La settima stanza

Da Alessandra @aluzzingher

Altro film degno di essere menzionato è “La settima stanza” che propone la vita di Benedetta Edith Stein. Nel 1922 Edith, ebrea, si converte al cattolicesimo. È una professoressa di filosofia ed insegna nell'Università di Breslavia.  Edith informa la mamma della sua conversione. La mamma lo accoglie come un tradimento e, stracciandosi parte delle vesti la rinnega come figlia. Edith ha un rapporto piuttosto burrascoso con un suo collega, professore di filosofia che l'ama profondamente. Egli vorrebbe carpirle un bacio, ma Edith non ci sta e nella colluttazione, perde la Croce dorata che portava al collo. Dopo tale reazione, Franz, il professore, non lascia occasione per provocarla con le parole. Le dice che la sua conversione è una semplice farsa e che la sua non è altro che una ricerca di potere.  Le leggi razziali emanate da Hitler si fanno sempre più penose e restrittive e costringono la famiglia Stein a smembrarsi. Edith assiste involontariamente ad un dialogo fra due professori dell'università: uno di questi racconta che è costretto a divorziare dalla moglie perché ebrea. Questa, a causa delle leggi razziali è obbligata a partire per i campi di sterminio. Edith esce dall'ombra e rivolgendosi al professore, gli manda i saluti per la moglie. Anche Edith subisce l'effetto delle leggi e viene licenziata dal Rettore dell'università, il quale si mostra assai dispiaciuto e l'indirizza al professor Franz che ha ottenuto un posto proprio nel governo. Edith accetta l'invito e il suo destino s'incrocia nuovamente con quello del professore. Egli non può fare molto per lei se non consigliarle di lasciare la Germania. Edith sorprende con le sue risposte: “Non mi sono mai schierata dalla parte del potere: la Germania è la mia Patria e non la lascerò.”  Decide di entrare nel Carmelo di Colonia: la sua famiglia si sta ormai smembrando. Una sorella con la sua famiglia decide di recarsi in America. La mamma ed un'altra sorella decidono, invece di rimanere in Germania. Edith informa la famiglia della sua decisione di entrare nel Carmelo di Colonia. La scelta è accolta da scetticismo e non viene assolutamente compresa. La famiglia pensa che Edith stia semplicemente tradendo il suo popolo, abbandonandolo alla sua sorte crudele. Ella sembra, però, avere le idee chiare. Al professore Franz aveva detto che il simbolo della sua vita era la Croce, e così fu davvero. La mamma è ammalata e viene accudita dalla sorella rimastale accanto. Edith entra nel Carmelo di Colonia. La Madre Badessa le ripete in continuazione che nel convento si entra solo per vocazione e non per fuggire il mondo. Ci sono alcuni momenti tragici della vita di Edith durante i quali si sente rigettata dalla famiglia che l'accusa di egoismo, in particolare dalla sorella che seguirà la mamma negli ultimi momenti di vita. Ella le dirà addirittura che parla tanto d'amore ma in fin dei conti non fa nulla di concreto per far vedere questo amore. E così affermerà pure che le preghiere sue stanno uccidendo la famiglia stessa. Momenti davvero tragici che Edith affronta nella preghiera personale, stringendo il crocifisso fino a farsi uscire del sangue dalle mani. Urla il suo dolore a Dio con le parole del salmo: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Si getta a terra a forma di croce, sembra vivere la sua agonia, eppure troverà il coraggio di costituirsi insieme con la sorella che, dopo la morte della mamma, si unirà a lei in convento e a donare la sua vita nel campo di sterminio al posto di una bambina che durante il viaggio aveva rassicurato. Là incontrerà il professore al quale domanderà perdono e, lui stesso sembra soffrire della situazione. Non può più fare nulla per lei e con rammarico, le ricorda il suo consiglio di andare via dalla Germania Nazista e le chiede il motivo per cui non lo ha seguito. Sembra che nel campo di sterminio, Edith incontri degli uomini nelle SS che fanno il loro dovere perché costretti: anche l'espressione dell' SS che riceve da Edith la richiesta di risparmiare quella bambina, sembra dispiaciuta o sorpresa da tanta generosità. Così si conclude la sua vita ed entra nuda nella settima stanza affermando la sua paura, ritornando bambina nel grembo della madre...

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