La seconda vita di Anders Hill

Creato il 07 marzo 2016 da Libereditor

Il locale era addobbato con bandierine di plastica per via delle partite di NFL del weekend precedente, ma ora sui numerosi schermi alle pareti del bar c’erano solo immagini senza audio di cronisti sportivi che sbraitavano. Larry Eastwood era l’ultimo amico, in ordine di tempo, diventato tale dopo Helene. Aveva il viso pallido e tirato, occhiali pesanti e fuori moda, un ciuffo di capelli riavviato sulla pelata, e una robusta cantilena del Midwest; l’accento si era consolidato durante i suoi primi anni di negoziazioni al Chicago Mercantile Exchange, motivo per cui pronunciava le a piatte come se ci fosse passato sopra un carro armato. Per questo, per non parlare della sua inesauribile riserva di barzellette sporche e la sbalorditiva in capacità di riconoscere quando fosse l’ora di togliere il disturbo dopo una festa, Helene non riusciva a sopportarlo.

Ted Thompson è un osservatore acuto con una scrittura elegante e un’innata capacità descrittiva che rivela varietà e vividezza cogliendo diverse sfumature di luce. Una sorta di orecchio assoluto per un certi ambienti familiari bene abbienti della costa atlantica americana.
La seconda vita di Anders Hill (il titolo in lingua originale è The Land of Steady Habits — traducibile con Il Paese delle Abitudini Immutabili — ed è un’espressione di uso comune con cui si definisce il conformismo degli americani del Connecticut) è il suo romanzio d’esordio. Un esordio di livello narrato con una prosaicità vertiginosa e condito da uno spiccato sense of humor.
Anders Hill è un sessantenne che si ribella alle consuetudini tradizionaliste e vuole costruirsi un destino diverso da quello già apparecchiato. Una seconda vita ricominciando tutto daccapo, lasciando alle spalle il proprio passato, una seconda possibile chance…

Ted Thompson, La seconda vita di Anders Hill, traduzione di Maya Guidieri Berner, Bollati Boringhieri 2016.


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