo, Creative Director di Tor Books: https://www.tor.com/2014/07/16/picturing-dragons/.

A quanto pare se in un fantasy c'è un drago attira l'attenzione dei lettori, anche se almeno in Il mago il ruolo dei draghi è abbastanza limitato.

Letto il testo si passa agli esercizi. Prima la comprensione con l'individuazione della scena del duello, del percorso compiuto dai personaggi e della modalità dello scontro, con domande a risposta chiusa, poi qualche spunto di riflessione. Le domande sui punti deboli di Ged e del Drago, e sul modo di sfruttare le debolezze nel duello, sono più interessanti, anche perché Le Guin scava in profondità. Io sono sempre stata perplessa sull'inserimento di questi romanzi fra i libri per ragazzi. Vero, non ci sono scene sconvolgenti né da un punto di vista della violenza né da un punto di vista erotico, ma Le Guin concede poco al puro intrattenimento. I dialoghi sono ridotti all'essenziale e i silenzi, le cose non dette, sono tanto importanti quanto le parole che troviamo sulle pagine. Tutte cose che un adulto può apprezzare, ma su cui la maggior parte dei ragazzi faticano. Gli interrogativi sollevati dalla scrittrice possono portare a riflessioni interessanti, ed è giusto che sia così. Anche se in troppi non se ne accorgono il fantasy vive anche di questa profondità. Però se nell'antologia compare un brano d'azione che può affascinare i ragazzi - azione si fa per dire, il confronto è legato alle parole - un intero romanzo per loro può essere troppo impegnativo. Io so di aver apprezzato i libri più nella lettura recente che nella prima lettura, un'infinità di anni fa.

Un dettaglio sottolineato dai curatori dell'antologia è che a un certo punto la voce narrante diventa brevemente quella del drago. Le Guin era figlia di due antropologi, la sua capacità di calarsi in culture diverse dalla nostra - e a quanto pare anche in creature diverse da noi - era notevole. Sarebbe bello che quest'empatia venisse sfruttata per ridurre la paura del diverso che troppo spesso ci accompagna.

Dopo una parte in cui si invitano gli studenti a scrivere un testo fantasy indicando alcuni elementi da inserire, la conclusione riguarda le paure e le tentazioni. Quanto siamo capaci di affrontarle, o di resistere a loro? Se presentato bene, il testo può fornire ai ragazzi spunti interessanti su cui riflettere, anche al di fuori dell'aula scolastica.

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